lunedì 29 settembre 2014

Letture estive

Ci risiamo: quest'estate mi ha ripreso la foga della lettura.
O, meglio, la foga degli acquisti di libri perché la lettura mi ha tenuto impegnato soprattutto durante il paio di settimane di ferie.
Per riprendere l'attività (ormai troppo saltuaria) mi sono dedicato soprattutto al formato "breve" (ho sempre rifuggito i racconti brevi preferendo opere di dimensioni comprese tra il mattone e il monolite di 2001) perché mi hanno fatto ingolosire i "Bus Stop" di Delos Books; si tratta di una collana (un format) strutturato in sottocollane (alcune delle vere e proprie serie) che toccano i generi più vari: romantica, erotica, spionaggio, thriller, sherlockholmes (che fa genere a sè da anni), fantasy, urban fantasy, horror,  e poi fantascienza, fantascienza e ancora fantascienza.

Mi sono bevuto la serie "Robotica", "Robotica.it", "Cronache di un Sole lontano" (a cura di Sandro Pergameno), sono alle prese con i "Classici della Fantascienza Italiana", Mi sono gustato la fantapsichedelia di Emanuela Valentini (la miniserie "Red Psycheldelia"), ho da parte la serie "Tecnomante" di Valentino Peyrano (che, nel frattempo, ha dato il via alla "seconda stagione"), sono in lista d'acquisto i "Necronauti" di Maico Morellini, è disponibile la seconda serie di "Mondo 9" di Dario Tonani (quella la prenderò in volume unico) e "Trainville" di Alain Voudì.
Ci sono i racconti horror di "Halloween Nights" (non il mio genere di horror), le lunghe serie "Chew-9" (di Franco Forte e altri, fantascienza) e "The Tube" (horror) e altre che al momento non ricordo, sorry.
Insomma, continuo ad accumulare, anche al di fuori dei "Bus Stop": oggi, ad esempio, c'erano in superofferta su BookRepublic i romanzi di Doris Lessing e poi non vorrete che tralasci gli Urania digitali (Charles Sheffield e John Scalzi)? 

Insomma, tutto questo spottone all'amico Sosio per arrivare a dire che tre opere (una sola di queste è targata Delos Books) mi hanno particolarmente colpito durante le letture estive.




"Immersione" di Aliette de Bodard, scrittrice di origine franco-vietnamita che ci proietta nel cuore (a volte ai margini) dell'impero Dai Viet, dove cultura e tradizioni dal sapore millenario si trovano a convivere con ambientazioni da space opera. Estremamente affascinante, tanto che mi sono immediatamente procurato anche il suo racconto lungo "Stazione rossa" ambientato nello stesso universo. Ebbene sì: entrambi i lavori sono pubblicati da Delos Books (e spero che altri ne seguano).

"Mare Nostrum" di Serena M. Barbacetto: un racconto di diverse alienità ambientato in un angolo della Spagna dai tratti alieni (appunto). Uno scenario di colori e veleni alle porte del Mediterraneo in cui una geologa, uno scienziato e un cane robot si trovano alle prese con un rappresentante di una nanorobotica specie estranea (sarà uno spoiler, questo? Mah.). Il racconto è edito da Collana Imperium e, anche in questo caso, mi sono già procurato (due volte, e di questo ho riso con l'autrice) un altro suo romanzo (lungo, stavolta): "Wormhole" edito da Lettere Animate Ed.

Devo invece ringraziare l'amico Giorgio Raffaelli (aka Iguana Jo) per essere diventato editore e avere proposto all'esordio della collana "I Libri dell'Iguana" della casa editrice Zona42 il notevole "Desolation Road" di Ian McDonald, un romanzo di frontiera dal respiro ampio che parte dalla singola vicenda del dottor Alimantado e del suo amico verde nel deserto e diventa corale, man mano che si forma la comunità di Desolation Road e che i diversi personaggi prendono possesso delle loro vite facendo scorrere la narrazione in un intreccio di storie personali in un mondo di deserti e ferrovie, meteore e spostamenti temporali, guerra e solitudini.  

E ora, scusate, vado a leggermi qualcosa. :)

domenica 14 settembre 2014

A volte ritornano

Mentre si discute del "regalo" degli strabolliti U2 all'ecosistema Apple, quasi che non abbiano solo da guadagnarci (e tanto), considerata pure la dimenticabilità di tutta la loro produzione da "Pop" (compreso) in poi, ci sono almeno un paio di ritorni più che interessanti (e sicuramente più significativi degli U2).

Gli Interpol escono con il loro quinto album, "El Pintor", e sembrano trovare le corde quasi ormai dimenticate dei loro due primi magnifici album ("Turn on the Bright Light", 2002 e "Antics", 2004) dopo un album scipito (ma non proprio brutto quanto la copertina), "Our Love to Admire" (2007), e un tentativo di ritrovare una strada identificabile (l'eponimo "Interpol", 2010).
Ascoltando questo ultimo album la prima cosa che ti viene da dire è: "Cazzo, ma sono gli Interpol!", che, se non si capisse, per me è un complimento.

Al contrario degli Interpol, i Blonde Redhead proseguono lungo un percorso che li allontana sempre di più dalle origini noise: da "23" (2007), attraverso "Penny Sparkle" (2010) arrivano a questo "Barragàn" smorzando sempre di più le spigolosità e immergendosi in sonorità e melodie quasi evanescenti pur rimanendo distintivamente riconoscibili ("Cazzo, ma sono i Blonde Redhead!", come direi io).

Aggiungerei un bonus disc: "Crush Songs" è il primo disco solo di Karen O (degli Yeah Yeah Yeahs) ed è spiazzante. Si tratta quasi di una raccolta di abbozzi di canzoni, un approccio decisamente lo-fi, dove gli arrangiamenti sembrano essere volutamente mantenuti ad un livello minimale per dare voce al proprio lato emozionale. Interessante. 
Il regista Spike Jonze gira un video "a sopresa" per Karen O facendo danzare Elle Fanning sulle note del primo brano dell'album, cogliendo l'atmosfera intima e libera che caratterizza l'intero album.
Eccolo: 



Nel frattempo io mi sono innamorato (a scoppio ritardato) di Anna Calvi ma non ve ne parlerò ora. :P