sabato 25 luglio 2015

Carrellata di letture per l'estate [M-Z]

(foto di Fabio R. Crespi)
Vado a completare la carrellata cominciata nel post precedente [A-L].


Germano M.: "Le bambole del Latemar"
Con questo racconto di Germano M. si allarga quel panorama, ideato da Alessandro Girola e denominato "Italia Doppelganger", nel quale le varie storie che vengono narrate vanno a dipingere una realtà oscura che si cela appena dietro ad un velo di apparenza.
La protagonista de "Le bambole del Latemar", è una giovane ragazza malata di tumore, quasi terminale, che torna alle proprie origini altoatesine per cercare un artista maledetto del quale è nota la scultura di un terribile Cristo neonato in croce che trasuda inquietudine e dolore e dal quale ha intezione di ottenere, con le buone o con le cattive (o in qualche altro modo che lei stessa non sa quale possa essere), un'opera che possa procurarle abbastanza per ricoverarsi in una clinica svizzera.
Il rifugio dell'artista è in prossimità delle Bambole del Latemar, formazioni rocciose la cui origine viene raccontata in una leggenda di streghe, bambini e artigiani.
Il racconto, breve ma compiuto, si avvolge attorno a questa leggenda e Argelia (Argy per gli amici) attraversa, nella sua ricerca, quel famoso velo che separa la realtà da stratificazioni di orrore e acquisisce, o riacquista, quella capacità di riconoscere (e riscoprirsi parte di) un mondo totalmente diverso, un mondo che, forse, può essere osservato anche indossando degli occhiali giocattolo a raggi x (ma solo se ne hai già preso coscienza).


Gianluca Malato: "La maschera d'oro"
Prendere un mercenario e un ladro, aggiungere una maschera d'oro come esca e buttare tutto in pasto a una setta dedita a riti oscuri: una situazione da classico Sword & Sorcery per una storia che scorre liscia e veloce. E che funziona. Baltak il mercenario non è un eroe senza macchia e, forse, non è nemmeno il massimo della simpatia ma questo rapido abbozzo del mondo in cui si muove invoglia ad approfondirne la conoscenza.


Davide Mana: "Un fil di fumo"
È un racconto mystery ambientato nel Giappone degli anni '60. Oppure è una sorta di spy story che coinvolge paesi amici ex-nemici. Oppure è la storia di vecchi commilitoni che si sono persi nel tempo. Oppure è un colpo di genio che raccoglie tutti quegli aspetti e li fa convergere verso un orrore primordiale. Ecco, sì, è un mix geniale.


Davide Mana: "La Forma delle Cose a Venire"
E' una ucronia letteraria, questa, che vede Bob Howard e H.P. Lovecraft come punti focali di un mondo in cui quello che, qui e ora, è creazione letteraria assume, di là, connotazioni reali. Un mondo che viene costruito nell'attimo in cui "ciascuno di noi decide di impegnare l'istante che ci viene concesso vivere" e "che diventa di capitale importanza poiché è tutto ciò che ci è concesso". E' una ucronia da sogno e, a chiudere, i Jefferson Starship ci ricordano che sognare forte può fare la differenza.


Banshee Miller: "Grassoni"
Torna Uretro, il daimon che ha deciso di essere una specie di supereroe e che già risolse i problemi alla Madunina di Milano (storia narrata ne "La Madunina" dello stesso autore). Torna per risolvere un'altra grana super-umana: stavolta si tratta di capire come i clienti di un centro commerciale diventino ad un tratto tanto affamati delle merci, che abitualmente comprano, da divorarle e diventare, appunto, "Grassoni". Una satira della società dei consumi che riduce gli uomini a esseri decerebrati e ingordi, Il racconto procede sul filo dell'eccesso e della bizzarria e con l'adeguato sottofondo di una canzone di Patty Pravo remixata da un cantante neomelodico. Uretro arriva, trova la soluzione e se ne va, come nell'episodio precedente. Speriamo torni di nuovo.


Isabella Ninfole: "Obscura"
Per l'autrice le paure innate sembrano essere una porta verso l'orrore, un orrore crudo, spesso rivelazione improvvisa frutto di un cambio di prospettiva. Isabella Ninfole, in questi brevi racconti, non va morbida con nessuno, sia quando l'orrore sembra essere il compimento di una punizione (come in "A-scendere"), sia quando l'orrore è la presa di coscienza di uno status quotidiano ("Le infradito"). In ogni caso siamo gli artefici dei nostri orrori perché "nulla succede per colpa del fato, ogni strada ha sempre diversi sbocchi, il destino è solo il sentiero più facile e prevedibile".


Miriam Palombi: "Oscure visioni"
Una lunga serie di racconti da leggere senza fretta per goderseli uno ad uno. Una catena di paure senza tempo, dai toni quasi vintage: case infestate, tunnel dell'orrore, deformità, stregonerie, ritorni, freaks, follia, babau e altre "oscure visioni" che da sempre ci trasmettono brividi. L'autrice introduce i racconti con una brevissima storia dell'horror e con questi racconti rende un riuscito omaggio al genere nella sua forma più classica.


