lunedì 15 dicembre 2014

... and then there was prog


Gli Opeth, band svedese, arrivano dal death metal tipico dei paesi nordici. I primi album hanno quel suono pesante e quelle voci pesanti ma pure quel qualcosa di più che riesce a catturare l'attenzione degli ascoltatori meno portati al metal. 
Di album in album la progressione è notevole.
Progressione. 
Prog.
Il lato prog è sempre più marcato e nel 2001 pubblicano un capolavoro da urlo, perfetta commistione di metal e prog: "Blackwater Park", un album essenziale sia che si ami un genere piuttosto che l'altro.
Seguono a stretto giro una coppia di lavori, una specie di doppio album separato, ("Deliverance", 2002, e "Damnation", 2003) dove il suono viene ristrutturato lasciando nel primo album l'aspetto metallico e nel secondo l'aspetto progressivo. Nel complesso i tre lavori rappresentano il culmine dell'esperienza sonora degli Opeth.
Ma Mikael Åkerfeldt, voce e leader del gruppo, pare intenzionato a percorrere una strada propria e, incurante della disaffezione che può provocare nei fan della prima ora, gli Opeth si allontanano sempre di più dal death metal e suonano sempre più progressivi.
Fino a questo ultimo album, "Pale Communion" (2014), che non ha più nulla di metal.
Nulla.
E forse in questo nulla si perdono purtroppo tutte quelle atmosfere contrastate tipiche dei vecchi lavori.
Ma il prog che suonano è davvero stellare.
E, in più, non manca neppure una citazione-omaggio ai nostri Goblin.
Rimaniamo in attesa di sapere dove Åkerfeldt andrà a parare da qui in poi. 

Anche Arjen Anthony Lucassen, musicista olandese, ha sempre fatto metal alla propria maniera.
Intorno al suo moniker Ayreon ha sempre raccolto diversi personaggi del mondo del rock e del metal proponendo dei concept album ad ispirazione fantastica (fantasy, fantascienza e tutte quelle robe lì che mi piacciono un sacco): "Actual Fantasy" (1996), "Into the Electric Castle" (1998), "Universal Migrator" (2000) già dai titoli rendono abbastanza l'idea. 
La sua musica è sempre stata un misto di metal (meno virulento di quello nordico) e space rock: di fatto, Ayreon, lo si trova ovunque catalogato come progressive metal.
L'ultimo album, "The Theory of Everything" (2013) non fa eccezione rispetto alla sua produzione precedente se non che la componente prog risulta molto più marcata.
Ma molto di più!
Una scelta non casuale, si suppone, avendo tra gli strumentisti Rick Wakeman, Keith Emerson e Steve Hackett.

... and then there was prog.

Eccovi un paio di assaggi: