lunedì 22 maggio 2017

Letture seriali #7 - I "Corti Ucronici" di Alessandro Girola

Torniamo di nuovo a tampinare Alessandro Girola perché stavolta ha tirato fuori dal cappello una intera serie. E non solo.
La serie in questione si chiama "Corti Ucronici": i primi tre racconti sono già stati pubblicati (come sempre sono presenti in esclusiva sullo store di Amazon) e ve li presento a cappello della chiacchierata che faremo con Alessandro.


"Il Nero dei Rossi"  (Corti Ucronici Vol. 1)
"Due fascisti contendono la vittoria a un negro che gioca per i rossi. Nemmeno un romanziere saprebbe inventarsi un colpo di scena del genere": siamo all'olimpiade berlinese del '36 ed è Ian Fleming, inglese, a pronunciare queste parole rivolto a Charles Bruce Catton, storico americano. E' dai loro commenti alla gara di salto in lungo che possiamo ricostruire tutto il quadro ucronico di un mondo sull'orlo della guerra perchè la Russia comunista preme l'Europa mentre la Germania socialista si appresta a fare da cuscinetto con i paesi fascisti a sud e l'Europa libera a ovest, mentre la Confederazione schiavista americana e il Giappone in crescita stanno all'esterno ad osservare gli sviluppi. 
In poche pagine Girola, presentandoci veri atleti e veri politici dell'epoca, costruisce un mondo nuovo e plausibile e in un semplice gesto sportivo va a racchiudere la speranza che l'uomo, "senza colori politici o di pelle", possa vincere sulla catastrofe incombente.

"Aries 1" (Corti Ucronici Vol. 2)
"Voi americani non comprendete granché dei nazisti di seconda e terza generazione. Presto nessuno si preoccuperà di ciò che è successo agli ebrei. Diventerà una questione sorpassata e inutile da rivangare. Voi, per esempio, vi domandate cosa sia resta delle tribù di pellerossa che avete massacrato?". E' un astronauta tedesco che dice queste parole, il primo a mettere piede sulla Luna, almeno ufficialmente. 
Nel suo secondo corto ucronico, Girola riscrive la storia a partire dal secondo conflitto mondiale e ci presenta un mondo in cui USA, Reich e Cina si contendono la supremazia. Attraverso un'intervista che l'"Orgoglio del Reich" rilascia a un giornalista ebreo, con tutte le sfumature umane e culturali che ci possono essere tra un ebreo non praticante e un tedesco non in sintonia con le politiche del partito, lo scenario storico (un po' brutalmente esposto nelle prime pagine) diventa una sorta di spy-story nel contesto della distensione tra America e Reich nell'ottica del contrasto al pericolo nucleare rosso. 
Il racconto è, come sempre, curato nei dettagli e condito di riferimenti e ammiccamenti al "qui e ora".

"Supremacy" (Corti Ucronici Vol. 3)
Il terzo Corto Ucronico di Girola ci porta al cuore delle lotte per la supremazia razziale: oltre alla rivisitazione della figura messianica di un Malcom X, "Cristo della ZMS di Los Angeles", morto in circostanze diverse e nel corso di un cammino che aveva veramente intrapreso dopo il suo viaggio a La Mecca, la rivolta di Los Angeles del '92 porta all'isolamento dell'intera area che viene trasformata in un carcere carpenteriano. Il racconto delle vere circostanze dell'assassinio di Malcom X da parte di uno dei boss della Zona di Massima Sicurezza a un giornalista inglese apre una nuova prospettiva che pare condurre inevitabilmente alla polarizzazione delle diverse posizioni politiche radicali, pur armonizzate nei loro intenti per il mantenimento di un conveniente stato di guerra eterna, a dispetto del fatto che il sangue versato sia "sangue rosso. Non nero, né bianco. Rosso".


I primi quattro
Corti Ucronici
F.: Ciao, Alex. Bentrovato per l'ennesima volta. La prendo un po' larga. Non sei nuovo alle ucronie, sto pensando sia a "2 Minuti a Mezzanotte" (originale e reloaded), che a "Grexit Apocalypse", che a una raccolta di racconti di diversi autori che aveva come titolo "Ucronie Impure". Questa nuova serie in cosa si differenza dai precedenti lavori?

A.G.: Ciao Fabio, ben ritrovato e grazie per la rinnovata ospitalità. No, non sono nuovo alle ucronie. Anzi, una parte significativa della mia produzione è "inquinata" da elementi di storia alternativa, a volte solo accennati, magari degli easter egg o cose simili. I miei "Corti Ucronici" si differenziano dai lavori precedenti soprattutto per la mancanza quasi totale di elementi fantastici. Ho voluto scrivere racconti di "storia" pura, seppur alternativa, senza utilizzare fantasmi, alieni, zombie, supereroi o vampiri. Al limite troverete un po' di scienza alternativa, ma nulla di impossibile, nell'ottica delle nostre attuali conoscenze scientifiche.


F.: Per me l'ucronia rientra comunque nell'ambito della fantascienza o, almeno, della speculative fiction. Però non diciamolo a quelli che rifuggono la narrativa di genere. Come è scattata l'idea di questa serie?

