mercoledì 1 giugno 2016

Liebster e non Leibster, come ho letto a colpo d'occhio

Scopro ora l'esistenza di un premio (premio?) che viene attribuito da blogger a blogger con delle regole che oserei definire surreali: rispondere a 10 domande (se ti nominano più blogger avresti da rispondere a n*10 domande), porne altre 10 agli 11 blogger che vorresti nominare, presentarsi in 10 punti, scrivere del blog da cui si è ricevuta la nomination, fare un salto, farne un altro, fare una giravolta e farla un'altra volta.

Ringrazio, in ogni caso, Lucius Etruscus per avermi assegnato (qui) un Leibster Liebster Award 2016 senza domande, motivo per cui il ringraziamento è doppio e ben volentieri non mi dilungherò su questo post.

Indicativamente i blog che seguo stanno nella colonna qua a destra sotto la voce "Nei dintorni" e che non vado a specificare ulteriormente: a tutti questi assegno idealmente un Leibster Liebster Award 2016 senza domande, senza obbligo di ringraziamento o di citazione di altri e senza necessità di proseguire in questa catena di S. Antonio.

Infine mi unisco a Lucius e rivolgo un pensiero a Ivano Satos, gestore di tre blog (Beati Lotofagi, Kentucky mon amour e Marchette alcoliche), che è sparito improvvisamente nel nulla qualche mese fa: ciao, amico, qualsiasi cosa tu stia facendo.


Nota
Leibster suona come un mix tra Leiber e Leinster.