lunedì 3 aprile 2017

La chiusura del Progetto CAS di Mana e non sapere chi ringraziare

A metà febbraio avevo parlato (in questo post), con una certa eccitazione, del progetto di Davide Mana di recuperare Clark Ashton Smith proponendo la ritraduzione dei racconti arricchita da interessanti note.

Una decina di giorni dopo Davide ha annunciato che qualcuno, a lui ignoto, aveva provveduto a segnalare ad Amazon la violazione del copyright per i cinque ebook già messi in vendita.
Amazon applica le regole alla lettera e i cinque volumi sono stati rimossi mentre Davide attende ancora un chiarimento da chi ha segnalato l'infrazione e annuncia che, in ogni caso, il progetto muore così e che, come autore, non si rivolgerà più al mercato italiano.

Questa è una perdita per tutti, in primis per Davide che si vede costretto a limitare il proprio spazio, e per tutti noi lettori che, ancora una volta, vediamo un progetto intelligente e realizzato con passione andare a morire così, senza neanche lo straccio di una spiegazione (la questione del copyright sulle opere di Smith è complessa, pur essendo le opere di pubblico dominio) e senza che nessuno ci abbia onestamente messo la faccia.
Noi faremo magari caso a chi, nel breve o nel medio periodo, pubblicherà qualcosa di Clark Ashton Smith e ci faremo l'idea, magari pure sbagliata, che i nostri "ringraziamenti" dovranno andare in quella direzione.
Un ringraziamento sincero, invece, va sicuramente a Davide per avere provato a fare qualcosa, sul mercato italiano, a fronte di una richiesta che "veniva dal basso".
Probabilmente noi non ci meritiamo i pochi Davide Mana che abbiamo.

Ho aspettato un po' di tempo prima di scrivere di questo ennesimo triste capitolo del mondo dell'editoria italiana: Davide aveva già ufficialmente annunciato la fine del Progetto CAS e di altri progetti che ne seguivano le stesse modalità (in questo post sul suo blog Strategie Evolutive) ma io ero speranzoso che qualcosa poi si risolvesse (sì, lo so: "chi vive sperando, ecc.").

Non mi resta che lasciarvi la recensione del quinto e ultimo ebook che era stato reso disponibile prima dell'intervento ad opera di ignoti.

(lettori rassegnati
alla chiusura del
progetto CAS di Mana)
  
Clark Ashton Smith: "La doppia ombra" (ciclo di Poseidonis)
(autoproduzione)
"Austera e bianca come la tomba, più vecchia della memoria dei morti, e costruita da uomini o diavoli oltre gli annali del mito è la dimora in cui viviamo". Nel racconto si accenna a Hyperborea (ma, dalle note del curatore, il ciclo a cui appartiene questa storia è quello di Poseidonis) e si approda al lato lovecrafriano di Smith, quello dei superlativi orrorifici e degli intrecci tra cosmogonie inframondane e ultramondane. L'ironia di Smith emerge a fatica in questo contesto dove "l'orrore si sarebbe abbattuto tanto sui morti quanti sui vivi" e l'epilogo è abbastanza prevedibile fin dall'inizio ma, in ogni caso, rimane il fascino e la meraviglia per tutti quei precisi rimandi a plausibili mitologie dell'orrore.