lunedì 30 gennaio 2017

Letture seriali #5 - Il Basilisco di Alessandro Girola

Per inaugurare il nuovo Kobo Aura H2O, che ha sostituito il Sony PRS-T2 ormai claudicante, ho deciso che avrei dovuto leggere qualcosa di "sicuro". La scelta è caduta sulla serie del Basilisco, supereroe milanese inquadrato nello scenario "2MM Reloaded" (di cui abbiamo parlato qui) di Alessandro Girola.
Scelta più che soddisfacente, naturalmente, tanto che sono qua a scriverne dopo essere andato ancora una volta a disturbare Alessandro per farci raccontare qualcosa di più.

Questa volta, però, ho deciso di procedere diversamente rispetto al solito, prima dicendo qualcosa dei singoli romanzi (cioè riciclando brutalmente le recensioni che ho lasciato su Amazon) per stuzzicare solo alla fine l'autore.


Copertina di
Luca Morandi
"Grosso guaio in Paolo Sarpi"
Pare essere un buon momento per i supereroi nostrani, sia sullo schermo che sulla carta. Alessandro Girola porta in Italia le vicende del suo ampio scenario di "2 Minuti a Mezzanotte" (versione Reloaded) e ci presenta qui il Basilisco, primo supereroe con base a Milano. A parte l'eccellente lavoro di ridefinire in chiave fantastica luoghi che mi sono familiari (d'ora in poi mi muoverò per il Parco Nord e zone attigue, dove pure abito, con maggior circospezione), quello che colpisce è l'umanità di Enea, il Basilisco, che ha alle spalle un'infanzia fatta di disvalori fascistoidi e abbandono, ma ha la capacità di nutrire il dubbio sull'eticità della giustizia privata che si trova ad amministrare, di fatto costretto a "camminare su un confine molto stretto". Interessanti anche l'antagonista, il Parka, con i suoi poteri da vampiro energetico e in grado di teleportarsi nel buio, e le varie conoscenze di Enea: molto riuscita, nella pur breve comparsa, la figura del vecchio boss della mala milanese.

Copertina di
Luca Morandi
"Vesti la giubba"
Torna il Basilisco che pare ora scontare il prezzo della notorietà acquisita: dove si trova un supereroe arrivano i supercriminali, si dice. Dopo il Parka, quindi, stavolta gli si presenta un avversario decisamente più coriaceo sulle note di Leoncavallo ("Vesti la giubba e la faccia infarina. La gente paga, e rider vuole qua"), il Pagliaccio che vuole costringerlo a rivelare la propria identità. Sullo sfondo tra la "gente" comincia a serpeggiare il dubbio sull'opportunità di avere in loco un supereroe che pare attirare guai.
L'autore è abile a inserire, sotto quella che può apparire una semplice avventura, un disegno più ampio: vengono tratteggiati i difficili rapporti tra Italia ed Europa (per la libera circolazione dei supereroi, potremmo dire) e tra politica e criminalità (i supercriminali non compaiono per caso). Ancora di più, viene tratteggiato il sentire comune, nel bene e nel male e vengono evidenziati quei facili populismi che fanno tanto società odierna così che noi possiamo scorgere un'Italia distopica decisamente vicina a quella reale. Anche troppo vicina.

Copertina di
Luca Morandi
"Noi siamo la gente"
Il capitolo finale delle vicende del Basilisco ci porta nel mezzo di una battaglia urbana, a Milano. Una specie di scontro di civiltà con tutte le caratteristiche di una guerra civile (in fondo siamo sempre noi i peggiori nemici di noi stessi): l'ondata populista che sta montando, qui e ora nel nostro mondo reale, viene trasposta dall'autore in forma letteraria: il fatto che questa guerriglia sia combattuta da uomini con poteri speciali non cambia la realtà che viene rappresentata e si tratta di una realtà fatta di persone che sono disposte a credere a qualsiasi cosa, siano bufale o menzogne di convenienza, per uscire dalla propria gabbia sociale. E' una lunga amara considerazione, questa narrazione, in cui nessuno pare essere completamente libero di essere quello che vuol essere, nemmeno si se possiedono dei superpoteri, quando si trova alla mercè di forze più grandi di sé. Allora è solo questione di fare le scelte giuste, di seguire la ragione anche a discapito di idealismi, ideologie o fantasie. 


F.: Ciao, Alessandro, grazie per essere ancora qui.
Vogliamo parlare dei supereroi in Italia? Questa trilogia esce immediatamente dopo "Lo chiamavano Jeeg Robot" (il primo episodio contiene un omaggio al film). Raccontare storie di supereroi, in Italia, sembra un'attività di nicchia e raccontare di un supereroe italiano in una ambientazione italiana pare essere ancora più un azzardo. Come sei arrivato alla decisione che era ora di portare le vicende dello scenario di 2MM in Italia?

A.G.: Ciao, grazie a te per avermi ospitato di nuovo.
Non cercherò nemmeno di fingere o di inventarmi chissà quale ispirazione: ho iniziato a scrivere le avventure del Basilisco proprio “fiutando” la grande attenzione rivolta a “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Il film ha riscosso molti complimenti e un notevole interesse da parte del pubblico, dimostrando che forse anche in Italia si poteva finalmente parlare di superpoteri, mutanti e supereroi, senza cadere nelle solite polemiche che qui da noi accompagnano questo genere di storie.
Avendo già pronto e rodato lo scenario di 2MM, c'è voluto davvero poco per preparare il setting per il Basilisco.


