lunedì 24 aprile 2017

Letture di primavera

(foto di Fabio R. Crespi)
Eccovi un'altra manciata di letture dell'ultimo periodo.
L'immagine di accompagnamento al post è assolutamente slegata dai lavori di cui vi parlo però posso assicurarvi che è stata scattata in primavera (25 marzo).


Jennifer Marie Brissett: "Elysium"
(Zona 42, store vari)
Una storia narrata a frammenti non lineari, una storia di invasione e apocalisse, di realtà mutabili, di personaggi che si raccontano nelle loro molteplici rappresentazioni, una storia d'amore: "Molte cose le passarono per la mente negli attimi in cui si andava spegnendo, soprattutto il ricordo di Antoine sospeso da qualche parte nei cieli: il suo compagno di sempre, il suo amico, il suo amante, suo fratello, suo padre, suo figlio. Antoine". Una realtà che si rivela lentamente e uno scontro tra razze diverse che dipinge, in fondo, lo scontro da sempre in atto tra uomini e uomini, fatto di guerre e menzogne, verità e negazioni, prese di coscienza e sopravvivenza. Menzione speciale al Premio Philip K. Dick, non per caso. Da leggere.


Claudio Chillemi e Paul Di Filippo: "Orrore a Gancio Rosso"
(Acheron Books, store vari)
Dopo essermi dato una rinfrescata sugli orrori di Red Hook di Lovecraft, ho affrontato questa ideale continuazione ad opera di Chillemi e Di Filippo. Il protagonista è un Joe Petrosino alternativo a quello della nostra realtà: è stato al seguito di Garibaldi con i Mille e non ha trovato la morte nell'attentato di Palermo ma è arrivato all'età della pensione, giusto per essere sguinzagliato dal proprio capo all'inseguimento di un mistero che collega gli eventi di Red Hook al quartiere Gancio Rosso di Palermo. Con un occhio al De Vermis Mysteriis e l'aiuto di due fratelli, uno poliziotto e l'altra "maga buona", Joe si trova ad affrontare un suo antico avversario, a capo di "una lurida torma" in procinto di attraversare la barriera che separa i mondi per dilagare nel nostro. Tra mummie, ganci insanguinati, cripte e location ultramondane, gli orrori lovecraftiani impazzano anche a Palermo mentre, sullo sfondo, l'Italia fascista celebra l'amicizia con l'alleato tedesco.


Christian Sartirana: "La Gente della Marea"
(Nero Press, store vari)
"C'è qualcosa di sbagliato nel mare di quella zona". Il protagonista conosce storie che, da giovane, gli erano state raccontate dalla nonna: la Gente della Marea, "la Gente antica", ha sempre visitato gli abitanti di Bosa, sperduto paese sulla costa sarda. E dalla Gente antica ci si doveva tenere alla larga. Edo lascia la Sardegna e ci torna dopo una ventina d'anni: di Bosa non c'è traccia sulle mappe e ci si deve affidare alla memoria e a un albergatore che lo invita a tenersi lontano da quel posto ormai semi inghiottito dal mare. Ma Edo e sua moglie Sonia ci arrivano solo per scoprire un paese corrotto da sabbia e mare, "geometrie incomprensibili" e una vegetazione di colore strano: "una sorta di timore superstizioso, il senso di gelo suggerito da un orrore antico" è l'avvisaglia che quelle vecchie storie traggono origine da orrori ai quali non ci si dovrebbe avvicinare, pena il perdere di vista sia gli affetti che la propria sanità mentale.


Stefano Telera: "Prima della piena"
(Nero Press, store vari)
Una classica ambientazione gotico rurale: in un paese isolato ("Con orgoglio, qui si dice, che è molto più facile arrivare al paese che uscirne"), sul quale incombe il pericolo del cedimento di una diga, arrivano un ingegnere in disgrazia e la moglie. Mentre il primo si assenta sempre più per scongiurare il crollo e la conseguente inondazione, la seconda si trova a scoprire un mondo fuori dal tempo dove un cultura di tipo naturalistico e i miti del folklore dettano un ciclo di vita particolare. L'orrore cresce di pagina in pagina e al ritmo delle acque che si alzano sempre di più e, alla fine, si aspetta solo che sia finalmente la natura stessa a cancellarne le tracce: "La prossima piena spazzerà tutto in gorghi insondabili, compresi i macabri orrori che ci circondano".  


