giovedì 30 giugno 2016

L'elettronica dei mostri

Ci sono un paio di mostri (sacri) che hanno deciso di pubblicare ognuno un paio di album come se fossero delle antologie numerate.

Il primo è Jean-Michele Jarre, mostro sacro dell'elettronica negli anni '70.

Il secondo è John Carpenter, mostro sacro del cinema di genere nonché autore delle colonne sonore di parecchi dei propri film.


Jarre propone "Electronica 1 - The Time Machine" nel 2015 ed "Electronica 2 - The Heart of Noise" nel 2016: entrambi gli album sono pensati come un unico progetto collaborativo con altri musicisti (in particolare, nel primo album è presente una collaborazione proprio con John Carpenter).
Dopo il botto iniziale, Jarre si barcamenava con elettronica di consumo (o di moda), cercando di esplorare in modo piuttosto morbido e spesso monolitico varie sfumature musicali: forse con questo progetto intende ripercorrere strade vecchie e nuove lasciandosi, in qualche modo, dettare dai vari collaboratori il modo di rappresentare la musica in chiave elettronica.
E' possibile che alcune di queste interpretazioni possano non piacere (lo spettro sonoro è piuttosto ampio) ma senza dubbio l'ascolto si rivela, già al primo impatto, interessante quando non addirittura piacevole.

Riporto le tracklist con l'indicazione delle collaborazioni: molti dei nomi dei collaboratori sono stati un richiamo, per me (AIR, Fuck Buttons, Pete Townsend, Tangerine Dream, Laurie Anderson, Massive Attack, John Carpenter, Julia Holter, Gary Neuman, The Orb, Cyndi Lauper), gli stessi nomi, o altri (dipende dalle abitudini delle vostre orecchie), potrebbero invogliarvi all'ascolto.

"Electronica 1 - The Time Machine"
01. JMJ & Boys Noize: "The Time Machine"   >>> Video su YouTube
02. JMJ & M83: "Glory"
03. JMJ & AIR: "Close Your Eyes"
04. JMJ & Vince Clarke: "Automatic (Part 1)"
05. JMJ & Vince Clarke: "Automatic (Part 2)"
06. JMJ & Little Boots: "If..!"
07. JMJ & Fuck Buttons: "Immortals"   >>> Video su YouTube
08. JMJ & Moby: "Suns Have Gone"
09. JMJ & Gesaffelstein: "Conquistador"
10. JMJ & Pete Townshend: "Travelator (Part 2)"
11. JMJ & Tangerine Dream: "Zero Gravity"
12. JMJ & Laurie Anderson: "Rely On Me"
13. JMJ & Armin van Buuren: "Stardust"
14. JMJ & 3D (Massive Attack): "Watch"
15. JMJ & John Carpenter: "A Question Of Blood"   >>> Video su YouTube
16. JMJ & Lang Lang: "The Train & The River"
 
"Electronica 2 - The Heart of Noise"  >>> Video su YouTube
01. JMJ & Rone: "The Heart of Noise (Part 1)"
02. JMJ (solo): "The Heart of Noise (Part 2)"
03. JMJ & The Pet Shop Boys: "Brick England"
04. JMJ & Julia Holter: "These Creatures"
05. JMJ & Primal Scream: "As One"
06. JMJ & Gary Numan: "Here For You"
07. JMJ & Hans Zimmer: "Electrees"
08. JMJ & Edward Snowden: "Exit"
19. JMJ & Peaches: "What You Want"
10. JMJ & Sébastien Tellier: "Gisele"
11. JMJ & The Orb: "Switch On Leon"
12. JMJ & Siriusmo: "Circus"
13. JMJ & Yello: "Why This, Why That And Why?"
14. JMJ & Jeff Mills: "The Architect"
15. JMJ & Cyndi Lauper: "Swipe To The Right"
16. JMJ & Christophe: "Walking The Mile"
17. JMJ (solo): "Falling Down"
18. JMJ (solo): "The Heart Of Noise (The Origin)"


John Carpenter si è sempre divertito a smanacciare sulle tastiere e, pur rifiutando di riconoscersi come musicista, una buona parte della bellezza dei suoi film sta proprio nelle musiche composte dal Maestro stesso.
I due album di "Lost Themes" si presentano come possibili colonne sonore per film non realizzati (in pratica il titolo andrebbe letto come "Lost Themes for Lost Movies") ma sono, di fatto, i suoi primi album a non essere propriamente delle colonne sonore.
"Suoi" andrebbe messo tra virgolette perché la formazione per entrambi i lavori, oltre a Carpenter, vede presenti il figlio Cody e il figlioccio (stepson) Daniel Davis. Viene quasi il sospetto che il  nome del Maestro serva per lanciare una band, ma tant'è.
Più interessante il primo album, meno sorprendente e più "a trascinamento" il secondo, in entrambi i casi ci si riesce a trovare sia il Carpenter da colonna sonora che ti aspetti, sia una evidente attualizzazione delle sonorità. Il rischio è che questo tipo di musica si confonda nel marasma delle colonne sonore elettroniche (e ce ne sono anche di qualità, intendiamoci) proprio perché non espressamente associate ad un elemento visivo e narrativo.
A completamento esiste anche un "Lost Themes Remixed": non l'ho ascoltato e non so nemmeno se lo farò data la mia scarsa simpatia verso gli album di remix.
>>> John Carpenter: "Night" (da "Lost Themes")
>>> John Carpenter: "Distant Dream" (Official Live in Studio, "Lost Themes II")


In ogni caso, io, che mi ascolto pure le colonne sonore dei Tangerine Dream (che sono lontane chilometri e chilometri dalle elaborazioni musicali dei TD degli esordi), posso ritenermi soddisfatto dell'ascolto di questo nuovo materiale prodotto da vecchi mostri elettronici.
E, visto che li ho citati, perchè non (ri)assaggiare qualcosa?
>>> Tangerine Dream: "Zeit" (full album, 1972)
>>> Tangerine Dream: "Sorcerer" (full soundtrack, 1977)
>>> Tangerine Dream: "Near Dark Theme" ("Near Dark", 1987)


Questo post è dedicato a Marco Siena che non sente molta affinità con la musica elettronica. :D




lunedì 27 giugno 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #4 - 2MM Darkest

Illustrazione di Giordano Efrodini
Nel tour precedente abbiamo esplorato insieme ad Alessandro Girola lo scenario di "2 Minuti a Mezzanotte", mondo distopico in chiave supereoistica e, come dicevamo, quello scenario ha avuto due evoluzioni.
Dell'ultima versione, "2MM Reloaded", abbiamo parlato nel precedente post e ora è il momento di affrontare quella che è stata la prima "variante" ufficiale: "2MM Darkest". In questo scenario l'ambientazione assume toni decadenti, colori oscuri e la fantascienza lascia il campio all'urban fantasy e all'horror. E' la visione di un mondo corrotto, sia fisicamente che moralmente, un mondo dove il kipple dickiano permea cose e persone.
Lo affrontiamo insieme al suo ideatore Germano M. aka Germano Hell Greco col quale avevo già avuto un piacevole confronto (cfr. "Writer from Hell").


