domenica 23 agosto 2015

Rodi, agosto 2015 (immagini, ascolti, letture)

|> Intro

Quello che mi ha colpito di Rodi, percorrendola in lungo e in largo, è quanto sia vario il suo paesaggio: la costa est è fatta per godere comodamente del mare, la costa ovest è più selvaggia e ventilata, l'istmo a sud è il regno dei kitesurf, a nord si trovano Rodi City (in particolare la bellissima "Old Town") e Faliraki (la zona per turisti più modaioli); l'interno è tutto un altro mondo: è imperdibile la Valle delle Farfalle ma, in generale, tutti i panorami sono spettacolari (montagne, laghi, boschi e capre).   
Non starò troppo a dilungarmi su descrizioni particolareggiate di quanto ci sia da vedere a Rodi (per questo tipo di informazioni esiste Google che rimanda a siti certamente più esaustivi di un generico post) ma mi affiderò alle immagini. 
A seguire vi propongo la colonna sonora che ha fatto da sfondo agli spostamenti in macchina e le (pochissime) letture estive.

La bella immagine utilizzata come copertina di questo post vorrebbe rappresentare il nuovo Colosso di Rodi (foto di C. Villa e rielaborazione mia); tutte le altre immagini (e rielaborazioni) sono mie.


|> Le immagini

Blogger pare non essere proprio l'ideale per metterci una galleria d'immagini ben ordinata. Senza avventurarmi in web slideshow esterni, sono riuscito a piazzare qui una selezione dei miei scatti.
Mi scuso in anticipo per l'eventuale resa su desktop (la sto sperimentando ora e pare dignitosa) e su dispositivi mobili (sento che sarà uno sfacelo).

Un flow più esaustivo lo potete trovare sul mio account Instagram: qui.
Meno foto ma in dimensioni e formati più accettabili sono sul mio account EyeEm: qui.
Su entrambe le piattaforme mi potete trovare con lo username fabiorcrespi (se mi "amicate", fatevi riconoscere).



Tsampika Beach
Tsampika Beach













 
Prasonisi
Prasonisi














 

Lindos
Lindos











 
Agathi Beach

Agathi Beach















Petaloudes
Petaloudes














Ancient Kamiros
Ancient Kamiros














Kritinia Castle
Kritinia Castle














On the road
On the road
















Monolithos
Monolithos













Tragonou/Traounou

Tragonou/Traounou















Rhodes (Old Town)
Rhodes (Old Town)











Rhodes (Old Town)

Rhodes (Old Town)

















In hotel
In hotel
Vlycha Beach
In hotel




Vlycha Beach

|> La colonna sonora

Prima di partire ho assemblato al volo una selezione di una dozzina di cd (tanti ce ne stavano nell'apposito contenitore) per fornire la colonna sonora agli spostamenti in auto.
In una dozzina di giorni e un migliaio di chilometri in Panda siamo riusciti a farli girare tutti (alcuni tanto, alcuni poco).
Ecco la lista (e, da ogni album, un brano con link a YouTube; due dall'unico album doppio).


(da "Californication", 1999)

(da "Ram", 1971)
(da "Pale Communion", 2014)

(da "How Big, How Blue, How Beautiful", 2015)

(da "After Dark, My Sweet", 2006)

(da "No Mythologies to Follow", 2014)

(da "Mosquito", 2013)

(da "Pure Heroin", 2013)

(da "Warpaint", 2014)

(da "Delicate Sound of Thunder", 1988)

(da "Delicate Sound of Thunder", 1988)

(da "Tuareg", 1996)


|> Le letture

Molto poche, rispetto al solito. Ma tutte di qualità.

Ann Leckie: "Ancillary Sword" ("Imperial Radch", vol. 2; Fanucci)
Primo ritorno: il secondo romanzo dell'Imperial Radch (imperdibile e necessario il primo, "Ancillary Justice") ci trasporta su un remoto pianeta nella sfera d'influenza radchaii. Breq, ex ancella (terminale di astronave, la Justice of Toren, ma di fatto IA della nave) viene investita del ruolo di Capitano di Flotta al comando della Mercy of Klar) in missione di contenimento: il Radch sta subendo la frattura del suo Signore supremo, Anaander Mianaai, e la guerra secolare tra le diverse parti (cloni) del boss, resa ormai palese nel romanzo precedente, pone a tutti il dilemma di quale sia la parte giusta. A tutti compresa Breq, intelligenza artificiale affrancata dal suo essere nave e che trasporta tre millenni di conoscenze in un corpo umano. Breq, elevata da Mianaai ad essere una sorta di arbitro che si può muovere al di fuori delle regole del gioco. Mentre il primo libro era incentrato sulla figura di Breq, questa seconda parte si lega alle vicende personali della protagonista ma meglio dipinge gli aspetti della cultura radchaii e i rapporti con altre razze. 
Nella traduzione di questo romanzo viene meglio resa l'inconsistenza (o, meglio, l'annullamento delle differenze) del genere, inteso come distinzione uomo/donna, rispetto al primo volume dove i passaggi tra genere maschile e femmile generavano qualche confusione alla lettura. 
Più gender per tutti!

Jon Courtenay Grimwood: "Effendi" ("The Arabesk Trilogy", vol. 2; Zona42)
Secondo ritorno: dopo i toni noir di "Pashazade", l'affresco di storia alternativa che vede El Iskandryia (Alessandria d'Egitto) essere la città franca al centro degli interessi delle potenze mondiali (l'Impero Ottomano, gli Americani, i Tedeschi, i Francesi, gli Inglesi) acquista maggiore consistenza e profondità. Le indagini che conduce Ashraf Bay, prima in qualità prima di Ispettore Capo e poi di Governatore della Città, portano, strato dopo strato, alla rivelazione dei delicati equilibri (politica, affari, corruzione) che consentono alla città di rimanere indipendente a dispetto degli interessi delle potenze coinvolte. Una storia cruda che gronda del sangue di pezzenti e di bambini, una storia specchio della nostra realtà, una storia che si ferma sull'orlo di un precipizio lasciando in sospeso il futuro che si attende di conoscere nel prossimo conclusivo romanzo. 

Lucia Patrizi: "Il posto delle onde" (autopubblicato, disponibile su Amazon)
Se nel precedente romanzo, "My Little Moray Eeel", l'autrice ci accompagnava, insieme alla protagonista, in un percorso di possibile confronto con la diversità, questo romanzo ci scaglia su un piano ancora più estremo. E' l'ineluttabile apocalisse, col suo carico di mostri ed alienità, quella in cui vivono (e si raccontano) le due protagoniste. Ma la storia d'amore, che le lega sempre più profondamente (gender pure questa storia, sì), è anche il fulcro di un possibile rinnovamento attraverso l'accettazione e l'adattamento alle proprie e altrui trasformazioni.
Lucia Patrizi riesce a fondere i diversi aspetti del fantastico e li trasforma in un romanzo profondo come il mare, scandito, come il precedente, da una propria colonna sonora e da versi strappati a De Andrè.


|> Outro

A Rodi ci dobbiamo tornare perché pare sia bellissima (anche) in primavera. E soprattutto per dedicare maggior spazio alle parti culturali, in particolare al Museo Archeologico che abbiamo brutalmente saltato a piè pari.


|> That's all, folks! <|