mercoledì 19 luglio 2017

Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel

 
La serialità che vi propongo questa volta è quella di "Delos Passport", una collana curata da Fabio Novel e pubblicata da Delos Digital.

Fabio è stato ospite qui l'anno scorso e avevamo parlato della sua attività di scrittore, sia come autore di CE che autoprodotto (qui il post dell'intervista).
Ci eravamo lasciati con un suo ebook in uscita per le ex-Edizioni Imperium: "La prima pietra" (ne parlo qui) in effetti uscì in quell'edizione ma, dopo poco tempo, il catalogo di Edizioni Imperium confluì in Delos Digital e il racconto di Fabio è diventato il capofila della nuova collana.

Anticipo subito i miei commenti alla seconda e alla terza uscita dalla serie e poi faremo qualche chiacchiera con Fabio.


Diego Zandel: "L'ustascia, le donne e Dio" (Delos Passport #2)
Europa, fine anni '80: due amici d'infanzia, croati, che nella vita hanno effettuato scelte opposte si ritrovano, dopo anni, al confronto finale.
Da una parte Marko trova che la sovranazionalità jugoslava sia una buona soluzione per il quieto convivere di popoli diversi, dall'altra Boris sente  il peso dell'occupazione comunista e l'urgenza della rivendicazione dell'identità nazionale, espressa anche attraverso una concezione fanatica del credo religioso.
Silvia, la donna italiana conosciuta occasionalmente da Boris, è l'ultima vittima di un modo di pensare tipico di chi propugna una morale assoluta e perversa e sarà la soluzione finale del conflitto tra i due amici.
Tornando al quadro d'insieme, in quegli anni "vi era un proliferare di gruppi ideologicamente affini, dagli ustascia croati ai lupi grigi turchi, dai terroristi sudtirolesi ai fascisti italiani ai terroristi palestinesi, tutti foraggiati dalla grassa borghesia bavarese in collusione con i trafficanti di armi e di droga". Letto oggi, mentre stiamo tornando a dare voce e vita a quei nazionalismi fanatici, il racconto pare parlarci di un nostro possibile immediato futuro. Da brivido.


Lorenzo Davia: "Vendetta finlandese" (Delos Passport #3)
In un periodo di transizione ("C’è una guerra fredda. È come una moda. Viene, crolla un muro e se ne va, ma poi torna. Adesso sta tornando.") il Silenzioso, agente segreto che si occupa di soluzioni estreme, si trova sotto diretto attacco.
"Forse era quello il futuro. Soldi e morte radiocomandata. Robot assassini.": è la tecnologia a farla da padrona nel racconto. E il suo utilizzo per scopi di spionaggio e vendetta.
Tra russi invadenti e nuovi capi compiacenti verso gli ingombranti vicini, sarà la traccia tecnologica a portare il Silenzioso al cospetto del suo avversario ma sarà, alla fine, il lato umano a chiudere il caso.


F.: Ed eccoci finalmente con Fabio. Ciao e grazie per essere ancora qui. Come sai, ho apprezzato molto "La prima pietra" (preso quando era edito da Imperium) e mi ha fatto piacere scoprire che è poi è diventato il biglietto da visita della nuova collana "Delos Passport". Come si diventa curatori di collana? O, meglio, come e da chi nasce l'idea di creare una collana a partire dal tuo racconto?

F.N.: Caro Fabio, grazie per avermi invitato nuovamente. E grazie per aver dato fiducia a "La prima pietra". Sono particolarmente contento che tu lo abbia apprezzato, perché sei un lettore attento sia ai contenuti razionali che a quelli emozionali delle narrazioni.
Come si diventa curatori di collana? Mi chiedi. Be', in svariati modi. Ma, tutto sommato, di base due.
A qualcuno, un ruolo viene proposto, per competenze ed esperienze pregresse. Ciò avviene sia nel caso del lancio di una collana nuova, o come passaggio di testimone di una preesistente.
Talvolta, invece, la collana è espressione di un progetto proposto da qualcuno (che quasi sempre già opera in qualche modo nel campo), il quale offre contestualmente a un editore la sua idea e il proprio servizio di curatela. È questo il caso mio, con Delos Passport.
Avevo un'idea. Da tempo. E la volontà di portarla avanti. Di organizzarla, gestirla nei suoi vari aspetti. L'acquisizione del racconto "La prima pietra" ha catalizzato una mia aspirazione pregressa. Soprattutto ho trovato in Silvio Sosio, di Delos Digital, l'interlocutore editoriale che in questo progetto, e nel sottoscritto, ha creduto. Dandomi l'autonomia che cercavo.


F.: Perché "Passport"? Cosa lega insieme le storie che stai proponendo?

