sabato 26 settembre 2015

Il cybernoir del Duca Bianco, vent'anni dopo

Lasciati i suoi dimenticabili (a parte "Let's Dance" e il "Glass Spider Tour" dal vivo) anni '80 alle spalle e dopo un tentantivo di tornare ad una forma rock meno compromessa con gli aspetti più commerciali insieme ai Tin Machine (un paio di album non proprio da buttare in toto e la presenza di un ottimo chitarrista come Reeves Gabrels), negli anni '90 David Bowie si ripresenta al pubblico con la voglia di esplorare terreni nuovi e nel 1993 escono due album contrapponibili: "Black Ties White Noise" è un album da studio, raffinatamente pop e con accenni di hip-hop, "The Buddah of Suburbia" è la colonna sonora di una miniserie TV inglese tratta da un romanzo di Hanif Kureishi e qui Bowie pare esprimersi in maggiore libertà, andando a recuperare quelle sfumature ambient che caratterizzavano in parte i suoi capolavori berlinesi, complice principale dei quali era stato Brian Eno
Proprio da questo recupero, il Duca Bianco riprende una strada di qualità, con il pregio ulteriore di attualizzare quelle sonorità agli anni '90 (notevole l'influenza industrial nelle sonorità presenti in questo disco e nel successivo), e il 26 settembre 1995 pubblica uno dei suoi album, a mio parere, più interessanti dal titolo particolarmente elaborato: "1. Outside - The Nathan Adler Diaries: a hyper cycle". 
Dopo vent'anni "Outside" (e, in parte, anche l'album che è seguito due anni dopo, "Earthling") si conferma essere una pietra miliare nella lunga discografia del Duca: gli anni "zero" l'hanno poi visto pubblicare alcuni album che sono decisamente sotto i suoi standard e ci è toccato aspettare quasi altri vent'anni, fino al 2013, per avere finalmente un nuovo disco all'altezza delle sue capacità ("The Next Day").

All'inizio del nuovo millennio, quando mi occupavo della gestione di gialloWeb insieme all'amica Elisabetta, considerate le tematiche noir e cyberpunk dell'album avevo scritto un post che ripropongo qui, oggi, in occasione del ventennale dell'uscita dell'album.
Come sottofondo della lettura vi propongo la versione integrale dell'album disponibile su YouTube a questo link.


L'Investigatore Professor Adler della Art-Crime Inc.

Mi chiamo Nathan Adler, o meglio, nel mio giro sono l'Investigatore Professor Adler. Sono distaccato presso la divisione Art-Crime Inc., società di recente "istigazione", fondata col contributo del Protettorato delle Arti di Londra quando ci si rese conto che l'investigazione nel campo dei crimini d'arte era di per sè inseparabile da altre forme espressive e, quindi, necessitava del supporto di tale importante organizzazione.

Così si presenta il protagonista di "Outside", concept album di David Bowie del 1995, chiamato ad investigare su un "delitto d'arte" l'ultimo giorno dell'anno 1999: il corpo di una ragazzina quattordicenne, Baby Grace Blue, è stato dissezionato ed esposto come opera d'arte, appeso ai pilastri dell'ingresso principale del Museo di Parti Moderne di Oxford Town, New Jersey.
Delitto o arte? Il crimine si inquadra in un filone artistico che trae origine negli anni '70 dai Castrazionisti viennesi e dai rituali di sangue di Nitsch, passando per l'autolesionismo di Chris Burden, per l'affare dello Squalo/Vacca/Pecora di Damien Hirst e per Ron Athey che incide il proprio e gli altrui corpi secondo un modello che persegue un processo di autorepulsione, sofferenza, guarigione e redenzione.

Bowie ci racconta questa storia utilizzando il metodo di decostruzione e rimontaggio proprio di Burroughs, il cut-up, offrendone una duplice interpretazione sia a livello propriamente stilistico che contenutistico, dato il particolare tipo di crimine e il metodo utilizzato per affrontare il problema: infilare tutti i dati in un computer Mack-Verbasiser e farli elaborare dal programma Metarandom "che ri-compone i fatti della vita reale come im-probabili fatti virtuali". Adler ritiene di poter riuscire a trarre da tale procedimento una o due indicazioni utili sul delitto.

La storia che ne segue diviene necessariamente non-lineare, addirittura ricorsiva e i "sospetti" che vengono introdotti hanno, a loro volta, riferimenti al percorso artistico sopra citato e, ovviamente, riferimenti alla vittima.
"Ramona A. Stone: femmina, caucasica, sui quaranta, trafficante di droga e Futurista Tirannica".
"Leon Blank: maschio, razza mista, ventiduenne, tre reclusioni per furto di lieve entità, appropriazione indebita e plagio".
"Algeria Touchshriek: maschio, caucasico, di 78 anni, proprietario di un piccolo stabilimento ad Oxford Town, trafficante in droghe artistiche e impronte genetiche. Innocuo, solitario".

