venerdì 14 ottobre 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #7 - HPL 300 e Alessandro Girola

Immagine di Giordano Efrodini
Per chiudere questo ciclo sugli scenari condivisi, torniamo ad Alessandro Girola, il quale, come abbiamo notato, risulta quasi sempre ideatore o ispiratore della gran parte degli scenari trattati.
La sua idea "condivisa" più recente è una round robin ancora più libera rispetto al solito: una "dribble novel" che parte da uno o più appunti slegati e si sviluppa strada facendo. 

In questo caso specifico, "HPL 300" parte da un suo stralcio relativo a Lovecraft e ambientato ai giorni nostri e si sviluppa per 20 episodi (possibilmente i testi dovrebbero stare nelle 300 parole, meglio se esattamente di 300 parole) e la storia viene fatta progredire da altri 19 colleghi. In partenza non si sa con esattezza cosa ne uscirà, nemmeno quale sarà il genere: il tutto è lasciato alla sensibilità degli autori che devono, in ogni caso, scrivere il proprio pezzo seguendo le logiche di narrazione di chi li ha preceduti nella scrittura.


F.: Ciao, Alessandro, grazie per essere ancora qui per chiudere questo ciclo sugli scenari indie: abbiamo cominciato con te e con te finiamo. Questo "HPL 300" sembra totalmente differente dagli scenari che abbiamo visto. Non esiste una particolareggiata ambientazione in cui vengono poi "immerse" le varie storie ma si tratta di un procedere graduale. Come mai questa scelta?

A.G.: Ciao Fabio, eccomi di nuovo a casa tua :) "HPL 300" è uno scenario più aperto e "easy", è vero. Ho scelto questo format dal momento in cui ho notato che l'interesse per i racconti a puntate, da leggere online, è andato scemando. O meglio: sono diventati obsoleti quei racconti con capitoli troppo lunghi, che allontanano l'attenzione del lettore medio, che come ben sai non riesce a concentrarsi su articoli o post più lunghi di 500 parole. Questo, in sostanza, mi ha convinto a tentare un nuovo formato, molto più leggero, senza nemmeno un'ambientazione da studiare.


F.: Avevi già idea inizialmente di chi coinvolgere: questo idea di scrittura è piaciuta e tutti hanno accettato o ci sono state sostituzioni? 

A.G.: Ci sono state un paio di sostituzioni, più che altro per mancanza di tempo da parte dei partecipanti. Scrivere 300 parole sembra una cosa semplice, quasi banale, ma non lo è. Innanzitutto perché un buon autore cercherà di non rovinare quanto i colleghi hanno precedentemente creato. Il che comporta una rilettura di quanto pubblicato fino a quel momento, ma anche la presa di coscienza di varie sfumature, di "ganci" e quant'altro. Questo se si vuol lavorare bene, ovviamente. Comunque anche i sostituti sono stati all'altezza.


F.: Il progetto è arrivato facilmente a conclusione? Cosa possiamo scrivere come quarta di copertina per l'ebook di "HPL 300"? Ci sarà l'ebook, vero?

A.G.: Il progetto è arrivato alla conclusione con qualche scricchiolio. Le parole a disposizione per ciascun autore erano volutamente poche, e sono stati inseriti molti elementi (quasi tutti suggestivi), col risultato che gli ultimi autori della lista hanno dovuto fare i salti mortali per riannodare i fili della trama :)
No, non ci sarà l'ebook. Avevo valutato questa possibilità, inizialmente, ma credo che la storia, per come è nata, sia caratterizzata da troppi stili diversi, per trarne un lavoro pubblicabile. Quindi rimarrà così, online e leggibile da tutti.


F.: Hai altre idee pronte da condividere con altri o hai deciso di percorrere una strada tutta tua?

A.G.: Mi piace molto creare degli scenari condivisi, anche se gestirli è quasi sempre un inferno :P 
Per il 2016 non se ne parla, ma nel 2017 mi piacerebbe organizzare qualcosa. Le idee non mi mancano. Si va dalla possibile espansione di qualcuno dei miei scenari già esistenti a qualcosa di ex novo. In ogni caso, SE si farà, sarà ancora una volta un esperimento a inviti. Se nelle prime round robin si trattava soprattutto di giocare con la scrittura, ultimamente miro anche a creare qualcosa di qualità, che si piacevole da leggere, oltre che da scrivere.
Vedremo...


F.: Come dicevo all'inizio, il tuo nome compare in quasi tutti gli scenari: ti consideri un guru della scrittura indie? 

A.G.: No. Odio i guru, in tutte le loro forme e accezioni. Sono un esperto del settore? Probabilmente sì. Ma questo è sufficiente.


