giovedì 25 febbraio 2016

Il Premio Italia e le autoproduzioni

Dopo anni (un paio di decenni?) di frequentazione obliqua del mondo del fantastico italiano, essendo intervenuto in ottobre a Stranimondi, nuovo festival milanese del fantastico, per la prima volta quest'anno mi è arrivato l'invito al voto per il Premio Italia edizione 2016.
Un invito che arriva in un momento particolare della mia vita di lettore: proprio l'anno scorso ho scoperto il mondo del fantastico italiano autopubblicato e, di fatto, tutto quello che ho letto di autori nostrani rientra in quell'ambito.

Guardando il modulo da compilare, dove nelle varie categorie è prevista l'indicazione della casa editrice, ho voluto contattare gli organizzatori per sapere se potessero essere segnalate anche opere edite in proprio. La risposta è arrivata piuttosto velocemente ed è stata positiva.
Non so se qualcuno l'abbia già fatto in passato (tra i vincitori non ho visto opere che non fossero pubblicate da case editrici "reali") ma a me sembra una buona occasione per portare alla luce il "lato oscuro" del fantastico italiano e quindi procederò a segnalare alcuni autori e opere (ma anche artisti e illustrazioni) che già avevo citato in alcuni dei miei precedenti post, oltre ad autori, opere, collane e traduttori di ambito "tradizionale". A tal scopo ho utilizzato la dicitura "autopubblicato" laddove veniva richiesta l'indicazione della casa editrice.

Non so se questo possa servire per allargare la visuale dei lettori, per fare venire a contatto editoria ufficiale e non in modo pacifico o se le mie segnalazioni saranno talmente uniche e originali da perdersi in questa prima fase di segnalazione dei candidati.
La cosa migliore che posso fare è aggiungere questa sorta di dichiarazione di voto (senza nemmeno dare indicazioni sui nominativi; ai diretti interessati lo farò sapere in separata sede) su un blog marginale e dare un minimo di diffusione a questo post: chissà che qualche altro votante che abbia letto dell'indie nostrano non decida a sua volta di segnalare qualcosa di particolare e chissà che, magari, la prossima edizione del Premio Italia non contempli con chiarezza anche l'inclusione di autori e opere più che meritevoli che trovano vita come autoproduzioni.
Vi farò sapere come andrà a finire.


Add-on: le mie segnalazioni (8 marzo 2016)

Sono stato a lungo indeciso su come categorizzare i racconti indie: alla fine ho scelto di inserirli come "Racconto di autore italiano su pubblicazione amatoriale" piuttosto che "professionale" (nonostante l'indiscutibile professionalità delle pubblicazioni), intendendo con questo che non sono stati pubblicati da una casa editrice "classica".

Miglior illustrazione di artista italiano
- Doppia D II: Combustione, Corrado Vanelli, Autoprodotto (Amazon)
- Cosa fare in città mentre aspetti di morire, Luca Morandi, Autoprodotto (Amazon)
- Arresto di sistema, Annalisa Antonini e Giorgio Raffaelli, Zona 42

Curatore
- Sandro Pergameno

Traduttore
- Silvia Castodi e Marco Passarello
- Chiara Reali

Collana
- Biblioteca di un sole lontano, Delos Digital
- I libri dell'Iguana, Zona 42

Sito web amatoriale o rivista online amatoriale
- Il giorno degli zombi, https://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/

Romanzo di autore italiano - Fantascienza
- Grexit Apocalypse, Alessandro Girola, Autoprodotto (Amazon)

Romanzo di autore italiano - Fantasy
- Il Destino dell'Anima, Franco Carretti, Autoprodotto (Amazon)

Antologia di uno o più autori italiani
- Malombre, Nicola Lombardi, Dunwich Edizioni
- Whalton n.5, Marina Belli, Autoprodotto (Amazon)

Racconto di autore italiano su pubblicazione amatoriale
- Gli Ulivi non piangono al Plenilunio, Germano M., Autoprodotto (Amazon)
- La forma delle cose a venire, Davide Mana, Autoprodotto (Amazon)
- La vedova, Marco Siena, Autoprodotto (Amazon)

Articolo su pubblicazione amatoriale
- Il Wendigo tra antropologia, psichiatria, narrativa e cinematografia, Ivano Satos, http://kentuckymonamour.blogspot.it/

Romanzo o antologia personale internazionale
- Ancillary Sword, Ann Leckie, Fanucci
- Effendi, Jon Courtenay Grimwood, Zona 42
- Fratello della nave, Aliette de Bodard, Delos Digital