F.: L'ambientazione milanese è particolarmente riuscita, secondo me. E, soprattutto, questo supereroe è ben inserito nel quadro. Il tuo pubblico ha apprezzato? Sei già stato contattato per un cross-over con Jeeg? ;)

A.G.: Niente cross-over, ma il pubblico ha apprezzato molto sì :) Pensa che, delle tante storie che ho scritto nel e per il mondo di 2MM (ambientate in America, in Russia, a Portorico etc etc), la trilogia milanese del Basilisco è stata di gran lunga quella più acquistata e letta. Per una volta pare che un supereroe nostrano sia stato accolto meglio rispetto a uno classico, ovvero americano (o al limite inglese).


F.: Questa mi pare davvero una bella notizia e un bel riconoscimento a te come autore. Tornando a Enea, lo descrivi come un supereroe riluttante, particolarmente rigoroso rispetto a un'etica comportamentale. Si trova, però, a subire il giudizio della gente che, come sappiamo, non è mai un giudizio approfondito e ragionato ma è sempre un giudizio "di pancia". Ho avuto l'impressione, leggendo i tre episodi senza interruzioni, che tu, a un certo punto, abbia spinto molto questo aspetto ("gente" è un termine che compare addirittura nel titolo della terza storia) con un moto quasi rabbioso. La storia era già in origine nata con questa idea o si è sviluppata così in corso d'opera?

A.G.: La storia è nata anche per smentire un po' il sentire comune che fa coincidere il concetto di “supereroe” con un'icona populista, qualcosa che va sempre oltre e sopra il potere democratico, percepito come fallace e corrotto. Se è vero che esiste un'ampia produzione supereroistica che va in questo senso, è altrettanto vero che da anni esistono eroi che vanno in senso contrario. A essi ho aggiunto il mio Basilisco, Enea.
Personalmente ripugno il concetto di “gentismo”, l'idea balzana di democrazia diretta (che, a casa mia, significa quasi sempre una volontà di pancia e disinformata) e dei tribunali popolari. Ritengo che, se esistesse davvero una persona con capacità tali da comportarsi da supereroe, potrebbe cadere in tentazione di diventare il leader della gente, magari pensando di fare del bene. Ecco, a me piaceva raccontare una storia diversa, vale a dire quella di un "vigilante" non populista, ma nemmeno asservito alle autorità costituite. In altre parole: un eroe dotato di cervello e di autonomia morale.


F.: Questa sortita politica (e "politica" forse non è nemmeno la corretta aggettivazione) ti ha procurato qualche critica o qualche disaffezione da parte di lettori  che già ti seguivano?

A.G.: Finora non ho avuto critiche smaccate. C'è però chi mi ha scritto che, pur avendo una visione politica radicalmente diversa da quella che si evince dalla trilogia del Basilisco, ha apprezzato comunque le storie che ho pubblicato e il modo in cui le ho scritte. Proprio questi attestati di stima “critici” mi fanno pensare che – fortunatamente – il gentismo non è ancora così radicato, ottuso e totale come a volte sono portato a pensare.


F.: Prima della serie del Basilisco avevi scritto "Grexit Apocalypse", con protagonisti personaggi politici reali alle prese con la crisi greca (e con alcuni kaiju), e qualche mese dopo il Basilisco hai scritto "Vox Populi Vox Dei", un possibile sviluppo distopico della realtà attuale: stai diventando un autore "impegnato"?

A.G.: Le avventure del Basilisco, "Vox Populi Vox Dei" e "Grexit Apocalypse" sono senz'altro le mie opere più impegnate, pur rimanendo in un contesto del fantastico e dell'immaginario. Non credo di essere diventato un autore “profondo”, ma di certo non sono nemmeno uno di quelli che butta tutto in caciara, o che spinge sull'acceleratore dello humor nero, dello splatter o del bizzarro. Mi capita spesso di veicolare dei miei pensieri attraverso ciò che scrivo, anche se l'intento primario è e resta sempre quello di intrattenere.


F.: Il capitolo finale del Basilisco lo vede praticamente costretto ad uscire dalla sua dimensione locale. Hai già in mente in che occasioni potremo rivederlo? Te lo chiedo perchè io ci terrei a ritrovarlo in azione...

A.G.: Ho già in mente nuove avventure del Basilisco in ambito europeo, e anche un possibile tag-team con una delle eroine più note dell'universo di 2MM, la russa Sibir. In queste nuove storie mi piacerebbe approfondire le radici oscure dei nemici che il Basilisco ha affrontato nella prima trilogia (specialmente in “Noi siamo la Gente”). Questo tra l'altro mi darebbe modo di affrontare la questione del populismo dilagante nel Vecchio Continente, che a parere di molti è l'erede di antichi, pericolosi nazionalismi mai sopiti.
Purtroppo non ho scritto ancora nulla, nemmeno un appunto (ho soltanto delle idee in testa), ma prima o poi sicuramente mi metterò sotto a lavorare. Del resto il Basilisco ha ancora molto da dire, così come il progetto 2MM.


F.: Attendiamo notizie di Enea al più presto, allora! Come sempre, grazie, Alessandro. A presto, spero (non so se lo speri anche tu).

A.G.: Quando vuoi! Lancia un Bat-segnale e io accorrerò. :D


Il blog di Alessandro Girola
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La saga del Basilisco
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