lunedì 24 ottobre 2016

Qualche lettura dagli scenari indie

Immagine di
Giordano Efrodini
(paricolare della
copertina della
prima edizione
di "Pandemic AD"
di Alessandro Girola)
Queste sono alcune delle mie letture estive a contorno dei post relativi agli scenari indie condivisi. Ci sono ancora delle cose che mi mancano e stanno già nella coda di lettura. Prima o poi...


Survival Blog/Pandemia Gialla

Davide Mana: "Faina Solitaria"
Il libro raccoglie tutti i post, pubblicati originariamente sul blog dell'autore, che narrano la storia di Faina Solitaria, uno dei sopravvissuti alla Pandemia Gialla che ha trasformato gli infetti in rabbiosi cannibali. L'ho fatta semplice: lo scenario della Pandemia Gialla (più propriamente del Survival Blog) è un esperimento di scrittura collettiva ideato da Alessandro Girola a cui hanno partecipato diversi autori, Davide Mana tra i primi.
La storia di Faina Solitaria è un percorso che dalla Valle del Belbo porta il protagonista fino a Milano e propone alcune tipiche considerazioni e scene che facilmente ritroviamo nei racconti apocalittici (collasso della civiltà, piccole riorganizzazioni di stampo fascistoide, il gruppo di sopravvissuti che si sposta in cerca di porti sicuri, gli assalti dei branchi di infetti) ma Davide Mana ha quel tocco in più che, alla fine, ti fa spalancare gli occhi e sorridere (leggete e saprete perchè).
Meriterebbe quattro stelle ma ne va aggiunta una quinta per le appendici in coda alla storia perché viene meglio inquadrato il Survival Blog (comprese alcune osservazioni sulla necessità di fiducia e di riconoscimento nel modo della scrittura indipendente) e vengono fatte intelligenti considerazioni sulla fantascienza apocalittica e perfino sul senso dello humor nell'ambito di situazioni drammatiche.

Marina Belli: "Epidemic Egonomic"
Questo, di Marina Belli, è un altro diario della Pandemia Gialla e racconta la storia di una donna, della quale non conosciamo il nome, che si dipana dai primi giorni della pandemia fino al momento in cui dovrà decidere che senso dare alla propria esistenza: la seguiamo nel suo percorso, sempre determinata ad andare avanti, imparando sulla propria pelle come procedere in un mondo in rovina, come sopravvivere alla furia dei sani e degli infetti. Una figura mitica, il Chimico, le farà da mentore e sarà il suo punto di riferimento fino alla fine. Una storia forte per una donna forte, con tanto di ottima colonna sonora.


2MM

Angelo "sommobuta" Cavallaro: "The Goddamn Particle (vol. 1)"
In questo racconto (primo di tre ma, in sé, autoconclusivo) si torna nel periodo immediatamente successivo all'evento che ha trasformato il mondo nell'universo supereroistico di "Due Minuti a Mezzanotte". Il giovane protagonista, "colpito da un raggio in maniera del tutto fortuita" scopre di essere praticamente un'arma vivente. Dovrà diventare consapevole del proprio nuovo stato e dovrà assumerne il controllo per essere libero, per diventare quello che si rivelerà uno dei più potenti superumani della Terra. Tutto il testo è percorso da evidenti omaggi al mondo del fumetto e, più in generale, al genere fantastico e questo fa segnare un ulteriore punto a vantaggio dell'autore.

Marina Belli: "Whalton N° 5"
L'attempata signorina Whalton non è esattamente simpaticissima e pare avere un gran naso per i guai e queste sue cronache nell'universo di 2MM ne danno ampia dimostrazione. E' una sorta di supereroe decisamente al di fuori degli schemi, la signorina Whalton dotata di superolfatto, e, nonostante l'età, è ben determinata a percorrere la propria strada riuscendo, a discapito della scarsa affabilità, a farsi accompagnare da altri memorabili personaggi, anch'essi superumani, che arrivano da altre storie, perfino da altri autori.
Forse il bello di uno scenario del genere è proprio il fatto che la stretta serialità lascia il posto ad una serie di affreschi di storie e personaggi che talvolta possono incrociare le loro strade: la signorina Whalton è uno di questi personaggi e non bisogna assolutamente perderselo.
Un'ulteriore nota di merito va alla bella immagine di copertina di Giordano Efrodini.

