lunedì 13 febbraio 2017

Letture seriali #6 - Clark Ashton Smith è tornato tra noi

Immagine presente su
"The Eldrich Dark"
Uno dei tanti problemi dei consumatori di letteratura fantastica è che, ad eccezione di casi sporadici, le opere disponibili (capolavori compresi) spariscono col passare del tempo: girando per le librerie, reali o virtuali che siano, possiamo notare che, da anni, la proposta di titoli fantastici segue semplicemente l'andamento del mercato. E il mercato sta messo maluccio, purtroppo: ora tira il romance (ha sempre tirato, in realtà) che ha addirittura fagocitato definizioni quali fantasy, fantascienza e horror quando, invece, quelle denominazioni fanno riferimento solo a un vago contesto mentre le storie sono tutte a senso unico: l'amore tormentato tra lui e lei (o lei e lei, o lui e lui, non fa grossa differenza, in questo caso).

A parte certi classici che hanno ormai un posto fisso, quasi rappresentino l'intero genere (Asimov, Dick, King), è difficile reperire praticamente qualsiasi edizione di altri nomi a meno che non facciano un film anche vagamente ispirato all'opera di un autore e allora quell'opera entra a far parte del merchandising (solitamente si parte da una riedizione hardcover con tanto di orribile copertina tratta da un fotogramma del film).
E più si va indietro nel tempo, più la memoria dei classici del genere tende ad azzerarsi (anche in questo caso con le "solite" dovute eccezioni: Lovecraft e Poe) perdendo così anche quel sense of wonder originario che, per esperienza mia da vecchio lettore, è stato motore di tutto il mio percorso da estimatore della letteratura di genere.

Un giorno, tra una discussione e l'altra, in un gruppo dedicato di Facebook viene fatto notare che Clark Ashton Smith, amico di Lovecraft e una delle figure di riferimento del genere weird nei primi del '900, risulta essere ormai introvabile perchè le edizioni (italiane) disponibili sono fuori commercio da anni e non esistono edizioni digitali.
Strano perché i lavori di Clark Ashton Smith sono liberi da copyright (più sotto andiamo a scoprire che la questione del copyright è, in realtà, piuttosto complessa) e un sito, "The Eldritch Dark", raccoglie e rende disponibili al pubblico le sue opere. 
Davide Mana, a questo punto, ha un'idea: cominciare a tradurre un racconto del ciclo di Averoigne di Smith e proporlo in veste filologica (sono presenti la versione rifiutata da Weird Tales e quella successivamente rivista e pubblicata), con note e copertina che riprende l'immagine dalla pubblicazione originale su Weird Tales.
A oggi, Davide Mana ha proposto quattro racconti, due del ciclo di Averoigne e due del ciclo di Zothique. A ben sperare ci si aspetta che, prima o poi, ci accompagni anche in Hyperborea o su Marte ma questo dipenderà sicuramente dal riscontro che avrà questa operazione che grava per intero su Davide.

Vi propongo le recensioni che ho lasciato su Amazon per questi primi quattro racconti e poi faremo due rapidissime chiacchiere con Davide per capire come procede l'iniziativa.


Averoigne
L’Averoigne è situata nella parte meridionale della Francia. La parte settentrionale della regione è dominata dalla città cinta da mura di Vyones, sito di una maestosa cattedrale. Nella parte meridionale si trova la città di Ximes. La strada principale di Averoigne congiunge Vyones a Ximes, passando attraverso le dense ed oscure foreste che ricoprono la provincia. Un fiume chiamato Isoile scende dalle montagne nella parte settentrionale della provincia, ed alimenta una palude a sud.
(dall'introduzione a "La bestia di Averoigne" di Davide Mana)

La Bestia di Averoigne (1932-1933)
Difficile fare la recensione di un tale classico della weird fiction, quindi meglio ringraziare il curatore dell'opera, Davide Mana, per le seguenti cose:
- Decidere di riprendere e dare nuova vita alle opere di Smith (io, che di CAS ho letto solo  il ciclo di "Zothique", ne approfitterò in toto).
- Proporre una copertina che ricalca l'originale (quale modo migliore per omaggiare l'opera "originale"?).
- Proporne una lettura filologica col racconto rifiutato dall'editore (che io preferisco) e quello poi accettato e corredare il tutto con preziose note.
Spero che i lettori abbiano interesse e diano riscontro così che questo progetto di Mana si possa sviluppare al meglio.

Il fabbricante di Gargoyle (1932)
La seconda riproposizione di Clark Ashton Smith ad opera di Davide Mana ci riporta nella medievale Averoigne, tre secoli prima della comparsa della Bestia cosmica, e ci propone un orrore più classico, incentrato sul legame tra creatore e creatura. Sempre preziose le note di Mana a corredo della lettura.