Dall'analisi e dalla ricomposizione casuale dei dati, Adler ripercorre la storia di Ramona A. Stone, che a Berlino nel '77 era la "Principessa senza futuro" del Tempio Caucasico del Suicidio e a Londra (Canada) nell'86 era la proprietaria di una catena di negozi di gioielli a forma di parti corporee. L'ultima notizia nota riguarda il riferimento ad una gravidanza che "avrebbe avuto come risultato un essere che ora avrebbe circa 14 anni. Se fosse ancora vivo."

Continua...: cosi' si interrompe la vicenda di cui è già previsto un secondo atto ("Inside"), che, purtroppo non è ancora stato realizzato e in cui si spera che venga finalmente svelato il volto dell'artista-Minotauro, "nero spirito polivalente".

E' interessante notare l'utilizzo che viene fatto da Bowie, sicuramente non un giallista di mestiere, degli strumenti del giallo e del noir per affrontare un tema a lui particolarmente caro: quello dell'arte.
Bowie, infatti, si sente artista a tutto campo. Nasce come artista musicale che da sempre ha cercato di dare un volto alla propria musica proponendo, durante la sua carriera, i più disparati personaggi: spaziali (l'indimenticabile Ziggy Stardust), glamour, tragici (ai tempi berlinesi di "Heroes" e "Low"), pop ("Let's Dance", "Absolute Beginners"). E spesso lo si è visto al cinema in ruoli assai diversi tra loro: e' stato "L'uomo che cadde sulla Terra", un internato in un campo di concentramento giapponese ("Furyo") e ha perfino recitato la parte di Ponzio Pilato ("L'ultima tentazione di Cristo").
Negli ultimi anni Bowie si vuole proporre anche come artista figurativo e con "Outside" (sulla cui copertina spicca un suo autoritratto) cerca la propria legittimazione.
Non è facile dire se sia riuscito o meno nel proprio intento, ma, dal punto di vista musicale, "Outside" si rivela un'opera piuttosto interessante. Bowie attinge a tutte le sue esperienze musicali precedenti, fondendole in un rock di grande attualità soffuso di elettronica d'ambiente, ritmi industriali e melodie pop, e crea una "colonna sonora" che si adegua perfettamente all'ambientazione cyber-noir della storia.
Tutto questo è anche dovuto alla qualità delle collaborazioni e delle partecipazioni al progetto, in primis quella di Brian Eno, vero "musicista totale" non nuovo a progetti artistici multimediali, ma senza trascurare il contributo di Erdal Kizilcay, Mike Garson, Carlos Alomar, Reeves Gabrels, Sterling Campbell e Joey Baron.

"L'arte è una fattoria; il mio lavoro è quello di trovare grani di pepe nei letamai": rimaniamo in attesa, dunque, che l'Investigatore Professor Adler concluda al più presto la sua indagine e ci riveli se siano grani di pepe le "opere" incriminate, sia quella dell'artista-Minotauro che quella dell'artista-narratore.

Nota
Le parti riportate dal testo di Bowie sono state tradotte da me, verificandole con la traduzione di Tito Schipa jr. sul sito del FanClub italiano di Bowie "Velvet Goldmine" alla pagina dei testi di "Outside".


A coronamento del post, questo link vi porterà al video su YouTube di "The Heart's Filthy Lesson".

(Heart's filthy lesson)
There's always the Diamond friendly
Sitting in the Laugh Motel
The Heart's filthy lesson
With her hundred miles to hell

Oh, Ramona - if there was only something between us
If there was only something between us
Other than our clothes
Something in our skies
Something in our skies
Something in our blood
Something in our skies
Paddy, Paddy
Who's been wearing Miranda's clothes?

It's the Heart's filthy lesson
Heart's filthy lesson
Heart's filthy lesson
Falls upon deaf ears
(Heart's filthy lesson)
It's the Heart's filthy lesson
Heart's filthy lesson
Heart's filthy lesson
Falls upon deaf ears
Falls upon dead ears

(Heart's filthy lesson)
Oh Ramona, if there was only some kind of future
Oh Ramona, if there was only some kind of future
And these cerulean skies
Something in our skies
Something in our skies
Something in our blood
Something in our skies

Paddy, Paddy?
Paddy oh Paddy,
I think I've lost my way
(Heart's filthy lesson, Heart's filthy lesson)
I'm already five years older I'm already in my grave
(Heart's filthy lesson, Heart's filthy lesson)
I'm already
I'm already
I'm already
(Heart's filthy lesson, Heart's filthy lesson)
Will you carry me?
Oh Paddy, I think I've lost my way
Paddy, what a fantastic death abyss
Paddy, what a fantastic death abyss
(Heart's filthy lesson)
It's the Heart's filthy lesson

Tell the others
(Heart's filthy lesson)
It's the Heart's filthy lesson
Paddy,
What a fantastic death abyss
Tell the others
(Heart's filthy lesson)
It's the Heart's filthy lesson
Paddy,
what a fantasic death abyss
(Heart's filthy lesson)
It's the Heart's filthy lesson
Tell the others.