Ilaria Pasqua: "Danger"
(Sad Dog, store vari)
Un uomo, non esattamente un vincente, e Sonia, la sua amata macchina, si ritrovano a fare tappa in un paesino strano, in mezzo al deserto. Strano il paese e strani i suoi abitanti, strani i comportamenti e le visioni: "A volte non gli sembrava di essere vivo, si sentiva un fantasma in un mondo di invisibili presenze". Un racconto onirico, quasi psichedelico, in cui la realtà sembra ribaltarsi e sfuggire, confondersi a sogni e tempi passati, fino a lasciare il protagonista prigioniero al di fuori della realtà stessa.

martedì 18 aprile 2017

Letture Uno-Due #7: Paasilinna, Novel, Girola

(foto di Fabio R. Crespi)
Settimo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture): mi sono finalmente deciso ad affrontare Arto Paasilinna con un paio di titoli. Poi sono andato sul sicuro con Fabio Novel e Alessandro Girola.


Arto Paasilinna: "L'allegra apocalisse"
Iperborea (store vari)
E' il primo libro che leggo di questo autore e, come approccio, è stato più che soddisfacente. La storia è abbastanza semplice: mentre il mondo prende ad andare a puttane, nella profonda provincia finlandese si va ad aggregare una comunità utopica che trae origine da un lascito testamentario. Una comunità isolata, praticamente autarchica, riesce ad attraversare indenne un periodo autodistruttivo della razza umana fino a trovarsi ad affrontare la definitiva apocalisse rappresentata da una meteora che sta per impattare sul pianeta.
Con mano leggera e un senso dell'umorismo tra l'ironico e il surreale, Paasilinna ci porta ad empatizzare con tutti i suoi personaggi, uomini o orsi che siano.

Arto Paasilinna: "Il figlio del dio del Tuono"
Iperborea (store vari)
Dimenticati dagli uomini, gli dei finnici decidono che è il momento di riconvertire gli uomini dalla fede cristiana e dall'ateismo ai riti ancestrali e inviano Rutja, figlio del dio del Tuono, in missione tra loro. La discesa su un fulmine e lo scambio del corpo con il dimesso agricoltore-antiquario Sampsa Ronkainen, uno dei pochi rimasti fedeli agli antichi dei per tradizione familiare, sono il punto d'inizio dell'avventura di Rutja che deve innanzitutto imparare a essere un uomo, con tutte le complicazioni della vita reale. E Paasilinna, con gran senso dell'ironia e tocchi surreali, non risparmia nulla su tutto quello che concerne la vita reale: rapporti tra persone, burocrazia, istituzioni, religione, salute. Propiziata da condizioni di inerzia ideale, la missione del figlio del dio del Tuono procede come una valanga silenziosa fino alla sua conclusione: agli uomini restano dei comandamenti "naturali" e una nuova sanità mentale ("i Finnici sono l’unico popolo al mondo tra il quale non ci sono matti"), a Rutja la ricompensa celeste tra le braccia di Ajattara, "la dea dalla bellezza incantatrice".


Fabio Novel: "Magda"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Il "tormento reale e profondo" degli anni di una gioventù wertheriana richiamata alla memoria da una vecchia foto.
Il corso di un fiume, il fiume della vita, che viene cambiato da un incontro con una ragazza, Magda, appena un attimo prima che il protagonista affidi a un salto dalla rupe il proprio destino. Un incontro d'amore e un piccolo salto quantico verso una nuova esistenza grazie a qualcuno che squarcia il velo tra folklore e realtà lasciando di sè solo un'immagine su quella vecchia foto.

Fabio Novel: "La prima pietra"
Delos Digital, ex Edizioni Imperium (store vari)
"Stiamo perdendo anche la nostra gioventù, irretiti da una rabbia di una forma di Islam che non ci appartiene": viene messo in luce il contrasto tra una visione religiosa moderata, disposta "ad accettare cambiamenti derivanti da una moderata modernità, ma non dell'arretratezza del fanatismo", e la follia della jihad. Una delicata storia d'amore ambientata in una provincia tuareg del Mali che sta per soccombere all'onda dilagante di fanatismo e dove la religione si rivela, ancora e sempre, semplice pretesto per ragioni di potere e per vendette personali. La prima pietra deve essere "non troppo aguzza, non troppo smussata. La giusta misura a versare il giusto sangue". E il sangue versato, come sempre accade in questo genere di situazioni, non è mai quello giusto.