Daniele Ramella: "L'isola del Drago"
Due tempi diversi, 392 d,C, e 2016, per dare nuova vita alla leggenda del drago del Lago d'Orta attraverso una storia fantasy tutta italiana.
Nella prima parte, un'ucronia protocristiana, l'autore ci presenta il presbyter Iulius che, insieme al suo discepolo Iulianus e col mandato dell'imperatore Teodosio, si occupa dell'evangelizzazione della pagana Italia transpadana e incappa nella leggenda del drago di un lago vicino al castrum che lo ospita. Il furore religioso, meglio definibile come fanatismo, lo fa imbarcare nell'impresa di spazzare via la leggenda por fare spazio alla nuova religione. Sarà la leggenda stessa a rendersi ancora più leggenda e il discepolo, sicuramente meglio provveduto di ragione rispetto al magister, lascerà che Iulius abbia la sua gloria postuma e posticcia.
Poco meno di duemila anni dopo, due youtubers indagano sulla storia che vuole che le suore del convento di Orta S. Giulio custodiscano una vertebra di drago. Le indagini sul campo li portano a conoscere Francesca, una ragazza dall'aria sciroccata ed "esperta" di draghi, che li convince che le suore custodiscano, invece, un uovo di drago. Varie saranno le vicissitudini per impossessarsene e incredibile la meraviglia quando dovranno ricredersi sul fatto che la loro nuova amica sia una sciroccata e la leggenda riprenderà il volo.


Davide Schito: "Il tram del tempo"
Un breve racconto sul modello di uno dei più classici paradossi temporali, un loop meneghino tra un futuro post-apocalittico e l'oggi. Se, come me, vi capita spesso di prendere il tram a Milano, leggere di un tram che riesce a risalire il fiume del tempo vi darà, magari, un piccolo brivido la prossima volta che ci salirete.


Lorenzo Sartori: "Lo strano caso di Michael Farner" ("Michael Farner" ep.1)
Una fulminante metastoria dove realtà e fiction si intersecano quasi "à la Dick". Michael Farner, ex scrittore di thriller di successo è assillato dai personaggi che uccide nei suoi romanzi. Quando un suo personaggio gli viene presentato in carne e ossa (solitamente i suoi assillatori non sono visibili ad altri), la vicenda prende una piega diversa e Farner si fa una nuova idea di come debbano andare le cose nelle storie. La relativa brevità del racconto è un pregio che rende vivide queste realtà (o finzioni) che si succedono una all'altra.


Lorenzo Sartori:  "Il ritorno di Michael Farner" ("Michael Farner" ep.2)
Diverso nei toni e negli intenti rispetto a "Lo strano caso di Michel Farner" (che, però, andrebbe necessariamente letto prima di questo), il racconto punta maggiormente sull'azione pur continuando a giocare con le possibili variazioni tra realtà e fiction: è assai divertente assistere alle svolte della stessa storia indotte dai diversi autori. A chiudere, l'autore ci offre un ulteriore spostamento di piano e ci lascia un po' come davanti alla trottola finale di "Inception".


Marco Siena: "La vedova"
Marco Siena ci delizia con un altro ritorno agli anni '90 della provincia italiana: laddove ne "Il nodo della strega" il ritorno era opera non naturale, in questo caso il trucco è un racconto-nel-racconto. La geografia delle ultime storie di Marco assume connotazioni ancora più precise dando un nome al luogo, Presello (non perdete tempo a cercarlo su Google Maps), e una collocazione precisa (la provincia modenese). La storia è da film horror tipico dello stesso periodo in cui è ambientata: una vicenda di adolescenti, con tutti i loro dubbi e le loro speranze, e atavici mostri. Un racconto che si comincia, si legge d'un fiato, si finisce e vorresti subito avere sottomano un'altra storia di Presello e dintorni perchè da quelle parti succedono un sacco di cose da paura.


Coda
Per quanto mi riguarda, come al solito, ho già accumulato materiale per coprire almeno i prossimi due anni. Anche tre. L'idea sarebbe di tornare prevalentemente alla fantascienza: alcuni ebook di Zona 42 (Viscusi, Stross, Grimwood), di DelosBooks (gli innumerevoli arretrati di Biblioteca di un Sole Lontano, Robotica, Robotica.it e Urban Fantasy Heroes) e di Fanucci (Eschbach, Reynolds, Powers, Lessing) sono in lista d'attesa da un po'.
Poi ho da parte "Wormhole" di Serena M. Barbacetto da quasi un anno (l'avevo perfino comprato due volte su BookRepublic nel giro di una settimana) e "Il posto delle onde" di Lucia Patrizi ("My Little Moray Eel" mi aveva colpito talmente tanto da decidere che questo l'avrei letto in condizioni ottimali per tempo disponibile e rilassamento mentale).
Ah! E "Ancillary Sword", secondo volume dell'Imperial Radch di Ann Leckie.
E i Dunwich e i Nero Press accantonati (Vergnani, Gandolfi, Gazzarrini, Rossetti/De Meo, Milani, Picciutti).
E altri lavori degli autori citati in questo doppio post.
E autori da scoprire in base ai consigli raccattati sui social.
E gli Urania, cazzo!
E...

Buone letture.