F.: Ciao, Germano. Grazie per essere ancora qui. Sembra banale chiederlo ma lo farò lo stesso: come è successo che l'universo di "2 Minuti a Mezzanotte" abbia assunto queste tinte oscure? O, meglio, cosa ti andava stretto nell'universo originale?

G.H.G.: Mi andavano strette le tutine. Che, detto così, sembra una fesseria, eppure è quello il motivo principale. Come diceva Egg Shen: “È così che tutto inizia sempre, dal molto piccolo.” Ovvero, ho sempre trovato limitante, rispetto alla volontaria sospensione dell'incredulità, che i supereroi vestano delle divise sgargianti. E che vadano in giro senza essere presi per il culo dalla folla.
La mia non è un'idiosincrasia, dato che leggo e apprezzo i fumetti, ma da autore volevo scrivere storie di supereroi che fossero più verosimili, quindi con tematiche più drammatiche e meno tutine.
Marilyn, la protagonista di "Lollipop", è nata con quest'idea in mente: una ragazza vestita come una groupie a un concerto degli Aerosmith, affetta da una grave malattia, e che non adopera pseudonimi, né strane tutine.
Questa, all'inizio, è stata la suggestione appena abbozzata. Non volevo scrivere di Darkest, volevo scrivere di Marilyn, che è una brutta bestia. Darkest, ufficialmente, è nato solo dopo, con "Jack & Jill", che è una fiaba nera, o un dark fantasy, ma mi sono accorto che anche le storie di Marilyn vi rientravano alla perfezione. Quindi, forse, avevo trovato un canone, un universo fatto di meschinità e orrori (e di spazzatura) che voleva essere narrato.
Ed eccoci qua.


F.: Come ha detto Alessandro, gli scenari alternativi di 2MM sono "aperti" ad altri autori ma "ad inviti"? Come funziona il sistema degli inviti? Chi partecipa al momento?

G.H.G.: In Darkest ci sono stati solo due inviti, ma solo uno dei due ha avuto risposta positiva.
Il secondo invito lo tengo segreto.
Anche qui, non so se sia o meno un sistema, posso dire che ogni tanto mi viene in mente di proporre ad autori che stimo di scrivere qualcosa ambientato in Darkest; sono persone che hanno dimostrato apprezzamento e sensibilità per lo scenario, nonché doti tecniche notevoli.
Darkest crea verso gli invitati più di qualche esitazione. Di solito mi si risponde che lo scenario suscita un po' di ansia da prestazione, per quel che riguarda il cogliere la sua essenza.
Io minimizzo, dicendo che non c'è nulla di cui preoccuparsi. A volte vengo ascoltato, a volte no.
Al momento, oltre al sottoscritto, vi partecipa solo Alessandro Girola.


Jill disegnata da Kara Lafayette
F.: L'universo di "2MM Darkest", a dispetto del suo stato estremamente entropico, appare più ordinato dell'universo da cui deriva: ci sono cicli ben definiti ad opera tua e di Alessandro. Questi cicli sono interconnessi in qualche modo diretto? Che caratteristiche peculiari hanno i singoli cicli?

G.H.G.: Cosa che mi fa molto piacere. Che appaia ordinato, dico. Dunque, si tratta di universo condiviso. Quindi è possibile che qualche personaggio sconfini nei libri di un altro. O addirittura di un altro autore.
Finora, le storie più strettamente legate sono "Lollipop" e "Jack & Jill". I protagonisti delle due saghe si sono influenzati a vicenda e hanno determinato delle svolte importanti nelle rispettive esistenze.
"Lollipop" (o "The Lollipops") è il mio ciclo narrativo principale e più importante. Parte tutto da lì, da una tipa affetta da amnesia, in conseguenza del suo tumore al cervello. Che deve costruire se stessa e quindi anche l'ambientazione. In "Lollipop" c'è l'espressione più bilanciata di Darkest, vi accadono gli eventi macroscopici che influenzano le altre serie.
"Le avventure di BB" è il mio fantasy non ufficiale, avventure nella mente e nel sogno della protagonista. O forse è la realtà stessa che è mutata intorno a lei… chissà.
Peter Pan, versione Darkest
Disegno originale di Giordano Efrodini,
che compare in allegato al volume "Jack & Jill"
"Jack & Jill" è la variante dark fantasy, in cui ci si sofferma sul lato fiabesco e oscuro. È anche il più difficile da seguire, perché scritto in maniera da rispecchiare la mente disturbata della protagonista, che è una schizofrenica:  gli eventi non sono presentati in ordine cronologico e realtà e allucinazioni coesistono quasi senza distinzione. Insomma, buona fortuna.
"Sibir Darkest" e "Maciste" sono i lavori di Alessandro: la prima è la variante cupa della Sibir di "Due Minuti a Mezzanotte Reloaded", storie di guerra e orrori, al di là della Cortina di Ferro; il secondo è un fantasy classico impostato sul tema del viaggio dell'Eroe, manovrato da forze oscure, che si risveglia ogni qual volta, nel tessuto del tempo, ci sia un nemico sovrannaturale da abbattere.
Anche Maciste e Sibir hanno avuto i loro rispettivi cross-over.


F.: Ho letto altri tuoi lavori. In particolare mi hanno profondamente colpito le storie di "Perfection" che sono "pura" fantascienza (genere che rimane, in assoluto, in cima alla mia classifica di gradimento) mentre in "2MM Darkest" vai ad esplorare territori decistamente distanti. Tu, come scrittore, ti muovi disinvoltamente tra i diversi generi (contando anche l'horror del "Survival Blog" e del "Risorgimento di Tenebra". E le storie del Latemar e degli ulivi.) ma hai personalmente una maggiore preferenza "di genere"?