Alessandro Girola: "Teurgia di San Febo" (ciclo "Italia Doppelganger)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Girola ci offre un altro giro nella sua alternativa "Italia Doppelganger": stavolta ci porta in un paesino sperduto della provincia cuneese dove si professa il culto di San Febo Teurgo, monaco errante del 1600 in odore di eresia. Il protagonista è un dirigente di una emittente nazionale il cui figlio soffre di un tumore al cervello. "In certi momenti ci si aggrappa a qualsiasi illusione" e quando la scienza non può dare speranza ecco aprirsi la prospettiva di rivolgersi a santoni vari. E. in un buon racconto horror, il santone, come ci si aspetta, non è un truffatore come nella realtà ed esige il suo prezzo.
E' interessante come Girola ci suggerisca a contorno tante cose: ci parla della profonda provincia dove ci si guarda in cagnesco da un paese all'altro, ci accenna al mondo della televisione (alla "TV dello sdegno" e del populismo dell'italiano medio che "preferisce rivolgersi a voi che non a un magistrato"). Girola non fa salvo nessuno, e in questo è sempre apprezzabile, perchè la realtà è complessa e le scelte che una persona compie non è detto siano dettate da un'etica del bene o del male assoluti.

Alessandro Girola: "Il tour" (ciclo "Italia Doppelganger)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Traendo ispirazione dalla vicenda del mostro di Firenze, Girola ci trascina, questa volta, in un tour tutto brianzolo: un giornalista percorre i luoghi cardine di alcuni delitti commessi anni prima in compagnia del magistrato che mandò in galera i due presunti assassini seriali. A ogni tappa si inquadrano particolari che definiscono un quadro sempre più divergente da quella che fu la "versione ufficiale". E, a conclusione del tour, il chiarimento pone tutta la vicenda nella sua naturale collocazione, in quell'Italia misteriosa e orrorifica che viene denominata dall'autore "Italia Doppelganger": "Psichiatria, neurologia, fisica e alchimia si mischiano e si completano, soprattutto per queste persone dal cervello libero da pregiudizi morali e religiosi, che sono quindi capaci di tutto. Le capacità umane hanno pochi limiti, per chi non se li pone".


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

martedì 11 aprile 2017

Lupi



C'è chi corre con i lupi...

(da "Running with the Wolves" EP, 2015)

Go row the boat to safer grounds
But don't you know we're stronger now
My heart still beats and my skin still feels
My lungs still breathe, my mind still fears
But we're running out of time (time)
For the echo's in my mind, cry

There's blood on your lies
Disguise opened wide
There is nowhere for you to hide
The hunter's moon is shining

I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the

Trick or treat, what would it be?
I walk alone, I'm everything
My ears can hear and my mouth can speak
My spirit talks, I know my soul believes
But we're running out of time (time)
For the echo's in my mind, cry

There's blood on your lies
Disguise opened wide
There is nowhere for you to hide
The hunter's moon is shining

I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves

It can cause betrayal it hurts
I can't be dreaming
The night deceives us,
My heart is left so incomplete

I'm running with the wolves
I'm running with the wolves
I'm running with the
I'm running with the
I'm running with the
I'm running with the wolves

I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves
I'm running with the wolves tonight
I'm running with the wolves.


... chi scappa dai lupi...

(da "Beneath the Skin", 2015)

Open my chest and colour my spine
I'm giving you all
I'm giving you all
Swallow my breath
And take what is mine
I'm giving you all
I'm giving you all

I'll be the blood
If you'll be the bones
I'm giving you all
I'm giving you all
So lift up my body
And lose all control
I'm giving you all
I'm giving you all

You hover like a hummingbird
Haunt me in my sleep
You'll sailing from another world
Sinking in my sea, oh
You're feeding on my energy
I'm letting go of it
She wants it

And I run from wolves, ooh
Breathing heavily
At my feet
And I run from wolves, ooh
Tearing into me
Without teeth

I can see through you
We are the same
It's perfectly strange
You run in my veins
How can I keep you
Inside my lungs
I breathe what is yours
You breathe what is mine

You hover like a hummingbird
Haunt me in my sleep
You'll sailing from another world
Sinking in my sea, oh
You're feeding on my energy
I'm letting go of it
He wants it

And I run from wolves, ooh
Breathing heavily
At my feet
And I run from wolves, ooh
Tearing into me
Without teeth

And you can follow
You can follow me
You can follow
You can follow me

You hover like a hummingbird
Haunt me in my sleep
You're sailing from another world
Sinking in my sea, oh
"You're feeding on my energy
I'm letting go of it" she once said

And I run from wolves, ooh
Breathing heavily
At my feet
And I run from wolves, ooh
Tearing into me
Without teeth

And you can follow
You can follow me and
You can follow
You can follow me and
And you can follow
You can follow me
You can follow
You can follow me.


... e chi lupo è.

(da "Return to Cookie Mountain", 2006)

(ma anche coverizzata dal vivo)

Say, say, my playmate
Won't you lay hands on me
Mirror my melody
Transfer my tragedy?