F.N.: Perché la collana si propone come un "passaporto" narrativo per il mondo. Ogni racconto trova svolgimento in una diversa location internazionale, posta all'attenzione del lettore sin dalla grafica di copertina, dove una sorta di timbro d'entrata sul passaporto (che fa da logo alla collana) riporta di volta in volta il nome dello stato in cui la trama si dipana.
Agli Autori/ici viene richiesta una particolare attenzione all'ambientazione, la quale, salvo misurate eccezioni, gioca pertanto un ruolo assolutamente fondamentale nell'economia dei racconti presentati.
Stiamo parlando quindi di una collana di interesse per chiunque segua la narrativa in genere, senza preclusioni, ma è ovviamente dedicata in particolare a quanti amano anche viaggiare, conoscere il mondo, le sue persone e/o i suoi eventi e/o i suoi luoghi e culture, il suo fascino sfaccettato e le sue brutture, i suoi problemi ma anche le sue piccole o grandi gioie.


F.: Come avviene la selezione per l'inclusione e la pubblicazione nella collana? Ti occupi di tutto tu personalmente?

F.N.: Sì, mi occupo io della selezione.
Sono partito contattando io un gruppo di scrittori/ici per ottenere un blocco di titoli di partenza. Ora che siamo entrati a regime, con sette numeri all'attivo, sto ricevendo varie proposte.
A primavera, abbiamo anche lanciato un contest intitolato "Ucciso il 4 luglio", mirato a: 1) individuare un racconto specifico per l'uscita di Delos Passport 7, che era calendarizzata appunto per il 4 luglio; 2) fare un po' di scouting. Posso dichiararmi soddisfatto dell'esito dell'operazione. Ci ho investito parecchio del mio sempre più risicato tempo libero, ma ho individuato alcuni autori e autrici papabili, i cui testi mi sono piaciuti, anche se ho preferito alle loro candidature un racconto di Marco Ischia, parimenti intelligente, ma più leggero e ironico (e adatto ad un periodo estivo e "vacanziero"), con un'ambientazione specifica e mimetica (Fort Lauderdale, in Florida), che per l'occasione convive con l'immaginario "americano" dello schermo.
Come curatore, mi occupo anche dell'editing dei lavori e (insieme agli autori stessi, le cui preferenze voglio armonizzare con le mie e con l'auspicata efficacia estetica) delle bozze di copertina, poi finalizzate da Silvio Sosio.
Lavorare insieme agli autori nelle fasi di editing è la parte più interessante. A volte è semplice, fluida, a volte più articolata e sfidante. E non si pensi dipenda necessariamente dalle capacità di chi scrive: capita di diventare più esigenti a volte perché ci sono storie che la competenza del narratore già rende valide in prima battuta, ma presentano dei potenziali inespressi sui quali è bene indagare con l'autore stesso, per individuare una possibile condivisa strada di perfezionamento del testo.


F.: Ci puoi dire dove possiamo andare con i tuoi Passaporti, in compagnia di chi e a fare cosa? 

F.N.: OK, elenco per ordine di uscita…
Con me, nell'Azawad (Mali), per una drammatica storia d'amore, tra indipendentismo tuareg e fanatismo islamico ("La prima pietra").
Con Diego Zandel, negli ultimi anni dell'ex-Jugoslavia, per un noir che scava in rancori profondi, non ancora superati a tutt'oggi ("L'ustascia, le donne e Dio").
Con Lorenzo Davia, per scoprire che vuole eliminare il Silenzioso, agente di punta dell'intelligence finnica ("Vendetta finlandese").
Con Scilla Bonfiglioli, ad Atene, tra profughi e crisi economica, tra la Grecia della realtà contemporanea e quella del mito arcaico ("Sotto gli occhi di Pericle").
Con Oriana Ramunno, tra i veleni nucleari di Murmansk, per scoprire la verità sulla morte di un padre amato ("Baba Jaga").
Con Andrea Franco, a Brazov, nella Romania transilvana. Per ritrovare Mihaela, a costo di restarci secco ("So dove sei").
Con Marco Ischia, in Florida, in compagnia di una sorta di "italiano medio", per una sorta di black comedy che, su uno sfondo reale, gioca con gli stereotipi dell'immaginario del grande e piccolo schermo ("Ucciso il 4 luglio").


F.: Dopo sette numeri, puoi dirci se la collana è ben avviata?