G.H.G.: No, non ho preferenze di genere. Ho una passione per le ambientazioni e per gli scenari. Mi diverto a costruirli nei dettagli, mi diverto a farvi nascere e morire personaggi in qualche modo memorabili.
Proprio la mia assenza di preferenza fa sì che, alcune volte, le mie storie risultino "contaminate" da elementi horror, nel caso della fantascienza (c'è anche chi ha definito le storie di Perfection "noir"), o da elementi fantastici e fantasy, nel caso di Darkest.
Devo ammettere, però, che per Perfection ho una predilezione particolare.


F.: Un giorno, fuori dal ciclo degli scenari condivisi, parleremo per bene di "Perfection", che ne dici?

G.H.G.: Mi piacerebbe, avrei tantissimo da dire.


F.: "2MM Darkest" è uno scenario ancora "vivo": è di recente pubblicazione il seguito di uno dei suoi cicli ("The Lollipops"). Ci possiamo aspettare ancora qualcosa di nuovo, a breve? Ripeterò la domanda che ti feci nell'intervista: "E Barbara Brambilla?"

G.H.G.: A breve, e per breve intendo che ci vorrà ancora qualche mese :D, dovrebbe esordire una nuova serie: "Anura". Che, per riassumere, è spionaggio sotto anfetamine. Qualcosa di adrenalinico e dinamico.
Anura è già apparsa nelle storie di Marilyn, e ho deciso di darle una collana tutta sua, il personaggio lo merita e questa storia in particolare ce l'ho in testa da anni, è ora di metterla nero su bianco.
BarbaraBarbara dovrebbe arrivare dopo Anura, ma ho qui l'incipit del terzo volume:

Per tre volte ho sognato la Città del Cielo. Per tre volte l'ho visitata e ne sono stata respinta. Ero sulle terrazze, potevo scorgere tutto quel cazzo di sognante panorama di alberelli e piazze e marmi e giochi d'acqua. O giù di lì.
Una roba epica, insomma.
L'epica, l'ho imparato, mi si addice. Mi calza come una tuta di latex. Mi penetra come un preservativo a rilievi, tentando di squarciarsi per farmi restare incinta.

Toh, così ti ho fatto persino una sorpresa. Contento? :D


F.: Decisamente uma sorpresa e decisamente apprezzata, grazie! Germano, ti ringrazio ancora per la tua disponibilità oggi, per la sorpresa e per il prossimo tour nel "Risorgimento di Tenebra". Ciao, a presto...

G.H.G.: Ciao, grazie a te, è sempre un piacere.


Qualche utile link:

"2MM Darkest" (il blog)
[link]

La presentazione di "2MM Darkest"
[link]

Book and Negative, il blog di Germano Hell Greco
[link]

La pagina Facebook di "2MM Darkest"
[link]


I post precedenti della serie "Indie nostrano e scenari condivisi":

#0 - Intro
#1 - Italia Doppelgänger
#2 - Survival Blog / Pandemia Gialla
#3 - 2 MM / 2MM Reloaded

La prossima puntata:

#5 - Risorgimento di Tenebra


giovedì 23 giugno 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #3 - 2MM & 2MM Reloaded

Immagine di Giordano Efrodini per il blog di 2MM
1973
Crisi energetica causata dalla Guerra del Kippur: l'economia planetaria è al tappeto, il prezzo del petrolio sale alle stelle. Mentre i Capi di Stato cercano soluzione politiche, un industriale visionario, il portoricano Hal Salazar, finanzia degli esperimenti sull'utilizzo di energia alternativa, basandosi sugli studi di Nikola Tesla. In otto centrali dislocate su tre diversi continenti la sperimentazione produce una certa quantità di Teleforce, una nuova, misteriosa fonte di energia. Essa entra in contatto con centosessanta esseri umani presenti nelle otto fabbriche, dotandoli di quelli che vengono definiti volgarmente superpoteri.
Purtroppo il processo s'interrompe all'improvviso, lasciando le centrali non più operative e senza più capacità di produrre ulteriore Teleforce. Ma al mondo ora ci sono dei superuomini in possesso di incredibili capacità fisiche e mentali. I paesi che ospitano le centrali delle Salazar Enterprises fanno a gara per accaparrarsi i servizi dei Super. Alcuni si danno alla macchia. Altri pensano di sfruttare i loro poteri per fini personali o criminali.

2013
Admiral City è un centro mondiale di cultura, arte e ricerca scientifica. In molti la definiscono “la New York delle Antille”.
La città, come il resto di Portorico, è soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti d'America, pur godendo di un grado di autonomia simile a quello di uno stato federato dell'unione.
Ad Admiral City ha sede uno dei due soli gruppi supereroistici riconosciuti dalle Nazioni Unite, lo START. Esso appartiene de facto all'U.S. Army e viene ritenuto da molti il “cane da guardia” del presidente Romney nei confronti delle Salazar Enterprises. Nessuno alla Casa Bianca desidera altri colpi di testa come quello che nel '73 portò alla sperimentazione non concordata della Teleforce. A ogni modo lo START viene utilizzato come gruppo d'intervento speciale in varie parti d'America e del mondo.
Ora però è arrivato Mezzanotte e il mondo ora rischia di cambiare ancora. O forse di distruggersi per sempre.

Le due round-robin che si sono sviluppate attorno allo scenario sopra descritto hanno visto una folta partecipazione di autori. E, come per lo scenario della "Pandemia Gialla", gli autori hanno poi continuato a pubblicare altri lavori ambientati nell'universo di "Due Minuti a Mezzanotte" (o, più semplicemente, 2MM),
Dal world building all'organizzazione del progetto, come per il "Survival Blog", il master è stato, ancora una volta, Alessandro Girola, il quale ci accompagnerà anche in questa presentazione.


