lunedì 10 luglio 2017

Letture Uno-Due #8: Stefanelli, Lycas, Schito

(foto di Fabio R. Crespi)
Nell'ottavo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture) sono andato alla scoperta di un paio di nuovi autori: Salvatore Stefanelli e D.F. Lycas. Poi sono andato a leggere qualcosa di Davide Schito, del quale avevo già apprezzato "Il tram del tempo".


Salvatore Stefanelli: "Note rosso sangue"
Nero Press (store vari)
"Che io parli con i morti e qualche buon diavolo non mi fa esperto di riti satanici e satanisti": queste le parole di Apolinnare Neiviller, poliziotto, alla figlia, morta da qualche mese. Convinto dalla figlia ad indagare sulla morte irrisolta di Cristina Adinolfi e sulla profanazione della sua tomba, Neiviller, uomo già "segnato" avendo una bara-portale tatuata sul petto, dovrà scoprirsi "cacciatore di mostri", sotto l'illuminata guida del nano Caronte. Una buona prima avventura "iniziatica" in bilico tra giallo, urban fantasy ed horror: Apolinnare Neiviller è ora pronto a fare il Cacciatore, ha il look e gli strumenti giusti e non si fa "mai mancare la musica dei Led Zeppelin e il sanguinaccio, fatto in casa come una volta, col vero sangue di maiale". Lo aspettiamo.

Salvatore Stefanelli: "L'origine della notte"
Nero Press (store vari)
E' un ritorno alla casa prigione dell'infanzia, quello di Yl'ia Vasilevic, un ritorno alla scoperta delle proprie origini attraverso il confronto con il padre. Man mano che procediamo nella lettura riusciamo ad inquadrare il dramma di un mezzosangue la cui nascita ha segnato la vita del Grande Signore dei Draugupyr, scopriamo lo storico scontro con i Vilka e quanto dei sentimenti "umani", quali amore e gelosia, possano condizionare l'esistenza di creature metaumane. Detto in breve, è una storia di amori mancati o negati, ben incorniciati in un'epoca storica e in un territorio di natura squisitamente gotica. Abbiamo letto (e visto) di vampiri e licantropi più banali e meno aderenti ai canoni classici: finalmente torniamo a leggere una storia di predatori per loro stessa natura irredimibili.


D.F. Lycas: "Anime d'acciaio" ("Infiniti mondi" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Una storia post-apocalittica vista attraverso gli occhi di un uomo che ha subito un classicissimo rapimento ad opera di alieni metallici e una trasformazione fisica per il diletto degli stessi. Ma, evidentemente, qualcosa non ha funzionato come doveva (capita, si parla di alieni non di divinità) e l'uomo trasformato in A.R.M.A. per classici combattimenti da arena scopre di poter agire in quella veste anche per uno scopo umano: proteggere una ragazzina. La reazione degli alieni davanti a questo "errore" pare enigmatica e così l'uomo A.R.M.A. e la ragazzina si ritrovano di nuovo sulla terra trasformata dagli alieni ("Una sabbia finissima. Il residuo che i metallici ci hanno lasciato. Per oltre vent’anni anni se ne sono stati qui, sul nostro pianeta. Hanno scavato, hanno depredato. Quando se ne sono andati, è rimasta questa maledetta sabbia. La loro merda."), legati uno all'altra e in lotta con altri ibridi da combattimento. Alla fine pare che sia solo l'arena ad essere cambiata perché, forse, gli alieni hanno scoperto che le motivazioni che spingono l'uomo contro il proprio simile risiedono nella natura stessa dell'umanità (e possono continuare a dilettarsi di tutto questo).

D.F. Lycas: "Polvere di stelle" ("Infiniti mondi" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Seconda storia che racconta l'invasione aliena dei metallici, della quale abbiamo avuto un assaggio nel primo racconto di D. F. Lycas, "Anime d'acciaio". Stavolta il punto di vista è quello di chi fugge dai cacciatori alieni, trovando rifugio in una miniera. Continuano a non essere conoscibili le ragioni dei grigi invasori che stanno devastando la Terra senza che nessuno possa opporre resistenza. E, ancora meno conoscibili, i motivi per cui Alex, unico sopravvissuto del suo gruppo, venga "salvato", "ibridato" e lasciato vivere da uno dei metallici: "Non posso più morire, ma non mi è concesso nemmeno vivere come un essere umano". Piano piano uno scenario si sta delineando: sarà interessante scoprire se potrà svilupparsi un eventuale rapporto tra uomini e alieni che vada oltre la classica rappresentazione della fantascienza d'invasione di vecchio stampo.


Davide Schito: "A ogni costo" 
Nero Press (store vari)
Fin dove si può arrivare per amore? Magari fino a fare in modo di liberare la tua amante dal suo vecchio rapporto, così solo perché ti lascia capire che vuole essere libera di stare con te. Un thriller lento, svelato pagina dopo pagina insieme ai suoi personaggi. Un gioco di inganni e autoinganni e una fuga incerta da una giustizia che, nonostante la meticolosità del piano criminale, potrebbe trovare la strada giusta per riscuotere il proprio credito ma "una cosa è certa: non si fugge da sé stessi. Semplicemente non si può". "Nemmeno morire servirà".

Davide Schito: "Punto di non ritorno" 
Autoproduzione (store vari)
Una raccolta di ventiquattro brevi storie narrate sempre da un punto di vista personale, storie piccole, a volte inquadrate in contesti più ampi, che svelano pensieri, ricordi, sentimenti, scelte. A partire dal quotidiano, attraversando l'improbabile, per arrivare ai territori del fantastico e della fantascienza, l'autore ci accompagna alla scoperta, sempre diversa, di quanto sfaccettata sia l'umanità. E poi c'è Milano, riconoscibile nel passato e nel futuro, evidentemente nel cuore dell'autore (e anche nel mio).


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".