martedì 18 aprile 2017

Letture Uno-Due #7: Paasilinna, Novel, Girola

(foto di Fabio R. Crespi)
Settimo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture): mi sono finalmente deciso ad affrontare Arto Paasilinna con un paio di titoli. Poi sono andato sul sicuro con Fabio Novel e Alessandro Girola.


Arto Paasilinna: "L'allegra apocalisse"
Iperborea (store vari)
E' il primo libro che leggo di questo autore e, come approccio, è stato più che soddisfacente. La storia è abbastanza semplice: mentre il mondo prende ad andare a puttane, nella profonda provincia finlandese si va ad aggregare una comunità utopica che trae origine da un lascito testamentario. Una comunità isolata, praticamente autarchica, riesce ad attraversare indenne un periodo autodistruttivo della razza umana fino a trovarsi ad affrontare la definitiva apocalisse rappresentata da una meteora che sta per impattare sul pianeta.
Con mano leggera e un senso dell'umorismo tra l'ironico e il surreale, Paasilinna ci porta ad empatizzare con tutti i suoi personaggi, uomini o orsi che siano.

Arto Paasilinna: "Il figlio del dio del Tuono"
Iperborea (store vari)
Dimenticati dagli uomini, gli dei finnici decidono che è il momento di riconvertire gli uomini dalla fede cristiana e dall'ateismo ai riti ancestrali e inviano Rutja, figlio del dio del Tuono, in missione tra loro. La discesa su un fulmine e lo scambio del corpo con il dimesso agricoltore-antiquario Sampsa Ronkainen, uno dei pochi rimasti fedeli agli antichi dei per tradizione familiare, sono il punto d'inizio dell'avventura di Rutja che deve innanzitutto imparare a essere un uomo, con tutte le complicazioni della vita reale. E Paasilinna, con gran senso dell'ironia e tocchi surreali, non risparmia nulla su tutto quello che concerne la vita reale: rapporti tra persone, burocrazia, istituzioni, religione, salute. Propiziata da condizioni di inerzia ideale, la missione del figlio del dio del Tuono procede come una valanga silenziosa fino alla sua conclusione: agli uomini restano dei comandamenti "naturali" e una nuova sanità mentale ("i Finnici sono l’unico popolo al mondo tra il quale non ci sono matti"), a Rutja la ricompensa celeste tra le braccia di Ajattara, "la dea dalla bellezza incantatrice".


Fabio Novel: "Magda"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Il "tormento reale e profondo" degli anni di una gioventù wertheriana richiamata alla memoria da una vecchia foto.
Il corso di un fiume, il fiume della vita, che viene cambiato da un incontro con una ragazza, Magda, appena un attimo prima che il protagonista affidi a un salto dalla rupe il proprio destino. Un incontro d'amore e un piccolo salto quantico verso una nuova esistenza grazie a qualcuno che squarcia il velo tra folklore e realtà lasciando di sè solo un'immagine su quella vecchia foto.

Fabio Novel: "La prima pietra"
Delos Digital, ex Edizioni Imperium (store vari)
"Stiamo perdendo anche la nostra gioventù, irretiti da una rabbia di una forma di Islam che non ci appartiene": viene messo in luce il contrasto tra una visione religiosa moderata, disposta "ad accettare cambiamenti derivanti da una moderata modernità, ma non dell'arretratezza del fanatismo", e la follia della jihad. Una delicata storia d'amore ambientata in una provincia tuareg del Mali che sta per soccombere all'onda dilagante di fanatismo e dove la religione si rivela, ancora e sempre, semplice pretesto per ragioni di potere e per vendette personali. La prima pietra deve essere "non troppo aguzza, non troppo smussata. La giusta misura a versare il giusto sangue". E il sangue versato, come sempre accade in questo genere di situazioni, non è mai quello giusto.


Alessandro Girola: "Teurgia di San Febo" (ciclo "Italia Doppelganger)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Girola ci offre un altro giro nella sua alternativa "Italia Doppelganger": stavolta ci porta in un paesino sperduto della provincia cuneese dove si professa il culto di San Febo Teurgo, monaco errante del 1600 in odore di eresia. Il protagonista è un dirigente di una emittente nazionale il cui figlio soffre di un tumore al cervello. "In certi momenti ci si aggrappa a qualsiasi illusione" e quando la scienza non può dare speranza ecco aprirsi la prospettiva di rivolgersi a santoni vari. E. in un buon racconto horror, il santone, come ci si aspetta, non è un truffatore come nella realtà ed esige il suo prezzo.
E' interessante come Girola ci suggerisca a contorno tante cose: ci parla della profonda provincia dove ci si guarda in cagnesco da un paese all'altro, ci accenna al mondo della televisione (alla "TV dello sdegno" e del populismo dell'italiano medio che "preferisce rivolgersi a voi che non a un magistrato"). Girola non fa salvo nessuno, e in questo è sempre apprezzabile, perchè la realtà è complessa e le scelte che una persona compie non è detto siano dettate da un'etica del bene o del male assoluti.

Alessandro Girola: "Il tour" (ciclo "Italia Doppelganger)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Traendo ispirazione dalla vicenda del mostro di Firenze, Girola ci trascina, questa volta, in un tour tutto brianzolo: un giornalista percorre i luoghi cardine di alcuni delitti commessi anni prima in compagnia del magistrato che mandò in galera i due presunti assassini seriali. A ogni tappa si inquadrano particolari che definiscono un quadro sempre più divergente da quella che fu la "versione ufficiale". E, a conclusione del tour, il chiarimento pone tutta la vicenda nella sua naturale collocazione, in quell'Italia misteriosa e orrorifica che viene denominata dall'autore "Italia Doppelganger": "Psichiatria, neurologia, fisica e alchimia si mischiano e si completano, soprattutto per queste persone dal cervello libero da pregiudizi morali e religiosi, che sono quindi capaci di tutto. Le capacità umane hanno pochi limiti, per chi non se li pone".


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".