F.: Ciao e grazie per essere di nuovo qui, Alessandro. Questo scenario, ancora di più di quello del "Survival Blog", ha una propria profondità storica: l'evento del 1973, che introduce nel mondo i Superumani, precede di quarant'anni il cosiddetto "Evento Mezzanotte" delle round-robin. Di fatto ancora prima di avere una narrazione, hai fatto un lavoro certosino di preparazione dell'universo distopico di 2MM. Come è nata l'idea e da quali passioni (posso azzardare Marvel e DC, ma magari c'è altro)? "2 Minuti a Mezzanotte" richiama evidentemente l'Orologio dell'Apocalisse (cfr. wiki): nell'universo di 2MM un simile dispositivo sarebbe sempre prossimo alla mezzanotte, suppongo...

A.G.: Ciao e grazie a te per la ripetuta e gradita ospitalità :)
Allora, andiamo con ordine. Sì, ho eseguito un certo lavoro di documentazione per preparare lo scenario di 2MM. La decisione di partire su solide basi storiche quasi contemporanee mi ha permesso di attingere a molteplici fonti, così da poter raffinare un’ambientazione ucronica credibile e “forte”.
Riguardo alle passioni: sono un lettore di storie di supereroi da anni. Marvel (soprattutto) e DC sono senz’altro delle fonti d’ispirazione imprescindibili, ma per 2MM ho attinto anche ad altri mondi, come per esempio "Irredeemable" di Mark Weid, la saga "Powers" di Brian Michael Bendis, "Supreme Power" (un prodotto “minore” di casa Marvel) e molti altri. Fin dall’inizio ho voluto dare un taglio maturo e realistico allo scenario, stando quindi lontano dagli eccessi variopinti e psichedelici del filone supereroistico degli anni ‘60.
Mi piaceva l’idea di insererire una componente forte - la presenza di persone dotate di superpoteri - in un contesto sociopolitico molto simile a quello in cui viviamo, e quindi del tutto verosimile.


F.: Ho avuto l'impressione che 2MM abbia avuto una forte presa sugli autori forse perchè, al contrario del "Survival Blog" dove le storie avevano un sapore "definitivo", in questo caso gli autori hanno potuto maggiormente sviluppare e riprendere i propri Super, caratterizzandoli ancora meglio: ho in mente, in particolare, i vari racconti di Marina Belli, Massimo Mazzoni, Germano M. e tuoi. Altri nomi da prendere in considerazione? Cicli particolari? 

A.G.: Sicuramente le prime stagioni condivise di 2MM sono state “prese d’assalto” da autori felicissimi di dare il loro contributo allo scenario, sia partecipando alla round robin che scrivendo degli spin-off indipendenti.
I nomi che hai citato tu sono sostanzialmente quelli più attivi, in quanto a pubblicazioni correlate a 2MM. Germano M. ha addirittura creato uno universo parallelo - "2MM Darkest" - come fanno quelli bravi, ossia gli autori della DC Comics e della Marvel :)
Aggiungerei Davide Mana, che col personaggio di sua invenzione, Rebel Yell, ha dato un contributo significativo a entrambe le due stagioni della round robin (inoltre Rebel è tornato a farsi vedere in alcuni racconti stand-alone, sia come protagonista che in divertenti camei). C’è poi Angelo Cavallaro, che si è preso la briga di narrare la nascita di uno dei super più potenti di 2MM, Uranium, anche se al momento la collana è ancora incompleta.


F.: Continua ancora oggi la produzione di 2MM? Nessun tentativo di plagio, stavolta? ;)

A.G.: Non solo la produzione di 2MM prosegue: ha avuto un verso e proprio reboot. Sì, ancora una volta ho preso spunto da quelli bravi :D
Tale reboot è "2MM Reloaded". Si riparte da quanto esposto nello scenario base, senza tenere conto di quanto è stato narrato nelle due stagioni della round robin. Non è un progetto aperto a tutti, bensì funziona a inviti. Tra l’altro grazie a Reloaded abbiamo anche il primo supereroe milanese, il Basilisco, che è stato accolto davvero benissimo dai lettori.
Al momento 2MM procede su questo binario, oltre che sul mondo-gemello, Darkest. E basta.


F.: La distopia di 2MM ha avuto sviluppi e generato altre versioni del mondo di 2MM. C'era una prima idea di "Zero Minuti a Mezzanotte": ha avuto un seguito? Sicuramente è stata sviluppata la versione "2MM Darkest" di Germano M. (e di questa parleremo con lui la prossima volta) e, di recente, tu stesso hai "rifondato" lo scenario denominandolo "2MM Reloaded" (una specie di operazione in stile Marvel). Cosa cambia in questo nuovo scenario? E' uno scenario aperto o ci lavori solo tu?

A.G.: Ecco, qui credo di aver anticipato la tua domanda nelle risposte precedenti :P Riguardo a "Zero Minuti a Mezzanotte": no, non ha avuto alcun seguito. Era uno spunto nato d’istinto, ma mai sviluppato. Magari in futuro...


F.: Tornando al tuo Basilisco, che ha avuto un buon riscontro, e pensando allo straordinario "Lo chiamavano Jeeg Robot" di Gabriele Mainetti ma anche a "Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores, pensi che sia arrivato il momento in cui in Italia si possa guardare al prodotto supereroistico senza associarlo a commenti idioti da pseudointellettuali tristi tipo “infanzia non risolta” e “fuga dalle proprie responsabilità”?
Tra l’altro abbiamo già in Italia dei supereroi “veri” (e pure “catalogati” da Silvestro Ferrara in "Supergiusti, supertosti, superveri, alla scoperta dei supereoi fai-da-te", edizioni Caratteri Mobili): vedi qua.

A.G.: No. Non credo che sarà facile superare la spocchia che molti lettori (in questo caso anche di genere) hanno nei confronti dei supereroi. Ovviamente è gente che non si aggiorna in merito da almeno 20 anni, o che lo fa soltanto coi film al cinema. C'è da dire che i due media, cinema e fumetti, hanno diversi livelli di profondità (anzi, di approfondimento). Se poi passiamo al terzo media, ovvero il racconto/romanzo, si aprono scenari ancora più interessanti. Per esempio: il filone dei supereroi è un contenitore di molti generi, dalla fantascienza all'horror. Ma per vedere tutto ciò bisogna togliersi i paraocchi.
In parte abbiamo cominciato a farlo, grazie ai film che citi. Ma il percorso è ancora tutto in salita.