F.N.: Rodaggio ottimo sotto vari aspetti. Non nego che avevo qualche aspettativa in più in termini di vendite iniziali su alcuni titoli, ma le possibilità del mercato digitale sono abbastanza note, e poi i meccanismi dimostrano che a volte alcuni ebook vengono "scoperti" con ritardo, e io ci conto.
Sono comunque assolutamente soddisfatto di quanto abbiamo pubblicato sinora, della collaborazione con gli/le autori/ici e dei riscontri dai lettori, per quanto i commenti esplicitati in rete non siano purtroppo ancora numerosi. A tal proposito, lancio una cortese richiesta a chi ha comprato qualche nostro titolo in un e-store dove il voto o la recensione sono possibili: lasciate una traccia, un commento personale, anche semplice, essenziale! Lo so, pure io non sono un "bravo" lettore moderno, in tal senso, benchè non per pigrizia: non commento molto ciò che leggo, su Amazon o altri siti. Quindi, sono un po' in imbarazzo a chiedere uno sforzo ai lettori di Delos Passport, quando non sono di vero esempio. Diciamo però che, anche se non lo merito io, lo meritano le penne in scuderia!
Tornando alla collana… Esprimevo prima la mia soddisfazione per quanto fatto, ma sono parimenti consapevole che il miglioramento e la crescita vanno perseguiti con passione e costanza, per la soddisfazione del lettore ma anche come iniettore motivazionale per noi che queste storie le costruiamo e pubblichiamo. E quindi ci stiamo dando da fare in tal senso (il plurale non è majestatis, include il team di autori e l'editore).
Pur mantenendo nella collana varietà di stili, generi e approcci, oltre che di location (che garantisce di raggiungere sia la diversità dei lettori più orientati che la diversità di gusti dei lettori onnivori), tra i miei primi desiderata ci sarebbe ricevere proposte sempre più originali per tematica, tra quelle che guardano ad eventi o casi o persone con una connotazione territoriale o culturale o geopolitica ancor più marcata, e attente a certe problematiche, puramente locali o con riflessi internazionali che siano.
In tal senso, tra i pubblicati, abbiamo tra le righe già affrontato alcuni temi forti, come l'accoglienza dei profughi, i rifiuti radioattivi, l'integralismo, i fanatismi… A settembre parleremo del Kurdistan, più in là ci sarà una storia che graviterà attorno alla pena di morte.
Comunque, vorrei vedere ancor più fantasia e originalità nell'individuare spunti inusuali, narrazioni capaci di emozionare fotografando o filmando situazioni più atipiche per la nostra narrativa… Come ho già avuto modo di dire in un'altra intervista, basta per esempio aprire un qualsivoglia numero della rivista "Internazionale" per trovare spunti dai (o attorno ai) quali far scresce una bella storia fatta di protagonisti "veri", benché di fantasia. Donne e uomini dei nostri tempi.


F.: Puoi sbilanciarti sui "prossimamente"?

F.N.: Ben volentieri!
Dopo la pausa estiva, Delos Passport riprende con un corposo reportage dalle zone che compongono il puzzle del Kurdistan, la nazione divisa, narrato dalla giornalista Selene Verri. Paola Rondini ci porterà a Baku. Pietro Spirito, un altro giornalista e scrittore (finalista allo Strega, qualche anno fa), ci farà scoprire Pes, in Ungheria, ancora una volta sulle tracce di una donna, o piuttosto di un proprio bisogno. Poi saremo in India, con un bel hard boiled speziato tandoori. In Danimarca, con un tocco di SF. Ancora negli States, per parlare di pena di morte, e poi anche per un noir in quel di Los Angeles. E in Somalia, tra ieri e oggi; alle Canarie, per uno strano furto; ancora nella ex-Jugoslavia, sulle coste croate, in compagnia nientemeno che del maresciallo Tito; in una base americana in Italia, per risolvere il caso di una morte sospetta; in…
Be', dai, l'avete capito. Il mondo è enorme, di storie da raccontare (e da leggere) ce ne sono!


F.: Invece, tornando a te, ci sono dei "prossimamente" tuoi?

F.N.: Ahi. Accidenti, questa brucia. Perché, in effetti, nel tempo che posso permettermi di mettere a disposizione di questa mia passione per la narrativa, mi sto ora concentrando solo su Delos Passport, e durante questo 2017 i miei lavori in stand by non hanno fatto un passetto in avanti, fosse uno. Lo so: si dice che un autore non dovrebbe mai confessarlo. Ma io non sono uno che la mena.
Mi è stato chiesto di recente di partecipare a un nuovo progetto, con un mio racconto. L'idea ce l'ho già. Essendomi impegnato, sarà l'occasione buona per rimettermi in gioco in una missione da Operativo.


F.: Grazie, Fabio. Magari ci ritroviamo tra un altro anno... ;)

F.N.: Se me lo sarò meritato, chiamami. O magari chiama qualcuno dei miei "viaggiatori" narrativi. :)


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