lunedì 7 marzo 2016

Animal Collective, jennylee ed Evenoire (più qualche ripasso)

Visto che con le letture sono al palo dall'anno scorso, questa volta si va di musica, che ha quasi sempre il suo bel perchè.
Naturalmente, in questo caso l'ha.
IMHO.

Uscito a febbraio di quest'anno (e preso al volo) "Painting With", l'ultima giostra psichedelica degli Animal Collective (Panda Bear, Avey Tare e Geologist, assente Deakin), mi è rimasto in loop per oltre una settimana: un seguito leggero a "Centipede Hz" (2012), una girandola di pezzi brevi, pop, dalle pulsazioni sintetiche ma piene: da "FloriDada" a "Recycling" (con un cantato che mi riporta in mente quello di Eno in "Taking Tiger Mountain (By Strategy)"), attraverso "Hocus Pocus" (che vede la presenza di un John Cale droneggiante) e "Golden Gal" (il pezzo che più ho reiterato), l'album non vuole saperne di lasciarsi zittire.

Nell'attesa di un nuovo lavoro delle Warpaint, la bassista Jenny Lee Lindberg, per questa occasione solo jennylee, a novembre dell'anno scorso ha proposto il suo primo lavoro in solitaria, "right on!". Si percepisce con chiarezza l'appartenza alla famiglia ma quello che sorprende è la voce pulita di Jenny Lee (solitamente relegata ai cori) sopra pezzi in cui, naturalmente, è il basso a condurre su atmosfere sempre soft ma dalle tonalità più dark rispetto a quello delle sorelle. 
Video: "Boom Boom" e "Never".

Scoperti per caso durante uno dei miei girovagare tra video di gothic e folk metal, genere che amo frequentare occasionalmente, sono rimasto immediatamente impressionato dai nostrani Evenoire. Due album al loro attivo ("Vitriol" del 2012 e "Herons" del 2014), digressioni prog/folk arricchite dal flauto e dalla potente voce della frontwoman Lisy Stefanoni, il gruppo si presenta con una personalità originale e sufficientemente credibile per emergere da un mare che si presenta sovraffollato. Da seguire.
Un buon assaggio è il loro video di "Drops of Amber", tratta dall'ultimo album, e qui trovate il loro sito dove procedere agli acquisti (forza, vanno incoraggiate queste realtà!).
Add-on 9/3/2016: è notizia di oggi che gli Evenoire si sono ufficialmente sciolti.


Ripassi

Nata da madre canadese e padre delle Bermuda, cresciuta nel New England e poi trasferitasi prima a New York e poi a Londra, Heather Nova lascia il segno all'inizio degli anni '90: la sua voce pulita si coniuga alla sua capacità di creare melodie alternative pop di stampo folkeggiante e restano imprescindibili i suoi primi tre album: "Glow Stars" (1993), "Oyster" (1994) e "Siren" (1998) (un buon punto per iniziare ad ascoltarla è il live "Wonderlust" del 2000).  Dal successivo album, "South" (2001), la Nova va a percorrere sentieri più battuti (la piega "alternative" si perde a favore di un'impostazione più tradizionalmente folk) ma riesce a mantenersi a livelli invidiabili. Molto interessante anche "Storm" (2003) dove i toni si fanno più cupi rispetto alla sua abituale luminosa leggerezza.
Video: "Glow Stars" (da Glow Stars), "Walk This World" (da Oyster), "London Rain (Nothing Heals Me Like You Do)" (da Siren) e "Aquamarine" (da Storm).

Appartenenti alla brit wave degli anni 2000 (ma meno famosi di altri, Starsailor e Travis, tanto per fare un paio di nomi) i Turin Brakes propongono alcuni album interessanti e piacevoli di pop rock su base folk: "The Optimist LP" (2001), il loro album più significativo "Ether Song" (2003), "Jackinabox" (2005) e "Dark on Fire" (2007). Da quest'ultimo li ho persi di vista ma ultimamente mi sono goduto il riascolto degli album citati (e sono curioso di scoprire cosa hanno fatto dopo).
Video: "Underdog (Save Me)" (da The Optimist LP), "Average Man" (da Ether Song), "Fishing for a Dream" (da Jackinabox) e "Dark on Fire" (da Dark on Fire).

Nel corso delle mie esplorazioni musicali, nel 2007 mi capitò di ascoltare un album dei September Collective di cui faceva parte Barbara Morgenstern. Riuscii a recuperare il suo album, uscito l'anno precedente, "The Grass Is Always Greener" e scoprii una elettronica pop aggiornata ai tempi mentre il video "The Operator" era una specie di rappresentazione visiva di quel pop elettronico. Data la mia debolezza per il genere me ne innamorai e andai a cercare tutto quello che aveva fatto prima: "Vermona ET 6-1" (1998), "Fjorden" (2000); "Nicht Muss" (2003) e "Tesri" con Robert Lippok (2005). Un paio d'anni dopo uscì "bm" ma lo scoprii più tardi e ne parlai in questo post (ci trovate le stesse dichiarazioni di un amore che si è rivelato ricorsivo). Ho da recuperare tutto quello che è uscito dopo "bm".
Video: "Die Liebe" (da Vermona ET 6-1), "Der Augenblick" (da Fjorden), "We're All Gonna Fucking Die" (da Nichts Muss) e, naturalmente, "The Operator" (da The Grass Is Always Greener).

A completamento del discorso Morgenstern, una doverosa citazione ai September Collective (che poi sarebbero, oltre a Barbara Morgenstern, Paul Wirkus e Stefan Schneider). Come già scritto nel vecchio post citato sopra, qua siamo dalle parti dell'elettronica ambientale. La loro discografia comprende tre album: "September Collective" (2004), "All the Birds Were Anarchists" (2007) e "Always Breathing Monster" (2009).
Ecco qualche assaggio: "The Return" (da September Collective) e "Meer" (da All the Birds Were Anarchists). Non ho trovato video di Always Breathing Monster e vi rimando, quindi, alla relativa pagina di last.fm fornita, per ogni brano, di link a Spotify

Buon ascolto.