F.: Ho anche notato che il tuo nome non compare nell'elenco di autori di "Moon Base Factory" che hanno condiviso con te parecchi scenari: una tua scelta precisa quella di essere totalmente indipendente? 

A.G.: Sì, è una scelta consapevole, pur rispettando profondamente buona parte dei membri di MBF (con cui ho anche collaborato più volte, come ricordi giustamente tu). Tuttavia la factory nasce con la ragione sociale dello scambio di competenze, e al momento il mio limitato tempo libero lo devo necessariamente utilizzare per la mia scrittura. Questo - lo dico una volta ancora - è il figlio della concezione tutta italiana secondo la quale scrivere non è un mestiere, bensì una passione. Il che comporta che ce se ne occupa nei ritagli di tempo, azzoppando molti progetti e molte ambizioni.


F.: Dato che ti sei fatto una indiscutibile fama, hai mai pensato di approdare a una CE o sei stato magari contattato per pubblicare qualcosa?

A.G.: In passato sono stato contattato diverse volte per pubblicare con piccole CE. Si trattava di realtà medio-piccole, tranne un unico caso, in cui finii nei mirini di una "big". Mi si fece capire che, per arrivare a un'eventuale pubblicazione, dovevo offrire cene e aperitivi, fare un lavoro di promozione degli altri autori della medesima scuderia etc etc. Per come sono fatto io, questo era un compromesso scomodo. Non per ragioni etiche, bensì caratteriali. Ti piace ciò che ho scritto? Pubblicami. Perché perdere tempo in tutte queste convenzioni sociali, e in questo lavoro sottobanco per conto terzi, ovviamente non retribuito?
Comunque oramai non mi cerca più nessuna CE, visto che ho ribadito più volte che essere un autore indie è una scelta consapevole e felice, e non un ripiego.
Anche a livello economico ho molti più vantaggi a pubblicare così, che non con una piccola casa editrice. Le royalties restano tutte a me, poche o tante che siano. E non mi pare di vedere case editrici del fantastico che "spaccano" il mercato con vendite esorbitanti...


F.: Da quando hai cominciato a pubblicare professionalmente fino ad arrivare ad oggi, come si è evoluto il mercato? Personalmente hai avuto buoni riscontri? 

A.G.: Sicuramente gli ebook si sono diffusi a macchia d'olio. Affermo, senza timore di smentite, che oramai i lettori forti sono ANCHE lettori digitali (la scemenza che carta ed ebook siano nemici è una cosa che andrebbe smentita dieci volte al giorno). Il mio settore, quello del fantastico, è invece un po' uno stagno. In molti anni di attività (nove, oramai), non vedo un ampliamento sostanziale di questo bacino, anche perché c'è una totale mancanza di webzine e portali d'informazione. Quelli che esistono sono tutti legati a case editrici, quindi più che fare cultura di genere fanno pubblicità.
Comunque sia, leggendo i dati ISTAT sulle vendite di libri, non c'è molto da sperare per il futuro. Diciamo che ci si accontenta, augurandosi qualche miracolo che torni a far innamorare gli italiani della carta stampata (o dei pixel degli ebook).


F.: Si sussurra che Girola scriva troppo. Scrivi troppo? :D

A.G.: Ah, bella domanda! Sì, credo di sì. Dovrei dedicarmi ad altro, e magari lo sto già facendo :D Scrivere mi piace, ma il rapporto tra fatica e soldi spesi e risultati ottenuti non è sempre soddisfacente. Riesco ancora a essere in attivo, ma a volte si tratta davvero di poche decine di euro (altre volte gira meglio). Ci sono attività più remunerative, anche se la scrittura non è mai solo una questione di quattrini.


F.: Alessandro, io ti saluto e ti ringrazio per esserti fatto stressare da me a più riprese. Però ho idea che arriverò a tampinarti ancora perché ho cominciato una serie di post dal titolo "Letture seriali" dove sono gli autori a presentare le loro "serie" (per ora ho avuto come ospiti Davide Mana, Lucia Patrizi e Marco Siena). 
Arrivederci, quindi e… birra quando vuoi! :D

A.G.: Sai dove trovarmi! Così come io so dove trovare te, per leggere questi speciali sulle letture seriali :)
Grazie dell'ospitalità!


Per concludere mi pare doveroso estendere nuovamente i ringraziamenti alle altre mie due guide: Germano Hell Greco e Massimo Mazzoni. Sicuramente, come Alessandro, avremo il piacere di ritrovarli anche in futuro da queste parti. Almeno spero.



Qualche utile link:

"HPL 300" (su Plutonia Experiment) 
  - Il post introduttivo [link
  - Il post finale [link

Plutonia Experiment, il blog di Alessandro Girola
[link]

La pagina Facebook di Plutonia Experiment 
[link