A.G.: L'idea è nata come spin-off di un piccolo progetto che sto gestendo con degli amici scrittori, ovvero quello riguardante la prossima pubblicazione di una piccola antologia di racconti ucronici. Io ho scritto il mio pezzo in tempo breve, ma per farlo ho dovuto scegliere tra 3 o 4 spunti che mi parevano troppo interessanti per essere scartati e dimenticati. Così ho deciso di svilupparli, di trasformarli in racconti e di metterli su Amazon al prezzo di un caffè. L'antologia, invece, arriverà nelle prossime settimane e… sarà gratuita. Totalmente. 


F.: Non c'è collegamento tra un racconto e l'altro: possiamo dire che stavolta non ti sei accontentato di creare uno scenario ma ne stai proponendo un'intera serie: hai già pensato che qualcuno di questi potrebbe dare spunto ad altri lavori con la stessa ambientazione? Ad esempio, a me il mondo di "Aries 1" mi ha assai incuriosito e non sarei dispiaciuto di sapere come si risolve quell'avvicinamento tra Reich e USA.

A.G.: Ti svelo una mezza idea che mi frulla per la testa: dopo aver pubblicato altri due o tre racconti, mi piacerebbe far decidere a voi lettori su quale degli scenari già proposti tornare. In poche parole vorrei darvi la possibilità di votare quali "what if" riprendere, per scrivere un secondo racconto nel medesimo universo alternativo, ma con personaggi nuovi, diversi.


F.: E' un'idea interessante, oltre che simpatica, perché alza il livello del rapporto tra autore e lettori. Intanto sul tuo canale Telegram hai già anticipato le prossime uscite, "Führer David" e "Supremacy": ci puoi dire qualcosa di più?

A.G.: Visto che io sono lentissimo a rispondere alle interviste, nel mentre "Supremacy" è già uscito :P (n.d.r.: e, infatti, io ho aggiunto la mia recensione in testa all'intervista :P). Come sai è l'ucronia più moderna di cui mi sono occupato finora. È ambientata negli anni '90 e ucronizza due eventi: la famosa rivolta della comunità nera di Los Angeles del '92, e la vita di Malcom X. Quest'ultimo, nel mio racconto, non è stato ammazzato negli anni '60, bensì è arrivato vivo fino al già citato 1992, diventando il più importante leader afroamericano d'America. Finché una cospirazione opera per toglierlo di mezzo, scatenando una vera e propria guerra razziale...
"Führer David" nel mentre è diventato "Führer Bianco", e verrà pubblicato a breve. Si tratta della mia ucronia più particolare e delicata. Ti accenno qualcosa: a inizio degli anni '60 il blocco comunista ha scatenato la terza guerra mondiale, che si è però risolta senza l'utilizzo delle atomiche (tranne una). La Germania è stata conquistata dai sovietici e dalla DDR e il nuovo armistizio è stato concordato lungo i confini francesi. Dieci anni più tardi, in un mondo in costante equilibrio tra una pace fatta di spie e una nuova guerra, un terrorista misterioso colpisce diverse repubbliche socialiste del blocco est. Si fa chiamare Führer Bianco e, come scoprirà un capitano della STASI, prima di diventare "il cacciatore di comunisti" era un giovane cantante inglese di grande talento, sparito nel nulla: David Jones. Ti dice nulla il suo nome? :) 


F.: Mi dice qualcosa sì, accidenti a te. Dovrò prendermi dei calmanti per leggere le sue gesta alternative, mi sa. :D Più in generale, come è stata l'accoglienza di questa serie?

A.G.: L'accoglienza è stata buona per il primo e il terzo racconto, eccezionale per il secondo, "Aries 1", che parla (come hai già detto) dell'allunaggio nazista. Mi aspettavo qualcosa del genere, perché le "care", vecchie SS tirano sempre parecchio, così come tutti i racconti e romanzi che le riguardano. Sarà il fascino del male? Chissà… Confido e spero che "Führer Bianco" verrà accolto altrettanto bene.


F.: Seguendo il tuo blog si nota che, da un po' di tempo, il "what if" spadroneggia e che, dietro a post e racconti, c'è un enorme lavoro di documentazione. Ma tu lo sai che "la storia non si fa con i se"? :D

A.G.: Nel caso non me lo ricordassi, ogni tanto c'è qualche lettore (evidentemente ignaro di cosa siano le ucronie) che mi fa dei simpatici promemoria :) Comunque sì, sto usando il blog per pubblicare parte del lavoro di documentazione che sto accumulando per scrivere questi racconti. Credo che siano argomenti interessanti, magari un po' diversi dalle mie solite tematiche, ma comunque coinvolgenti. Ti prego, confermami che è così :D


F.: Te lo confermo senza dubbio anche perché siamo qua a parlarne. :D 
Battute a parte, prima accennavi a un'antologia con corti ucronici di autori diversi? Ci puoi fare qualche nome? 

A.G.: C'è questa antologia, sì, e credo che verrà anche una bella cosa, perché prenderà in considerazione diversi modi di intendere il genere ucronico. Autori? Preferisco mantenere il segreto, per non fare torto a quelli che non citerei. Comunque ti consiglio di cercare tra gli stimati colleghi con cui interagisco più spesso, sia sul blog che sui social network :)


F.: Grazie per la consueta disponibilità, Alex. A presto. :)

A.G.: Grazie a te per la chiacchierata, e per avermi dato modo di spiegare meglio il progetto dei "Corti Ucronici". :)


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