giovedì 11 febbraio 2016

Ciao, Tecla. Grazie.

Io, Giuliana e Tecla
a San Rossore (2001)
E' già passato qualche giorno da che Tecla non è più con noi e ancora ho difficoltà a trovare parole per ricordarla.
Il primo incontro con lei avvenne a una presentazione di Marco Vallarino (grazie per la rinfrescata, Eli). Tecla era in compagnia di Giuseppe Lippi e io fui trascinato da quelle parti dalla mia amica Eli che aveva già avuto modo di conoscerla.
In quel periodo Eli ed io frequentavamo i newsgroup e a lei era sorto il trip di crearne uno dedicato al giallo (it.discussioni.giallo). La aiutai e creammo il gruppo che cominciò abbastanza velocemente a raccogliere un certo numero di frequentatori abituali.
Lo step successivo fu quello di organizzare un raduno per incontrarci di persona e Tecla propose la sua Libreria del Giallo, in via Peschiera a Milano.
Della libreria di Tecla io ed Eli eravamo già diventati piuttosto assidui e, considerato il clima degli incontri, fu un luogo naturale in cui conoscere gli altri.
Un luogo naturale perchè la Libreria del Giallo, paradiso della letteratura di genere (non solo giallo), era più che una semplice libreria: era una piazza di incontro tra autori e lettori, un posto magico in cui ti potevi perdere a curiosare tra gli scaffali per trovare la tua prossima lettura. E Tecla era sempre lì ad ascoltare e suggerire, mai a spingerti all'acquisto, piuttosto ad offrirti il caffè o il vino o anche solo il piacere della conversazione su qualsiasi argomento.
La Libreria del Giallo era una seconda casa e Tecla era amica, sorella, madre di noi abitué. Tanto che spesso eravamo a casa sua a chiudere le giornate di incontri o semplicemente a cenare e chiacchierare.
Oltre agli amici del gruppo di discussione (dopo il primo, i cosiddetti raduni si svolsero abitualmente sempre alla libreria di Tecla ad esclusione della splendida tre-giorni a San Rossore nel 2001), lì ho avuto modo di conoscere un sacco di persone, sia lettori che autori (ho cenato e chiacchierato con Spinrad, Sheckley, Gimenez-Bartlett, Deaver, Lansdale, Carlotto, Lucarelli, Pinketts, Garlaschelli, Crovi, Faletti e un sacco di altri). E Tecla era sempre lì, al centro di tutto, perfetta ospite.
La libreria era il mio "social", lo fu per un po' di tempo e poi mi allontanai, senza una particolare motivazione.
La libreria poi cominciò ad avere problemi e insieme a Tecla e ad alcuni amici tentammo, attraverso la creazione di un'associazione, di salvarla. Ma il comune di Milano non aveva sensibilità del valore culturale e sociale della Libreria del Giallo che, poco dopo, chiuse i battenti.
Tecla se ne andò anche da Milano, io e lei ci perdemmo di vista quasi definitivamente (giusto una volta andai a una sua presentazione di un romanzo di Carlotto).
E ora Tecla se n'è andata ancora più lontano, dove non è possibile ritrovarsi.
Ma rimane nella memoria tutto quel tratto di strada che abbiamo percorso insieme.

Lascio ad Eli le ultime parole che ha scritto sul profilo fb di Tecla.
"Sono capitata nella tua libreria in un pomeriggio di sole di tanti anni fa (stavo rincorrendo gente del newsgroup di fan di Stephen King, erano appena andati via). ci siamo messe a chiacchierare, mi hai offerto un caffè. io mi sentivo a casa, come difficilmente capita con qualcuno che hai appena conosciuto. tra noi è sempre stato così, anche se a volte ci siamo allontanate, poi ci ritrovavamo, sempre. Vorrei poter sperare che sarà così anche questa volta. Ti voglio bene".

Ciao, Tecla. Grazie.