F.: E poi ci si mettono pure i russi ora, a quanto pare [link]: forse sei in tempo per contattarli e far prendere loro in consideazione la tua Sibir…

A.G.: È uno dei film che attendo con più gioia. Anche perché, pur essendo un grande fan della Marvel, apprezzo molto i supereroi non legati ai grandi brand. Danno più modo di sperimentare ;)
Comunque sì, Sibir ci starebbe alla grande, nel blockbuster russo :)
Inoltre tenete d'occhio il mio blog, perché presto parlerò di super finlandesi (niente meno!)


F.: I super finlandesi, in effetti, mi mancano: sicuramente ti seguirò con attenzione. E, parlando di situazioni collocate al di fuori delle codifiche classiche, un tuo interessante esperimento è quello di "Pandemic A.D.", dove si fondono gli scenari della Pandemia Gialla e di 2MM. Solo un divertissement o una possibile nuova variante aperta?

A.G.: "Pandemic A.D." è una delle cose più divertenti tra le tante che ho scritto. Zombie (o simili) e supereroi: uno spasso! Senza dimenticare l’ambientazione newyorchese, che amo, e che ho ricavato dai miei viaggi oltreoceano. Non escludo di poter tornare su questo scenario, magari anche nel futuro prossimo. Del resto - anche nel mondo dei fumetti DC e Marvel - il crossover zombie/super è uno dei più apprezzati. A me piace, sia come lettore che come autore. Quindi: perché no?


F.: Con Alessandro ci diamo appuntamento per il "Gran Finale" dato che per le prossime gite mi faranno da guida Germano Hell Greco e Massimo Mazzoni. Chi porta le birre? Domanda retorica, naturalmente: tutti devono portare la birra per evitare che finisca subito. 
Ciao, Alessandro, grazie ancora. :)

A.G.: Io porto le mie birre personali, visto che ultimamente bevo quasi unicamente bière blanche :)
Piuttosto: chi si occupa di rifornirci di patatine e salatini?

F.: Domanda interessante, Alessandro. Mi viene da pensare che anche questo scenario andrebbe approfondito per bene...


Qualche utile link:

"2 Minuti a Mezzanotte" (il blog con i racconti delle due round-robin)
[link]

"2 Minuti a Mezzanotte" sul blog di Alessandro Girola
[link]
Qui potete trovare tutti i particolari dello scenario e l'elenco dei lavori ambientati nell'universo di 2MM.

"The Goddamn Particle Volume 1" di Angelo Cavallaro
[link]

Il "making of" di un supereroe: Rebel Yell di Davide Mana (su Plutonia Experiment)
[link]

Plutonia Experiment, il blog di Alessandro Girola
[link]  

"Pandemic A.D."
[link] 

La pagina Facebook di "2MM / 2MM Reloaded"
[link]


I post precedenti della serie "Indie nostrano e scenari condivisi":

#0 - Intro
#1 - Italia Doppelgänger
#2 - Survival Blog / Pandemia Gialla

La prossima puntata:

#4 - 2MM Darkest


sabato 18 giugno 2016

Everybody Wants to Rule the World

Il singolo del 1985
Dei Tears For Fears ho già parlato, di quanto facessero una musica distante da quello che ascoltavo ai tempi e di quanto, comunque, mi piacessero (anche le peggiori cose).

E' di questi giorni l'annuncio di un nuovo album previsto per il 2017, dopo i tredici trascorsi dalla pubblicazione di "Everybody Loves a Happy Ending" (2004), l'album che aveva visto Curt Smith ritornare insieme a Roland Orzabal, il quale aveva gestito in proprio il moniker del gruppo dal 1989.

Di tutti gli album dei TFF, il più conosciuto è probabilmente "Songs from the Big Chair" (1985) da cui sono tratti alcuni brani che stanno nella testa di molti, "Shout""Everybody Wants to Rule the World" su tutti.

Nel 1996 io e mia moglie scendevamo per le stradine di Coimbra su un'utilitaria a noleggio che sparava a tutto volume "Everybody Wants to Rule the World", una colonna sonora adatta al video amatoriale di quella discesa che ora sta da qualche parte su una cassetta mai digitalizzata.

Qui il brano e il (sufficientemente kitch) video originale: [link]

Welcome to your life there's no turning back
Even while we sleep we will find
You acting on your best behavior
Turn your back on mother nature
Everybody  wants to rule the world.

It's my own desire, it's my own remorse
Help me to decide, help me make the most
Of freedom and of pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world.

There's a room where the light won't find you
Holding hands while the walls come tumbling down
When they do, I'll be right behind you
So glad we've almost made it
So sad they had to fade it
Everybody  wants to rule the world.

I can't stand this indecision
Married with a lack of vision
Everybody wants to rule the world.

Say that you'll never, never, never, need it
One headline, why believe it?
Everybody wants to rule the world.

All for freedom and for pleasure
Nothing ever lasts forever
Everybody wants to rule the world.

Il pezzo ha trovato spazio in diversi film, serial e videogiochi e ci sono almeno due versioni meritevoli di ascolto: la prima di Patti Smith, inclusa nel suo album di cover "Twelve" (2007), e la seconda di Lorde realizzata per la colonna sonora del secondo "Hunger Games" (2013) e in seguito riutilizzata per altri spettacoli ("Dracula Untold", "Pixels", "The Royals").

Qui la versione di Patti Smith: [link]
E qui quella di Lorde: [link]


Per finire la discografia dei TFF:
1983 - The Hurting
1985 - Songs from the Big Chair
1989 - The Seeds of Love
1992 - Tears Roll Down (Greatest Hits 82-92)
1993 - Elemental
1995 - Raoul and the Kings of Spain
1996 - Saturnine Martial & Lunatic (B-sides & Rare Tracks)
2004 - Everybody Loves a Happy Ending
2006 - Secret World (Live in Paris 2005)
2017 - ???

Roland Orzabal
2001 - Tomcats Screaming Outside

Curt Smith
1993 - Soul on Board
1997 - Mayfield
2008 - Halfway, Pleased
2013 - Deceptively Heavy

Buon ascolto.

lunedì 13 giugno 2016

Un post di scuse dovute

Avevo immaginato che sarebbe potuto succedere, trattando una serie di argomenti che coinvolgono parecchi autori, ed è successo quasi al primo giro.
Mi riferisco al mio post precedente, il secondo della serie sugli scenari indie condivisi tra autori, il Survival Blog.