Marina Belli: "Jimmy Loves Laura"
Una bellissima storia, quella di Jimmy e Laura, per chiamarli con i nomi che danno il titolo al libro. Sì, perchè Jimmy e Laura (o Adam e Betty, o altri nomi ancora) sono due superumani nell'universo che vorrebbero semplicemente vivere una vita "normale", sottotraccia, diversa da quella a cui i loro poteri li costringono.
Una storia d'amore, una storia di consapevolezza e accettazione, una storia di ricostruzione: tutte queste storie si amalgamo nei racconti che narrano le vicende di Jimmy e Laura, mentre sullo sfondo scorre "Black Betty" nella versione dei Ram Jam del '77: "She's so rock steady (bam-ba-lam) / And she's always ready (bam-ba-lam) / Whoa, Black Betty (bam-ba-lam) /Whoa, Black Betty (bam-ba-lam)".


2MM Darkest

Germano Hell Greco: "Jack & Jill"
Hjuki e Bil si muovono da più di un secolo tra umani e superumani nel mondo di 2MM Darkest ma la loro storia risale a molto prima, agli Aesir. Fratello e sorella, in quanto discendenti di dei, hanno dei poteri: fermare il tempo, lei, e ritornare dalla morte, lui. Ora si fanno chiamare Jack e Jill, la famosa filastrocca potrebbe parlare proprio di loro, e sono stati individuati dai cacciatori di superumani. In un mondo oscuro, attraverso una trama non lineare e facendo pure i conti con le schizofreniche sovrapposizioni di creature fantastiche che Jill trae dalle proprie letture (un coniglio bianco, un malevolo feticcio che non vuole crescere), la loro storia li porta a un punto dove non si sono mai trovati: in trappola la ragazza che dovrebbe fermare il tempo, oltre la barriera della vita il ragazzo che dovrebbe tornare dalla morte. Dark fantasy, miti, letteratura fantastica e musica: "Jack & Jill salirono sulla collina per andare a prendere un secchio d'acqua. Jack cadde e si ruppe la testa e Jill crollò subito dopo". Si rialzeranno?

Germano M.: "Lollipop Double Mixed Flavour"
Marylin, donna affascinante e priva di una realtà propria, e Katrina (sua amica o guardiana?) sono due superumane che si muovono nell'universo degradato di 2MM Darkest. E' Marylin al centro della scena e, tutto intorno a lei, i personaggi cambiano di ruolo e le situazioni evolvono secondo schemi apparentemente imprevedibili. Marylin ha un potere (preveggenza o capacità di determinare il futuro?) che deriva da un tumore: togliendole il tumore si rischierebbe di annullare il suo potere. Ma, evidentemente, il suo potere fa gola a qualcuno, sicuramente a più di uno, e Marylin dovrà, per prima cosa, riuscire a scoprire sè stessa per appropriarsi del proprio ruolo e della propria vita. Un'avventura psichedelica quasi quanto quella di "Jack & Jill".

Germano Hell Greco: "Lollipop Raggedy"
Proseguono le avventure di Marylin (cfr. "Lollipop Double Mixed Flavour") in un universo ancora più degradato dove, su tutto, pare incombere l'apocalisse, nome in codice "Mezzanotte", che libererà quantità spropositate di teleforce, la forza che dona poteri straordinari agli umani. Dopo i trattamenti ricevuti per tentare di curare il tumore al cervello che minaccia la sua vita, Marylin è nuovamente al centro delle possibili realtà che paiono sovrapporsi una all'altra.
«I veggenti non hanno il potere di cambiarla, la realtà.»
«Conosco gente che, su questo punto, avrebbe qualcosa da ridire.»
Parallelamente ritroviamo in azione anche Katrina, anch'essa coinvolta nella partita giocata tra FIELD e START, le due organizzazioni che hanno scopi e modi diversi per gestire i superumani e i problemi che causano e, forse, diverse idee su come gestire l'evento catastrofico dato per imminente. La vicenda di Katrina converge verso quella di Marylin e, alla fine, ci troviamo ad osservare, insieme alle due superumane e ad altri come loro che hanno scelto una terza via, la Mezzanotte incombente e a sperare di saperne di più al più presto.