Got a curse I cannot lift
Shines when the sunset shifts
When the moon is round and full
Gotta bust that box, gotta gut that fish
My mind's aflame

We could jet in a stolen car
But I bet we wouldn't get too far
Before the transformation takes
And blood lust tanks and
Crave gets slaked

My mind has changed
My body's frame, but, God, I like it
My heart's aflame
My body's strained, but, God, I like it

My mind has changed
My body's frame, but, God, I like it
My heart's aflame
My body's strained, but, God, I like it

Charge me your day rate
I'll turn you out in kind
When the moon is round and full
Gonna teach you tricks that'll blow your mind
Mongrel mind
Baby doll, I recognize
You're a hideous thing inside
If ever there were a lucky kind, it's
You, you, you, you

I know it's strange another way to get to know you
You'll never know unless we go so let me show you
I know it's strange another way to get to know you
We've got till noon; here comes the moon
So let it show you
Show you now

Dream me, oh dreamer
Down to the floor
Open my hands and let them
Weave onto yours

Feel me, completer
Down to my core
Open my heart and let it
Bleed onto yours

Feeding on fever
Down all fours
Show you what all that
Howl is for

Hey, hey, my playmate
Let me lay waste to thee
Burned down their hanging trees
It's hot here, hot here, hot here, hot here

Got a curse we cannot lift
Shines when the sunshine shifts
There's a curse comes with a kiss
The bite that binds the gift that gives

Now that we got gone for good
Writhing under your riding hood
Tell your gra'ma and your mama too
It's true
We're howling forever.

lunedì 3 aprile 2017

La chiusura del Progetto CAS di Mana e non sapere chi ringraziare

A metà febbraio avevo parlato (in questo post), con una certa eccitazione, del progetto di Davide Mana di recuperare Clark Ashton Smith proponendo la ritraduzione dei racconti arricchita da interessanti note.

Una decina di giorni dopo Davide ha annunciato che qualcuno, a lui ignoto, aveva provveduto a segnalare ad Amazon la violazione del copyright per i cinque ebook già messi in vendita.
Amazon applica le regole alla lettera e i cinque volumi sono stati rimossi mentre Davide attende ancora un chiarimento da chi ha segnalato l'infrazione e annuncia che, in ogni caso, il progetto muore così e che, come autore, non si rivolgerà più al mercato italiano.

Questa è una perdita per tutti, in primis per Davide che si vede costretto a limitare il proprio spazio, e per tutti noi lettori che, ancora una volta, vediamo un progetto intelligente e realizzato con passione andare a morire così, senza neanche lo straccio di una spiegazione (la questione del copyright sulle opere di Smith è complessa, pur essendo le opere di pubblico dominio) e senza che nessuno ci abbia onestamente messo la faccia.
Noi faremo magari caso a chi, nel breve o nel medio periodo, pubblicherà qualcosa di Clark Ashton Smith e ci faremo l'idea, magari pure sbagliata, che i nostri "ringraziamenti" dovranno andare in quella direzione.
Un ringraziamento sincero, invece, va sicuramente a Davide per avere provato a fare qualcosa, sul mercato italiano, a fronte di una richiesta che "veniva dal basso".
Probabilmente noi non ci meritiamo i pochi Davide Mana che abbiamo.

Ho aspettato un po' di tempo prima di scrivere di questo ennesimo triste capitolo del mondo dell'editoria italiana: Davide aveva già ufficialmente annunciato la fine del Progetto CAS e di altri progetti che ne seguivano le stesse modalità (in questo post sul suo blog Strategie Evolutive) ma io ero speranzoso che qualcosa poi si risolvesse (sì, lo so: "chi vive sperando, ecc.").

Non mi resta che lasciarvi la recensione del quinto e ultimo ebook che era stato reso disponibile prima dell'intervento ad opera di ignoti.

(lettori rassegnati
alla chiusura del
progetto CAS di Mana)
  
Clark Ashton Smith: "La doppia ombra" (ciclo di Poseidonis)
(autoproduzione)
"Austera e bianca come la tomba, più vecchia della memoria dei morti, e costruita da uomini o diavoli oltre gli annali del mito è la dimora in cui viviamo". Nel racconto si accenna a Hyperborea (ma, dalle note del curatore, il ciclo a cui appartiene questa storia è quello di Poseidonis) e si approda al lato lovecrafriano di Smith, quello dei superlativi orrorifici e degli intrecci tra cosmogonie inframondane e ultramondane. L'ironia di Smith emerge a fatica in questo contesto dove "l'orrore si sarebbe abbattuto tanto sui morti quanti sui vivi" e l'epilogo è abbastanza prevedibile fin dall'inizio ma, in ogni caso, rimane il fascino e la meraviglia per tutti quei precisi rimandi a plausibili mitologie dell'orrore.