E' successo che uno degli autori non citati espressamente nel post (e neanche un autore che non avessi mai sentito nominare o del quale non avessi letto nulla) ha ironicamente fatto notare che "gli sarebbe piaciuto partecipare". E io, come un pirla, ci sono cascato con entrambe le scarpe.
Colpa mia che, di quello scenario, non ho letto tutto e soprattutto, nonostante avessi eplorato i link che ho pubblicato in fondo al post, non abbia riverificato almeno i nomi prima di rispondere come uno scemo a quella osservazione.

Tra l'altro, mi è anche stato fatto notare che il Survival Blog ha avuto altri sviluppi oltre la parola scritta, diventando anche uno scenario di gioco a cura di Savage Worlds (cercate "Reduci della Pandemia Gialla" nella sezione dei download). Non frequentando l'ambiente dei giochi, anche in questo caso, ho dovuto dichiarare la mia ignoranza.

Quindi, questo post, è per chiedere scusa a chi abbia ingiustamente trascurato (oltre a chi me l'ha fatto notare, sicuramente ci saranno molti altri che saranno stati altrettanto ingiustamente trascurati e che voglio comprendere in questo gesto).

Non ho la pretesa di presentare questi scenari, alcuni vecchi di qualche anno, avendo letto tutto il materiale; il mio scopo è di far conoscere a qualcun altro questi mondi, incuriosire i lettori a tentare almeno un assaggio, perchè dietro quegli scenari ci sono storie interessanti da leggere e autori altrettanto interessanti da scoprire. In tutto questo mi aiutano alcuni autori con i quali ho maggiore confidenza e ai quali sottraggo parte del loro prezioso tempo per rispondere alle mie domande (ma la firma sui post è la mia e le critiche sono da indirizzare esclusivamente a me).
In qualsiasi caso, quindi, per correzioni, segnalazioni o rimostranze, sono sempre aperto al dialogo.

Al prossimo scenario, spero...

Indie nostrano e scenari condivisi #2 - Survival Blog / Pandemia Gialla

Il "timbro" ufficiale del Survival Blog
Una pandemia nota come “La Gialla” ha trasformato tutti i contagiati in pazzi ematofagi che hanno come unico scopo esistenziale quello di dare la caccia ai propri simili. Il mondo ha cercato di contrastare la pandemia con ogni mezzo utile, ma senza successo. Siamo nel 2015 e la civiltà così come la conosciamo sta spegnendosi pressoché ovunque.
I sopravvissuti cercano di rimanere in contatto tra loro attraverso la Rete, scambiandosi esperienze, ricordi e racconti degli anni bui della specie umana. Finché rimarrà ancora qualcuno in grado di scrivere.


Lo scenario del "Survival Blog" (o anche della "Pandemia Gialla"), rispetto al precedente "Italia Doppelgänger" che nasce da singolo un autore attraverso una rete di propri racconti, è un progetto di scrittura collettiva a cura di Alessandro Girola, il quale ha provveduto al world building e poi lasciato che fossero diversi autori a reinterpretarlo. Interessante anche l'idea che un blogger abbia dato proprio un taglio da blogger alla struttura: idealmente i racconti sono post che diverse persone pubblicano sui propri blog per un pubblico che va sempre più assottigliandosi,


F.: Bentornato, Alessandro. Quella del "Survival blog" è anche una metafora della blogosfera stessa?  Sempre meno lettori a causa di un declino delle capacità intellettive del pubblico?

A.G.: Vorrei tirarmela e dire che sì, è così, ma in realtà ai tempi in cui lanciai il Survival Blog la blogosfera era un bel posto, anche perché i social media non erano ancora così diffusi, e la gente spendeva volentieri una manciata di minuti al giorno per leggere articoli e post. Se dovessi lanciare oggi il Survival Blog, ecco, allora sì: sarebbe senz’altro la metafora dei cervelli vuoti che popolano il web. Altro che zombie e infetti...


F.: Ma andiamo con ordine. Come nasce l'idea del "Survival Blog" e come si è strutturata all'inizio? Come viene operata la selezione del materiale?

A.G.: L’idea del Survival Blog nasce per scherzo. Era il mio compleanno di qualche anno fa, e scrissi un post di (finta) chiusura del blog, per un’avvenuta pandemia che aveva spazzato via buona parte dell’umanità. L’iniziativa piacque così tanto che altri amici blogger presero spunto, raccontanto il mondo post-apocalittico dal loro punto di vista. In pratica erano quasi tutti racconti dal punto di vista dell’alter ego dei blogger, solo più romanzati.
In verità non c’è stata una grande strutturazione del progetto. Era la mia prima esperienza come gestore di un piano narrativo a più mani, ho lasciato ampio spazio di manovra. Io e Germano M., che fin da principio mi ha aiutato a mettere ordine, avevamo pensato alla creazione di un’antologia dei migliori racconti del Survival Blog, ma poi l’idea è naufragata, perché il materiale era piuttosto grezzo.
Questo rappresenta tanto il pregio quanto il difetto del progetto Survival Blog.


F.: Dopo la fase iniziale del progetto, lo scenario della "Pandemia Gialla" è rimasto aperto e alcuni autori hanno continuato a pubblicare spin-off. Hai continuato a seguire anche la fase successiva o qualsiasi autore può pubblicare qualcosa e mettere il timbro "Survival blog"?

A.G.: Personalmente parlando, il Survival Blog è un progetto chiuso. Nel senso che al momento hon ho intenzione di scrivere altro in tema, e non ho tempo per leggere il materiale di narratori decisi a cimentarsi in questo scenario. Però la realtà è diversa: chi vuole può scrivere tuttora un racconto legato alla Pandemia Gialla. L’ambientazione è abbastanza chiara e dettagliata, c’è poco da sbagliarsi. Basta avere la pazienza di studiarla. Ovviamente chiedo almeno di essere avvisato, nel aso tali racconti vengano venduti su store digitali come Amazon e simili.


F.: Ho letto solo un paio di lavori legati al "Survival Blog" e non ho nemmeno fatto caso al fatto se sia materiale originario o spin off:  "Offshore" di Germano Hell Greco e "Verbatim" di Daniela Barisone. Comunque interessato dallo scenario, ho poi comprato (e non ancora letto) altre storie di Marina Belli, Gianluca Santini, Massimo Mazzoni, Germano Hell Greco e Alessandro Girola (conosci?). Ci sono altri nomi interessanti da segnare?  