Il crossover tra 2MM e il Survival Blog

Alessandro Girola: "Pandemic A.D."
Il creatore di due diversi scenari, quello zombie-apocalittico del "Survival Blog" e quello supereroistico di "2 Minuti a Mezzanotte", decide di fonderli, con la sua solita precisione "aggiusta" le timeline dei due universi per uniformarli e si diverte un sacco a fare di American Dream, il superumano più forte del mondo, il più pericoloso infetto della Terra. Il prione che trasforma gli infetti in bestie antropofaghe ha un potere diverso sui superumani: oltre a renderli affamati di sangue e carne umana, li libera da qualsiasi restrizione morale. Così American Dream diventa praticamente un dio, il Dio dei Morti, e la missione dei protagonisti è quella di togliergli risorse (AD ha preso al suo servizio un sintetizzatore chimico superumano per crearsi un esercito). Come premessa al racconto Girola anticipa le sue fonti di ispirazione e nella storia ci si può divertire a rintracciarle oltre che a riconoscere personaggi incontrati in altri racconti (non solo suoi). Una lettura ampiamente godibile, come ci si aspetta dall'autore.


Una nota particolare

Voglio dedicare questo post a Marina Belli, della quale ho letto tutto il leggibile tranne l'ultimo suo lavoro che si colloca al di fuori degli scenari. Come scritto nel mio post precedente, ho conosciuto Marina a Stranimondi, ho piacevolmente chiacchierato con lei e, insieme a lei, ho partecipato alla presentazione di Acheron.
Purtroppo il personale resoconto di Stranimondi che ha pubblicato sul suo blog, piuttosto duro nei confronti dell'organizzazione, non è piaciuto a molti, come naturale che fosse. Io l'ho letto più di una volta prima di scrivere questa nota e, pur non condividendo le sue impressioni, la mia idea è che ognuno deve poter essere libero di esprimersi, anche duramente, senza per questo pensare che un semplice post sia da considerarsi alla stregua di un attacco terrorista all'intero mondo della SF italiana provocando reazioni "da branco" ai limiti dell'isteria.
Insomma, oltre le risposte, in alcuni casi altrettanto dure quanto il post, in altri casi ironiche, ho visto e letto quello che non ci si aspetterebbe da chi bazzica un genere che, a mio parere, è frequentato soprattutto da persone che hanno la rara caratteristica di essere di mente aperta.
Inoltre, una cosa che mi ha particolarmente infastidito è che la Belli sia stata semplicemente definita una blogger e non un'autrice, anche se più di uno si è preso la briga di leggersi altri post del suo blog oltre a quello incriminato e avrà sicuramente notato che Marina ha pubblicato diverse cose. Forse il fatto che sia un'autrice indipendente la rende automaticamente meno autorevole di altri, tanto da non meritare la qualifica di autrice perché essere autori indipendenti è una caratteristica non contemplata nel mondo "ufficiale" del fantastico italiano?
Alla fine, come sempre nel corso del tempo anche se per motivi diversi, pare che il mondo del fantastico italiano non riesca mai ad essere totalmente inclusivo. Casi del genere potrebbero essere di stimolo all'avvio di un confronto. Parlatevi, cazzo: avere differenti punti di vista è sacrosanto e confrontarsi sui termini potrebbe addirittura essere salutare per tutti. Vedere certi comportamenti, invece, fa scappare perfino la voglia di leggere. 


Qualche link

>> "Indie nostrano e scenari condivisi" [link
>> Ram Jam: "Black Betty" [link]
>> "Post Stranimondi". il post di Marina Belli sul suo blog "Space of Entropy" [link]

(i lavori citati sono tutti presenti sullo store di Amazon)