venerdì 13 aprile 2012

Risonanze #2


Avrei voluto scrivere di cose che mi hanno particolarmente colpito ultimamente: su tutto il secondo album di Micol Martinez ("La testa dentro") e la fantascienza postumanista di Alberto Cola ("Ultima pelle").

E' possibile che prima o poi mi decida a scrivere di Martinez e Cola ma, da un po', è mancata del tutto la voglia di leggere e anche quella di scrivere. E pure quella di avvolgersi in nuovi ascolti.

Però stamattina ho ripreso un libro in mano ("Gli dei invisibili di Marte" di Ian Watson) e voglio considerarlo un segno. E così provo a scrivere qualcosa qui: un post interlocutorio in cui vado a riportare qualche sprazzo sonoro che comunque è riuscito a raggiungermi...

Sarà, che quello che ci salva, alla fine, è l'istinto?
And the thing that gets to me
Is you'll never really see 
And the thing that freaks me out 
Is I'll always be in doubt. 

O il sogno?
Playing hide and seek
with the ghosts of dawn
Waiting for a smile from a sun child.

Nuovi suoni?
If sand waves were sound waves
What song would be in the air now
What stinging tune
Could split this endless noon
And make the sky swell with rain.
O leggersi dentro?
Listen to the colour of your dreams...

Per poi, magari, ritornare alle porte avvelenate della paranoia crimsoniana
Nothing he's got he really needs
Twenty first century schizoid man.

Avere un improvviso flash mentale
She wore blue velvet
Bluer than velvet was the night
Softer than satin was the light
From the stars.

E poi risuonare ancora...
And do I take you by the hand
And lead you through the land 
And help me understand 
The best I can. 

Ascoltare...

... silenziosamente.
Silently, I wish to sail into your port, I am your sailor
Quietly, I drop my weight into your sea, I drop my anchor
I sway in your waves, I sing in your sleep.
...
You say when he hits you, you don’t mind
Because when he hurts you, you feel alive
Oh, now, Is that what it is?
U2: "Stay (Faraway, so close)"

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