A.G.: No, direi che questi sono i principali autori che si sono cimentati nel Survival Blog. Aggiungerei Cristiano Pugno, autore di uno dei due racconti contenuti nell’ebook "Jalne".


F.: Sulla pagina facebook del "Survival Blog" sta scritto "Un progetto di scrittura collettiva, di genere horror/catastrofista, che vanta numerose imitazioni". Ci sono state palesi imitazioni del progetto? Secessioni? Scazzi? Facciamo del gossip o passiamo oltre?

A.G.: Ahahah… Come si suol dire: è acqua passata. Però sì, ci sono stati dei veri e propri plagi del Survival Blog. Il caso più clamoroso riguarda un gruppo di autori - permettimi di non fare nomi - che lanciò un progetto impostato esattamente come il Survival Blog. Perfino il loro template era copiato dal nostro, per non parlare della struttura narrativa in formato “blogger survivalisti”. Ovviamente non lasciammo affatto correre la cosa, ma i plagiatori negarono tutto, salvo poi apportare dei (minimi) cambiamenti al loro progetto, giusto per cancellare le tracce più evidenti della scopiazzatura :-D


F.: La prossima volta si va di "2 Minuti a mezzanotte": preparati! (In realtà quello che si deve preparare sono io...). Grazie & ciao, Alessandro. :)

A.G.: Su 2MM sono particolarmente pronto :-D Grazie a te e alla prossima!


Nota
Il Survival Blog ha avuto altri sviluppi oltre la parola scritta, diventando anche uno scenario di gioco a cura di Savage Worlds (cercate "Reduci della Pandemia Gialla" nella sezione dei download).


Qualche utile link:

"Survival Blog"
[link]

Plutonia Experiment, il blog di Alessandro Girola
[link]

"Faina solitaria", il survival blog di Davide Mana
[link]

giovedì 9 giugno 2016

50/150 - Alessandra Celletti ed Eric Satie

Alessandra Celletti ai Notturni Italiani
Ho conosciuto Alessandra Celletti ai tempi in cui non si sapeva bene a cosa servissero i social: entrambi eravamo su MySpace, io a cazzeggiare (naturalmente) e lei, più professionalmente, a proporre la propria musica.
Dato che Alessandra si presentava anche con pezzi di Satie, Debussy e Ravel, oltre che con un concept album tra ambient e avanguardia sugli esperimenti di Mururoa ("Overground"), mi lasciai incuriosire e cominciai ad ascoltare i suoi pezzi. Poi le lasciai un messaggio al quale, con mia grande sorpresa, rispose immediatamente. E così capitò che cominciassimo a scambiarci messaggi.

Da allora ho abbandonato MySpace ma ho ritrovato Alessandra su Facebook, ho ascoltato i suoi lavori che mano mano uscivano e mi sono particolarmente affezionato a "Sustanza di cose sperata" (2009), una collaborazione con il mitico Roedelius, già nei Kluster/Cluster con Moebius e con i quali collaborò anche Brian Eno. A questa collaborazione avevo già dedicato questo post.

Alessandra è una persona straordinaria, libera e indipendente, che si occupa in prima persona della sua musica: nel 2013, ad esempio, ha organizzato una raccolta fondi per poter noleggiare un camion, metterci sopra il pianoforte e girare l'Italia per proporre la sua musica "in piazza". Il progetto è riuscito e "Piano piano on the road" è perfino diventato un film che documenta questa esperienza.

In questi giorni Alessandra ha cominciato una nuova raccolta fondi per produrre, in collaborazione con Onze, un progetto audiovisuale con musiche originali che omaggiano, ancora una volta, Satie: "50/150 Working on Satie" va a festeggiare i contemporanei 50 anni di Alessandra e 150 di Satie.
Se vi lasciate incuriosire e provate ad ascoltare qualcosa, magari poi vi verrà voglia di partecipare alla raccolta fondi per questo nuovo progetto.
Ah! Io parteciperò.
 
Qui la pagina di Musicraiser: [link]
Qui un video di presentazione della musica di Alessandra su YouTube: [link]


Altri collegamenti
Il sito di Alessandra Celletti: [link]
Il sito di Onze: [link]
Il suo BandCamp: [link]
"Piano piano on the road": [link]

lunedì 6 giugno 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #1 - Italia Doppelgänger

Torre Velasca Doppelgänger
(foto di Fabio R. Crespi)
Lo scenario indie da cui comincio la carrellata è "Italia Doppelgänger", costruito attraverso una serie di racconti di Alessandro Girola. E chi meglio di Alessandro stesso potrebbe guidarci nell'esplorazione?


F.: Ciao, Alessandro e grazie per il tempo che mi dedichi. Come avevo premesso nell'intro, ti ho scoperto casualmente sul bookstore di Amazon attraverso due racconti, "Brianzilvania" e "Milano Doppelgänger", dei quali mi aveva colpito l'evidente ambientazione locale, in particolare perché tra la Brianza e Milano ci ho passato tutta la vita. Pur non collegati tra loro, li unisce il tema di una diversa realtà che sta nascosta dietro l'apparenza della normalità. Qual è la genesi di questo tuo scenario e quali sono i riferimenti letterari, culturali o artistici che stanno dietro ai tuoi racconti?

A.G.: Ciao a te e grazie per l'ospitalità! Mi fa piacere iniziare questa nostra conversazione citando due racconti a cui tengo particolarmente (soprattutto "Brianzilvania"). Li ritengo in un certo senso i capisaldi del progetto "Italia Doppelgänger", perché rappresentano gli elementi portanti di questa collana di racconti: un mondo di mistero, di meraviglie (nel senso esteso della parola) e spesso di orrore, nascosto dietro la patina della quotidianità banale, grigia, falsamente rassicurante.
Questi racconti nascono spesso da passeggiate, da brevi gite (io sono dell'hinterland milanese, la mia compagna e della Brianza). In ogni paesaggio, in ogni agriturismo e in molti paesini del circondario io riesco a "vedere" (ossia a immaginare) storie da brivido, magari legate alle tradizioni locali, o a qualche leggenda metropolitana.
Non ti annoierò citando i soliti riferimenti culturali che fanno da background per ogni autore di genere (partendo da Lovecraft, ovviamente). Consenti perciò di svelarti un riferimento soltanto, molto underground e poco noto ai più. Ricordi per caso il telefilm "Un salto nel buio" ("Tales from the darkside")? Qui in Italia è stato trasmesso - prevalentemente su reti locali - sul finire degli anni '80. Era una sorta di risposta horror al celeberrimo "Ai confini della realtà".
Ecco, "Un salto nel buio", e in particolare la sua intro, mi ispira sempre nella scrittura dei racconti di "Italia Doppelgänger".


