martedì 18 ottobre 2016

Qualche ora a Stranimondi 2016

 
Come già mi è capitato di dire in precedenza, non sono mai stato un frequentatore di convention ma, come l'anno scorso, ho fatto eccezione per Stranimondi.
Le motivazioni sono le stesse dell'anno scorso: sono andato, più che per gli eventi e le presentazioni, per incontrare un po' di conoscenze, vecchie e nuove. 

Inevitabile incontrare Silvio Sosio all'ingresso e altrettanto inevitabile trovare l'amico Paolo Arosio un paio di metri più in là (lui sì che è serio e frequenta queste manifestazioni da vero appassionato). Anche Giorgio Raffaelli era lì a portata di mano, insieme al team di Zona 42, e, come lo scorso anno, è stato un piacere ritrovarlo, chiacchierare e mandare da lui Tatana convincendola, con la entusiasta complicità di Paolo, che la trilogia Arabesca di Grimwood è assolutamente da leggere (il terzo volume, "Fellahin", era esposto insieme agli altri, fresco di stampa).

A dire la verità io un'idea precisa per partecipare a un incontro l'avevo e, infatti, sono arrivato con buon anticipo per riuscire a presenziare alla presentazione di "Guiscardi senza gloria" di Mauro Longo, edito da Acheron Books e presentato da Davide Mana
Insomma, volevo conoscere dal vivo sia Mauro Longo, col quale avevo scambiato qualche chiacchiera su Facebook, che Davide Mana che ho intervistato di recente [qui]. 

Con la mia solita circospezione e preceduto dall'Arosio, arrivo al banchetto di Acheron e mi presento facendo spenzolare il badge con nome e cognome stampigliati sopra, da vero pirla, insomma. 
Molto gentilmente Davide non ha chiamato la security e abbiamo cominciato a chiacchierare. Ma, prima di tutto, mi tira fuori dal cilindro un paio di sorprese: Marina Belli e Fabrizio Borgio. Marina è un'autrice autoprodotta il cui nome è frequente ritrovare negli scenari indie di cui ho scritto in abbondanza e della quale ho letto tutto (tranne l'ultimo lavoro appena uscito ma già nella mia libreria digitale); di Fabrizio ho giusto in lettura il secondo volume della serie di Stefano Drago (investigatore del Dipartimeno Indagini sul Paranormale) e con lui ho avuto il piacere di parlare abbastanza a lungo (quando parla di vino, poi, ne senti il sapore in bocca) e col quale conterei di fare qualche altra chiacchiera quando avrò finito di leggere quella sua serie. 

Al tavolo, da sx a dx: Mauro Longo e Davide Mana
In primo piano: Marina Belli.
Le gambe sono di Fabrizio Borgio.
La foto è mia.
Insomma, tutte queste chiacchiere ci hanno portato fino all'ora della presentazione che aveva il tocco originale di essere accompagnata da una degustazione di vino gestita dal gran maestro mescitore Alessandro Mana, blogger e fratello di Davide

Un accenno a "Guiscardi senza gloria" di Mauro Longo: è ambientato nel rinascimento, ci sono gli zombie, meglio definiti come "trapassati redivivi" (e, come sottolineato alla presentazione, non si tratta di un opera incentrata sulla sopravvivenza a un'apocalisse ma di un mondo che ha fatto già fatto i propri conti col peggio e che sta "rinascendo"), trae origine da un gioco di ruolo ("Ultima Forsan") che ha avuto uno straordinario successo internazionale, non è horror, non è fantasy, non è fantascienza (oppure è tutto questo) ed è da leggere. 
Un inciso, prima che lo dimentichi: Marina Belli offriva dei biscotti buonissimi che, col vino a cui accennavo prima, stavano da dio. Grazie!

Dopo la presentazione ho ripreso a girellare e incontrare persone: Elisabetta Vernier, Emanuele Manco, Silvia Castoldi, Marco Passarello e Selene Verri, la quale prontamente mi rapisce per il pranzo senza che io opponga alcuna resistenza (d'altra parte è la nostra venerata madrina del Cenacolo Milanese e vive da anni in Francia). 
Selfie con Selene
Passare un po' di tempo a conversare con Selene è sempre affascinante: si passa dai curdi alla fantascienza, dalla politica alla tecnologia in un flusso continuo. E si mangiano wurstel e crauti (con un pizzico di senape) annegandoli in una Leffe. Poi si esce dal baretto e si trova un sole che spacca. A Milano. Dopo una discreta serie di giornate merdose. 

Rientriamo, altri giri, altri incontri, altre chiacchiere e poi scappo via, all'improvviso come mio solito, salutando chi trovo al momento e virtualmente salutando da qui chi non ho trovato. 

Stranimondi e stranagente ma non tanto strani o, almeno per me, strani il giusto. Quindi, alla fine, ritrovare un po' di conoscenze, vecchie e nuove, mi lascia sempre appiccicato in faccia un raro sorriso. 

Un ringraziamento finale a Stefano che ha prestato il suo scooter a papà dato che il mio è a fare il tagliando.