Fumetto di autore italiano
- Hellnoir, Pasquale Ruju e Giovanni Freghieri, Sergio Bonelli Editore

Film fantastico
- Crimson Peak
- Sopravvissuto - The Martian
- Il racconto dei racconti

Serie televisiva
- Sense8
- Jessica Jones
- Daredevil


Nessuna segnalazione nelle categorie "Rivista professionale", "Rivista non professionale", "Saggio in volume", "Fan", "Racconto di autore italiano su pubblicazione professionale", "Articolo su pubblicazione professionale".

giovedì 11 febbraio 2016

Ciao, Tecla. Grazie.

Io, Giuliana e Tecla
a San Rossore (2001)
E' già passato qualche giorno da che Tecla non è più con noi e ancora ho difficoltà a trovare parole per ricordarla.
Il primo incontro con lei avvenne a una presentazione di Marco Vallarino (grazie per la rinfrescata, Eli). Tecla era in compagnia di Giuseppe Lippi e io fui trascinato da quelle parti dalla mia amica Eli che aveva già avuto modo di conoscerla.
In quel periodo Eli ed io frequentavamo i newsgroup e a lei era sorto il trip di crearne uno dedicato al giallo (it.discussioni.giallo). La aiutai e creammo il gruppo che cominciò abbastanza velocemente a raccogliere un certo numero di frequentatori abituali.
Lo step successivo fu quello di organizzare un raduno per incontrarci di persona e Tecla propose la sua Libreria del Giallo, in via Peschiera a Milano.
Della libreria di Tecla io ed Eli eravamo già diventati piuttosto assidui e, considerato il clima degli incontri, fu un luogo naturale in cui conoscere gli altri.
Un luogo naturale perchè la Libreria del Giallo, paradiso della letteratura di genere (non solo giallo), era più che una semplice libreria: era una piazza di incontro tra autori e lettori, un posto magico in cui ti potevi perdere a curiosare tra gli scaffali per trovare la tua prossima lettura. E Tecla era sempre lì ad ascoltare e suggerire, mai a spingerti all'acquisto, piuttosto ad offrirti il caffè o il vino o anche solo il piacere della conversazione su qualsiasi argomento.
La Libreria del Giallo era una seconda casa e Tecla era amica, sorella, madre di noi abitué. Tanto che spesso eravamo a casa sua a chiudere le giornate di incontri o semplicemente a cenare e chiacchierare.
Oltre agli amici del gruppo di discussione (dopo il primo, i cosiddetti raduni si svolsero abitualmente sempre alla libreria di Tecla ad esclusione della splendida tre-giorni a San Rossore nel 2001), lì ho avuto modo di conoscere un sacco di persone, sia lettori che autori (ho cenato e chiacchierato con Spinrad, Sheckley, Gimenez-Bartlett, Deaver, Lansdale, Carlotto, Lucarelli, Pinketts, Garlaschelli, Crovi, Faletti e un sacco di altri). E Tecla era sempre lì, al centro di tutto, perfetta ospite.
La libreria era il mio "social", lo fu per un po' di tempo e poi mi allontanai, senza una particolare motivazione.
La libreria poi cominciò ad avere problemi e insieme a Tecla e ad alcuni amici tentammo, attraverso la creazione di un'associazione, di salvarla. Ma il comune di Milano non aveva sensibilità del valore culturale e sociale della Libreria del Giallo che, poco dopo, chiuse i battenti.
Tecla se ne andò anche da Milano, io e lei ci perdemmo di vista quasi definitivamente (giusto una volta andai a una sua presentazione di un romanzo di Carlotto).
E ora Tecla se n'è andata ancora più lontano, dove non è possibile ritrovarsi.
Ma rimane nella memoria tutto quel tratto di strada che abbiamo percorso insieme.

Lascio ad Eli le ultime parole che ha scritto sul profilo fb di Tecla.
"Sono capitata nella tua libreria in un pomeriggio di sole di tanti anni fa (stavo rincorrendo gente del newsgroup di fan di Stephen King, erano appena andati via). ci siamo messe a chiacchierare, mi hai offerto un caffè. io mi sentivo a casa, come difficilmente capita con qualcuno che hai appena conosciuto. tra noi è sempre stato così, anche se a volte ci siamo allontanate, poi ci ritrovavamo, sempre. Vorrei poter sperare che sarà così anche questa volta. Ti voglio bene".

Ciao, Tecla. Grazie.