lunedì 14 dicembre 2015

L'ultima apocalisse di Girola

La copertina di Luca Morandi
La "Grexit Apocalypse" è l'ultima di una lunga serie di apocalissi (pandemie gialle del Survival Blog, giganti che emergono dalla terra in "Nimrod", zombificazione dell'Italia e varie altre) messe in campo da Alessandro Girola e parte dalla crisi del debito greco coinvolgendo anche personaggi reali (Tsipras, Merkel, Renzi, Boschi), sviluppando l'idea di uno scontro tra Grecia ed Europa dalle connotazioni fantastiche e utilizzando un classico schema da "mondi paralleli" che vengono in contatto, quei mondi tipici di Girola che stanno dietro un diaframma invisibile e fragile, rielaborando miti ancestrali e offrendo al lettore parecchie citazioni (e autocitazioni), in evidente omaggio alla letteratura fantastica.

E' difficile aggiungere qualcosa alla preziosa introduzione di Lucia Patrizi a parte le impressioni di lettura: già entro la prima manciata di pagine ti ritrovi un paio di mostri giganti in piena azione che spazzano Rimini, un po' come il godzillone che ti spazzava la città nei primi Sim City (e tu non potevi fare altro che sperare che scomparisse al più presto), solo inquadrati da una trentina di metri di distanza il che fa molto più effetto.
E, più avanti, le battaglie tra kaiju che rimandano alla memoria lo scontro tra mostri promordiali nel "Viaggio al centro della Terra"; e io, in più, ci sento come colonna sonora "The Battle" di Rick Wakeman.

Five days out on an infinite sea, they prayed for calm on an ocean free,
But the surface of the water was indicating some disturbance.

The raft was hurled by an unseen source, two hundred feet, with a
frightening force and a dark mass rising showed to be a giant porpoise

Rising out of the angry sea, towered the creatures' enemy,
And so the two sea monsters closed for battle

Crocodile teeth, lizard's head, bloodshot eye, stained ocean red
Moving close to their raft's side, the two men prayed as one and cried
"Save me, save me, save me, save me"

The serpents' fight went on for hours, two monsters soaring up like towers
And driving down to the depths in a single motion

Suddenly, the serpent's head, shot out of the water bathed in red
And the serpentine form lay lifeless on the ocean

Crocodile teeth, lizard's head, bloodshot eye stained ocean red
Battle won, a victor's pride, the three men thanked the Lord and cried
"Praise God, praise God, praise God, praise God."

Scusate la digressione prog.

Il fantastico orrorifico dei mostri giganti viene immerso in uno scenario fantapolitico plausibile dove le varie potenze in campo cercano un assetto vincente in un contesto nuovo: troviamo i caratteristici giochi di potere tra donne e uomini "di potere" che sembrano sfociare in una classica corsa agli armamenti e poco importa che le nuove armi non siano nucleari ma siano, invece, idre, kraken, leviatani o manticore perchè sono sempre gli esseri umani a pretendere di avere il primato. 
Gli uomini usano i kaiju per arrivare a una sorta di soluzione della crisi greca ma la rivelazione al mondo dei "mostri triassici" e i dubbi sulla loro effettiva origine aprono possibili scenari dei quali la Grexit Apocapypse potrebbe essere solo un primo assaggio: "Non possiamo essere peggiori dei mostri che abbiamo affrontato" [...] "No? Speriamo. Ma, come diceva Rocky Balboa, se noi possiamo cambiare, allora tutto il mondo può cambiare. Forse...".

Un'ultima nota è relativa all'aspetto politico del romanzo: Maria Elena Boschi, che proprio in questi giorni si trova invischiata in una vicenda torbida di banche e affari, è tra i protagonisti principali, classicamente stilizzata come l'eroina brava, intelligente e bella ("Essere donna, bionda e italiana non fa di me un'oca"), l'eccentrico Orfeo Giannino della Loggia Colonna d'Arcadia rimanda alla sua controparte reale Oscar Giannino, la Merkel fa la crucca decisionista, Renzi fa sè stesso, Tsipras fa un po' l'ingenuo coglionazzo.
Io e Girola abbiamo sicuramente simpatie distanti e antipatie contigue in ambito politico: sarebbe, in ogni caso, un errore leggere "Grexit Apocapypse" come se fosse un trattato di geopolitica: si tratta "solo" di un buon romanzo che elargisce azione e meraviglia in un contesto riconoscibile quale il  nostro mondo quotidiano. Se non vi basta così, allora avete dei seri problemi.