 Zothique
"Zothique, vagamente suggerito da teorie Teosofiche su continenti passati e futuri, è l'ultimo continente abitato della terra. I continenti del nostro ciclo attuale sono sprofondati, forse ripetutamente. Alcuni sono rimasti sommersi, altri si sono nuovamente innalzati, parzialmente, e si sono ri-disposti. Zothique, come io l'immagino, comprende l'Asia Minore, l'Arabia, la Persia, l'India, parti dell'Africa settentrionale e orientale e gran parte dell'arcipelago indonesiano. [...]"
(da una lettera di Clark Ashton Smith a Lyon Sprague De Camp, 1953)

L'impero dei Necromanti (1932)
Naturalmente non potevano mancare le storie di Zothique nel progetto di rivisitazione delle opere di Clark Ashton Smith a cura di Davide Mana. E, forse perché Zothique fa parte del mio bagaglio di letture storiche, forse perché le storie ambientate in una "Terra morente" mi sono più congeniali per gusto, questa rilettura mi ha fatto rivivere come fosse la prima volta meraviglie e orrori, conditi con una doverosa dose di ironia, dell'ultimo continente della Terra. 85 anni e non sentirli.

L'isola dei torturatori (1933)
Secondo passaggio per le terre di Zothique, ultimo continente della Terra, nell'opera di recupero dei lavori di Clark Ashton Smith ad opera di Davide Mana (con questo stiamo due a due tra Zothique e Averoigne). Racconto breve, ipnotico, malato e ironico, tra pestilenze argentee e torture, sotto l'azzurro occhio malvagio di Achernar, Alpha Eridani. Anche la copertina fa parte del recupero filologico di Mana; si tratta di un'immagine che accompagava il racconto su Weird Tales nel '33. Una lettera di Smith a Sprague de Camp e le consuete note del curatore completano il tutto.


F.: Ciao, Davide. Grazie per la disponibilità. Una domanda secca è: come sta andando il progetto?

D.M.: Bene, tutto considerato. Il pubblico pare gradire, il feedback è moderato ma positivo, e il piano di uscire con un nuovo titolo ogni 7/10 giorni pare funzionare. Al momento ci sono 4 titoli in Top 40 di Amazon, per cui direi che è un successo su tutta la linea.


F.: Che metodo stai utilizzando per scegliere le storie di Smith che riproponi?

D.M.: Un metodo doppio. Da una parte, ho cominciato con le storie per le quali ero assolutamente certo che i diritti fossero scaduti, e che quindi fossero di dominio pubblico (la questione del copyright di Smith è abbastanza complicata). Fra queste, in seconda battuta, ho cominciato con le storie che mi piacevano di più e che ricordavo meglio, cercando di dare una panoramica il più ampia e variata possibile a quei lettori che CAS non lo avevano mai letto prima.


F.: A parte le vendite, hai avuto diretti segnali di apprezzamento e interesse da lettori o da operatori del settore?

D.M.: Dai lettori, come dicevo, segnali molto positivi, nel loro piccolo. Dagli operatori del settore… ho letto un bell'articolo su CAS, uscito su una webzine specializzata, dopo che avevo tradotto i primi due racconti. Nell'articolo non si parlava del mio lavoro, ma si lamentava il fatto che le traduzioni di Smith siano introvabili. "Speriamo che qualcuno si decida a ritradurlo!"
Per cui o gli operatori del settore non se ne sono accorti, o per loro io non sono qualcuno. Tocca farsene una ragione.


F.: Si prosegue, quindi, a dispetto di distratti e non-vedenti?

D.M.: Per quel che mi riguarda, si prosegue - proprio mentre rispondo a queste domande sto caricando su Amazon il quinto volume. Vediamo cosa succede. Mi piacerebbe anche proporre altri autori (un vecchio progetto colato a picco nel 2012), per cui di carne al fuoco ce n'è parecchia: ho qui pronta da impaginare una storia di Robert W. Chambers (quello de "Il Re in Giallo") e poi mi piacerebbe mettere mano a qualcosa di Talbot Mundy, che fu uno degli autori preferiti di Robert E. Howard. Ma per Mundy ci vorrà del tempo perché scriveva romanzoni.


F.: Inutile dire che iniziative simili, per me, sono sempre più che gradite. Ciao, Davide. Grazie ancora e, spero, a presto. 

D.M.: Grazie a te, e a tutti coloro che ci leggono. È sempre un piacere passare sul tuo blog, quindi anch'io spero ci sia presto occasione di riparlarci.


I blog di Davide Mana 
>>> Strategie evolutive [link]
>>> Karavansara  [link]

Il primo articolo di presentazione del progetto (su Strategie Evolutive)
>>> Una gita in Averoigne [link]

I racconti su Amazon
>>> La Bestia di Averoigne [link]
>>> Il fabbricante di Gargoyle [link]
>>> L'impero dei Necromanti [link]
>>> L'isola dei torturatori [link]

"The Eldritch Dark" (The Sanctum of Clark Ashton Smith) [link]