venerdì 27 novembre 2015

"I'm not Synthetica"

Hey, I'm not Synthetica, oh
I'll keep the life that I've got, oh
So hard, hard to resist Synthetica, oh
No drug is stronger than me, Synthetica

We're all the time confined to fit the mold
But I won't ever let them make a loser of my soul

("Synthetica", Metric 2012)

Fotogramma del video "Synthetica"

C'è questa Emily, Emily Haines, figlia del poeta canadese Paul Haines (il quale ha, tra l'altro, collaborato con Carla Bley in "Tropic Appetites" ed "Escalator over the Hill") che mi ha sempre tirato matto.

Il primo incontro con Emily (e, per inciso, con Feist) è avvenuto facendo la conoscenza dei Broken Social Scene, uno dei più importanti collettivi della scena indie rock canadese. 
Qui è la voce di "Anthems For A Seventeen Year Old Girl" nell'album "You Forgot It in People" (2002) e suona abbastanza sciroccata per colpire la mia attenzione.
Nella compilation di B-sides "Beehives" (2004) la sua voce compare solo nel lungo brano "Backyards";  in "Broken Social Scene" (2005) vocalizza in "Swimmers" mentre compare su "Forgiveness Rock Record" (2010) insieme a Feist e Amy Millan nella traccia "Sentimental X's" (qui dal vivo con Feist al Toronto Island Musical Festival 2010).

Il suo doveroso spazio se lo prende, però, con i Metric: James Shaw alla chitarra, Joules Scott-Key alla batteria, Joshua Winstead al basso ed Emily alle tastiere (e voce, naturalmente).
Per farla breve, i Metric nascono indie e duri e via via diventano sempre più un gruppo da stadio: il suono sporco diventa sempre più stratificato, elettronico e pop ma la qualità rimane sempre alta (e la voce di Emily rimane sempre la voce di Emily).
Tanto per dare un'idea, ecco la discografia con un brano tratto da ogni album.

La fase alternative:

"Grow Up and Blow Away" (2001, ma uscito nel 2007)
  |> "Grow Up and Blow Away"

"Old World Underground, Where Are You Now?" (2003)
  |> "Combat Baby"

"Live It Out" (2005)
  |> "Monster Hospital"

Qui la svolta pop dei Metric:

"Fantasies" (2009)
  |> "Help I'm Alive" (a short film by Deco Dawson, 2009)

"Synthetica" (2012)
  |> "Artificial Nocturne"

"Pagans In Vegas" (2015)
  |> "Cascades"

Qualche pezzo dei Metric è comparso anche in film, come ad esempio "Eclipse: The Twilght Saga" (2010) di David Slate"Cosmopolis" (2012) di David Cronenberg.

"The Twilight Saga: Eclipse" (2010)
  |> "Eclipse (All Yours)"

"Cosmopolis" (2012, con Howard Shore)
  |> "Long to Live"


A suo nome sono usciti pochi album, uno nel 1996, "Cut in Half and Also Double", un'autoproduzione in 2000 copie (mi manca, cazzo!) e un altro paio (un album e un EP di coda all'album) nel 2006/2007, proprio in quell'intervallo di tempo che separa i "vecchi" dai "nuovi" Metric.
In entrambi questi album, a nome Emily Haines and the Soft Skeleton, la Haines sembra voler scarnificare il suono dei Metric, andando a percorrere territori che stanno tra il dream-pop e la vena cantautorale, dimostrando il proprio ecletticismo.
Una piccola nota aggiuntiva: le copertine ricalcano lo stile di quella di "Escalator over the Hill" di Carla Bley, in evidente omaggio alla collaborazione del padre a quel lavoro.

"Cut in Half and Also Double" (1996)
  |> "Freak"

"Knives Don't Have Your Back" (2006)
  |> "Doctor Blind"

"What Is Free to a Good Home?" (2007)
  |> "Rowboat"


L'ultima volta che la voce di Emily mi ha colto di sorpresa è stato, non molto tempo fa, con la cover di "Expecting to Fly" dei Buffalo Springflield tratta dalle "iTunes Sessions" dei Metric del 2011 (che mi era bellamente sfuggita).

Qui il video diretto da Christopher Mills e qui un video con il pezzo originale (canta Neil Young).

There you stood
on the edge of your feather,
Expecting to fly.
While I laughed,
I wondered whether
I could wave goodbye,
Knowin' that you'd gone.

By the summer it was healing,
We had said goodbye.
All the years
we'd spent with feeling
Ended with a cry,
Babe, ended with a cry,
Babe, ended with a cry.

I tried so hard to stand
As I stumbled
and fell to the ground.
So hard to laugh as I fumbled
And reached for the love I found,
Knowin' it was gone.

If I never lived without you,
Now you know I'd die.
If I never said I loved you,
Now you know I'd try,
Babe, now you know I'd try.
Babe, now you know I'd try,
Babe.

Di questa canzone mi innamorai all'istante la prima volta che la sentii (a long time ago in a galaxy far, far away): la Haines (con i Metric, naturalmente) è riuscita a farmela tornare alla memoria e a proporla rinnovata mantenendone l'atmosfera e forse perfino migliorandola sul versante delll'espressività.

Ah, Emily...