domenica 14 ottobre 2012

Qualcosa di brit...

Mi sono accorto che ultimamente mi capita spesso di pescare suoni nel cesto del brit pop. In particolare il ripescaggio ha dato come risultato il riascolto di alcuni album dei Tears for Fears e degli Oasis.

I Tears for Fears sono sempre stati una mia anomalia di ascolto, a volte rinfacciatami dagli amici puristi: "Ma come? Ascolti prog e psych e mi cadi sui TFF???"
Ebbene sì: a me i TFF sono sempre piaciuti. E da subito. Anche negli anni '80 quando continuavo ad ascoltare la robba degli anni '70. 
Anche quando Curt Smith lasciò solo Roland Orzabal: sì, a me piacciono sia "Elemental" che "Raoul and The Kings of Spain", album che hanno fatto dare di stomaco a praticamente tutto il mondo.
Di fatto penso che Orzabal sia un capace tessitore di suoni e melodie e, anche quando il risultato finale sia solo una canzoncina pop, io riesco a sentirci il suo tocco e mi piace.

Nel 2004 i due tornano insieme, una classica reunion, e sfornano un nuovo album: "Everybody Loves a Happy Ending", praticamente un salto indietro nel tempo: un ideale seguito a "The Seeds of Love" (1989) come se non fossero trascorsi 15 anni tra un album e l'altro.
E, che dire? I TFF sono rimasti esattamente gli stessi e a me sono piaciuti.
Astenersi se vi viene da dire: "Ma come? Ascolti alternative e post-rock e mi cadi sui TFF???"


Per gli Oasis il discorso è un po' diverso: per prima cosa, io sono rimasto fermo all'ascolto dei primi tre album e, inoltre, devo confessare che non mi sono mai entrati veramente dentro.
Però esiste un discorso affettivo che mi, lega agli Oasis: nel '97 su MTV continua a passare il video di "All Around the World", tratto da "Be Here Now", praticamente una loro versione del sottomarino giallo di beatlesiana memoria, e, proprio in quell'anno, nasce mio figlio Stefano che si ritrova, suo malgrado, accomunato a questo pezzo.
Per il resto, ho sempre trovato gli Oasis eccessivamente citazionisti dei Beatles e la cosa mi ha sempre provocato una punta di disturbo.

L'anno scorso, finalmente separatisi i fratelli Gallagher, il buon Noel se ne esce con un album tutto suo: "Noel's Gallagher's High Flying Birds". Voglio perdondargli l'eccesso di autoincensazione che gli fa inserire il proprio nome davanti a quello del gruppo, manco fosse Paul McCartney and Wings (toh! un'altra citazione un po' meglio nascosta?) e mi dedico all'ascolto trovando degli Oasis un po' scoloriti e una voce che mi risulta essere meno fastidiosa di quella del fratello (ma che conferiva comunque un tratto personale agli Oasis), ai limiti dell'ordinario.
Ma l'album, secondo me, ha una propria dignità e suona liscio: non un capolavoro ma Noel Gallagher si sta rimettendo in pista e questa non suona come una falsa partenza.
Astenersi se vi viene da dire: "Ma come? Ascolti alternative e post-rock e, oltre che sui TFF, mi cadi pure sui finti Oasis di Noel Gallagher???"


Che volete che vi dica? A me il brit-sound piace, pop o rock o minchiate che siano. 
Punto. :)