lunedì 1 maggio 2017

Honey Venom

Era da un po' di tempo, cioè dall'uscita del primo volume di Honey Venom (Nero Press, 2015), che avrei voluto scriverne ma, non essendo il fumetto il mio campo (li leggo ma non ho la finezza e le conoscenze necessarie per affrontare l'argomento da un punto di vista tecnico) non sapevo bene come affrontare la questione. 
D'altra parte i fumetti sono storie, hanno una narrazione, per cui direi che, dopo avere recuperato anche il secondo volume (Nero Press, 2017), posso anche sbilanciarmi a scrivere un post tutto dedicato a Honey & Elyss (chè se lo meritano, insieme a Spectrum, loro pregevole disegnatore e narratore di estrazione indie).

Honey Venom su pile (foto di Fabio R. Crespi)

Come potete immaginare dalle copertine, il fumetto si rivolge a un pubblico adulto.
Vabbè, dai, non diciamo cazzate.
Però si rivolge sicuramente a un pubblico maturo, non tanto per lo scollacciamento (eufemismo! :D) delle due nostre eroine, quanto perché nelle loro avventure Spectrum va a toccare temi e a tratteggiare situazioni che offrono la possibilità di mettere un po' in moto il cervello.

Honey Venom (detta anche Rossa o Roscia) e Elyss (detta anche Lentiggini) vivono nel Bosco Semprebuio e sono, la prima, una strega assassina e, la seconda, una mezza vampira. Sono anche innamoratissime l'una dell'altra, la qual cosa è un problema nel loro mondo fiabesco e oscurantista che sta su una linea temporale diversa dalla nostra e in un tempo assoluto anteriore al nostro.
Tra vescovi troppo cresciuti, guardie mascellute e popolino bigotto, il lato demoniaco delle nostre eroine è ben poca cosa: come non parteggiare per loro quando, dall'altra parte, il mondo si è organizzato per rappresentare disvalori quali intolleranza e fascismo, ignoranza e sopruso, un mondo dai tratti ben riconoscibili e tristemente attuali?
Un grosso plauso, quindi, a Spectrum che ci racconta le storie dell'oggi condendole di violenza e sangue, orrore e religione (spesso sono concetti coincidenti), sesso e pornografia, in nome della libertà di amare e dell'amore per la libertà. 

Nota: sì, c'è pornografia nel senso classico del termine ma le nostre ragazze non sono come le eroine passive dei vecchi fumetti e, anche questo, va a merito dell'autore. Personalmente trovo più pornografia in certe manifestazioni pseudopolitiche isteriche e autocompiacenti che si fanno bandiera di varie superiorità assortite (di razza, di sesso, di religione, di onestà, ecc.) e nei loro seguiti sbavanti slogan. 
Poi, per carità, una volta avvisati che nel fumetto fanno sesso esplicito sta a voi decidere se leggerlo oppure no.

Non per tutti, quindi: astenersi bigotti a strascico, fideisti di ogni natura e animi sensibili.


Honey (sopra) e
Elyss (sotto)
Spectrum: "Honey Venom"
(Nero Press, 2015-2017) 

>>> "La cosa che striscia dall'inferno" [link]
>>> "Bitchwitch" [link]


Honey Venom in rete

>>> Il blog di Spectrum [link]
>>> La pagina Facebook di HV [link]
>>> Spectrum (l'imbrattacarte) su Google+ [link]



Un ringraziamento a Spectrum per la dedica "sulla fiducia" sul secondo volume e a Stefano che è giovane e gira per le fiere del fumetto con la lista di quello che deve recuperare per papà.

Grazie!