F.: In alcuni casi, penso ad esempio a "Milano Doppelgänger" e alla duologia "Il treno di Moebius" e "La nave dei folli", le realtà alternative sono tanto particolareggiate da aprirsi alla possibilità che queste ambientazioni possano diventare esse stesse degli scenari autonomi, magari da condividere con altri autori. Ci hai già pensato? Oppure pensi tu stesso di continuare a proporre altre storie di quei luoghi?

A.G.: Eccome se ci ho pensato. Nel caso de "Il treno di Moebius", per esempio, lo scenario si è allargato a ben quattro racconti, di cui due ("Biondin e i Mostri" e "Biondin all'Inferno") fanno da crossover col progetto "Risorgimento di Tenebra". Questa particolare collana di storie si chiama "Racconti di Mondo Delta".
Per inciso: sì, adoro incrociare i miei vari mondi narrativi e scrivere storie che ne toccano due (o più) contemporaneamente, pur rimanendo autonome. È un processo di scrittura non semplicissimo, ma divertente.


F.: Ti piace la Torre Velasca Doppelgänger che ho appiccicato al post? Mentre rispondi penso alla domanda successiva...

A.G.: Fantastica :) A vederla, mi vien quasi voglia di riprendere in mano il seguito (al momento incompiuto) di "Milano Doppelgänger".


F.: Infatti te l'ho fatta vedere in anteprima anche per stimolarti a completare "Milano Doppelgänger". :D  
Se qualcuno volesse cominciare a leggere qualche tua storia di questo scenario, cosa gli consiglieresti per introdurlo? Qual è il racconto a cui tu, personalmente, sei più legato? Quale dei tuoi racconti, invece, ha avuto più riscontro dai lettori?

A.G.: Qualcosa ti ho già anticipato nella prima risposta. "Brianzilvania" è un bel punto di partenza, per entrare nel mondo di "Italia Doppelgänger". Innanzitutto è una storia che sta a metà tra l'horror e l'urban fantasy (ma non quello young adult che i nostri editori ci spacciano come unico urban fantasy possibile e immaginabile).
Un altro romanzo breve - o racconto lungo - che amo, e a cui sono molto legato è "Il Palio", nato da un weekend trascorso a Ferrara, nei giorni del palio locale. Tra l'altro è probabilmente il racconto di "Italia Doppelgänger" che ha avuto più riscontro di pubblico, tanto che ancora oggi molti mi chiedono un seguito.


F.: In almeno un caso, "Isole del terrore", lo scenario si è aperto all'estero. Ci saranno altre "esportazioni"?

A.G.: Il racconto "greco" di "Isole del Terrore" è stato uno sconfinamento, è vero, anche se non siamo lontani dai nostri mari :) Comunque sì, è possibile che in futuro ci siano altre puntatine all'estero, senza però allontanarsi dal Vecchio Continente.


F.: Quali autori hanno contribuito a "Italia Doppelgänger"? Ce ne saranno altri? Sto pensando a "Libera me" di Marco Siena, autore indie che si destreggia bene anche in quel "gotico rurale" che in alcuni casi sembra essere contiguo a questo scenario.

A.G.: Ho molti colleghi che scrivono racconti con le stesse caratteristiche delle storie di "Italia Doppelgänger", ma al momento è Germano M. ad aver contribuito ufficialmente al mio scenario, con l'ottimo "Le Bambole del Latemar", che vi mostra le Dolomiti sotto la lente scura della letteratura del terrore.
“Libera me” è uno dei miei racconti preferiti, tra quelli letti negli ultimi 2/3 anni. Marco ha sicuramente uno stile che si sposa con le atmosfere che ho scelto per "Italia Doppelgänger". Insieme a lui altri, tra cui Luigi Musolino e Fabrizio Borgio, tanto per citare due autori che ritengo ottimi.


F.: Grazie, Alessandro. La prossima puntata toccherà ancora a te, lo sai, vero?

A.G.: Non vedo l'ora :D


Qualche utile link:

"Italia Doppelgänger"
[link]

I "Racconti di Mondo Delta"
[link] 

Plutonia Experiment, il blog di Alessandro Girola
[link] 

Le opere citate sono reperibili sul Kindle store di Amazon, sezione eBook Kindle.


I post precedenti della serie "Indie nostrano e scenari condivisi":

#0 - Intro

La prossima puntata:

#2 - Survival Blog / Pandemia Gialla

mercoledì 1 giugno 2016

Liebster e non Leibster, come ho letto a colpo d'occhio

Scopro ora l'esistenza di un premio (premio?) che viene attribuito da blogger a blogger con delle regole che oserei definire surreali: rispondere a 10 domande (se ti nominano più blogger avresti da rispondere a n*10 domande), porne altre 10 agli 11 blogger che vorresti nominare, presentarsi in 10 punti, scrivere del blog da cui si è ricevuta la nomination, fare un salto, farne un altro, fare una giravolta e farla un'altra volta.

Ringrazio, in ogni caso, Lucius Etruscus per avermi assegnato (qui) un Leibster Liebster Award 2016 senza domande, motivo per cui il ringraziamento è doppio e ben volentieri non mi dilungherò su questo post.

Indicativamente i blog che seguo stanno nella colonna qua a destra sotto la voce "Nei dintorni" e che non vado a specificare ulteriormente: a tutti questi assegno idealmente un Leibster Liebster Award 2016 senza domande, senza obbligo di ringraziamento o di citazione di altri e senza necessità di proseguire in questa catena di S. Antonio.

Infine mi unisco a Lucius e rivolgo un pensiero a Ivano Satos, gestore di tre blog (Beati Lotofagi, Kentucky mon amour e Marchette alcoliche), che è sparito improvvisamente nel nulla qualche mese fa: ciao, amico, qualsiasi cosa tu stia facendo.


Nota
Leibster suona come un mix tra Leiber e Leinster.