domenica 14 settembre 2014

A volte ritornano

Mentre si discute del "regalo" degli strabolliti U2 all'ecosistema Apple, quasi che non abbiano solo da guadagnarci (e tanto), considerata pure la dimenticabilità di tutta la loro produzione da "Pop" (compreso) in poi, ci sono almeno un paio di ritorni più che interessanti (e sicuramente più significativi degli U2).

Gli Interpol escono con il loro quinto album, "El Pintor", e sembrano trovare le corde quasi ormai dimenticate dei loro due primi magnifici album ("Turn on the Bright Light", 2002 e "Antics", 2004) dopo un album scipito (ma non proprio brutto quanto la copertina), "Our Love to Admire" (2007), e un tentativo di ritrovare una strada identificabile (l'eponimo "Interpol", 2010).
Ascoltando questo ultimo album la prima cosa che ti viene da dire è: "Cazzo, ma sono gli Interpol!", che, se non si capisse, per me è un complimento.

Al contrario degli Interpol, i Blonde Redhead proseguono lungo un percorso che li allontana sempre di più dalle origini noise: da "23" (2007), attraverso "Penny Sparkle" (2010) arrivano a questo "Barragàn" smorzando sempre di più le spigolosità e immergendosi in sonorità e melodie quasi evanescenti pur rimanendo distintivamente riconoscibili ("Cazzo, ma sono i Blonde Redhead!", come direi io).

Aggiungerei un bonus disc: "Crush Songs" è il primo disco solo di Karen O (degli Yeah Yeah Yeahs) ed è spiazzante. Si tratta quasi di una raccolta di abbozzi di canzoni, un approccio decisamente lo-fi, dove gli arrangiamenti sembrano essere volutamente mantenuti ad un livello minimale per dare voce al proprio lato emozionale. Interessante. 
Il regista Spike Jonze gira un video "a sopresa" per Karen O facendo danzare Elle Fanning sulle note del primo brano dell'album, cogliendo l'atmosfera intima e libera che caratterizza l'intero album.
Eccolo: 



Nel frattempo io mi sono innamorato (a scoppio ritardato) di Anna Calvi ma non ve ne parlerò ora. :P