domenica 29 aprile 2012

Un breve percorso in 5/7/5

(Instagram di Fabio R. Crespi)
C'è stato un periodo che mi aveva preso la fissa degli haiku.

Gli haiku sono brevi componimenti poetici di 5/7/5 sillabe che racchiudono nel loro minimalismo intensità, emozionalità e suggestione. 

Nato in Giappone nel diciassettesimo secolo, l'haiku, che continua ad essere presente nella cultura nipponica, è stato poi ripreso in lingue diverse anche da personaggi non privi di un certo spessore (Borges e Kerouac, tanto per buttare lì un paio di nomi) perdendo parte delle proprie regole (tipo il riferimento alla stagione del componimento nell'ultimo verso) e assumendo una forma più libera.

Ai milioni di appassionati dell'argomento ho pensato bene di aggiungermi pure io per un gioco di equilibrio tra parola ed emozione cominciando, naturalmente, con l'osservare la regola stagionale in modo lasco (non è la stagione della composizione ma un semplice riferimento).

Orione scocca / saette siderali. / Notte d'inverno. (13.10.2006)

Gemma primeva: / dal gelo erompe un nuovo / sguardo sul mondo. (16.10.2006)

L'Aquila e il Cigno / al suono della Lira / brillano in volo. (16.10.2006) 

Lacrime rosse / versano ai loro piedi / alberi stanchi. (15.10.2006)


Risolti i primi tentativi in cui cerco di mantenere il più possibile l'aderenza alla regola, come poi capita comincio a sbordare e butto giù un paio di haiku ispirati al posto in cui lavoro in quel momento.

Sporco di neon, / Non-vita artificiale: / lo scantinato. (23.10.2006)

Astro medusa: / Tentacoli di luce / Stringono il buio. (25.10.2006)


Qualche mese di silenzio e poi, a gennaio, mi riprende il trip a base di luce & oscurità.

La prima luce / scompone tenui sogni, / fiori di nebbia. (07.01.2007)

Angolo obliquo: / intrappola la luce / e dona buio. (07.01.2007)

Luce e oscurità / un respiro sospeso / tiene divisi. (11.01.2007)

Tutti i colori / come onde silenziose / scivolano via. (16.01.2007)

Spazi isolati / dentro abissi di nulla. / Tempo spezzato. (25.01.2007)


Tra febbraio ed aprile altre emozioni, altre improvvisazioni.

Senza vedersi, / soltanto percepirsi. / Immaginarsi. (03.02.2007)

Mare di parole / e il senso vi affoga. / Mancan gli sguardi. (04.03.2007)

Nega il tempo / il sentirsi e il trovarsi. / Spengo la luce. (14.03.2007)

Muti mattoni. / Pensieri senza suono. / Muri di vuoto. (14.04.2007)


A giugno la chiusura del mio periodo haiku.

La luce sfalda / i sentieri del sogno / su cui mi muovo. (04.06.2007)


E solo un singhiozzo isolato, in occasione di un compleanno..

Andare avanti, / lottare contro il vento / e sorridere. (24.05.2008)


Poi il silenzio fino a qualche giorno fa. Un'uscita improvvisa che mi ha fatto venire la voglia di ripercorrere questo sentiero.

Voci dissolte / in gocce di silenzio. / Echi di sogni. (26.04.2012)


Per rimandarvi a qualcosa di più ricco vi segnalo il sito Fantaiku, in linea dal 2000, contente un paio di decine di migliaia di haiku e  gestito dall'amica Eliver (che poi è la stessa Elisabetta Vernier dei Nani di Sulci  di cui avevo parlato qui).
Io non ho mai osato metterci nulla di mio ma, ora che ho rotto gli indugi, magari prima o poi lo farò...



venerdì 20 aprile 2012

Un giorno a venire, ancora velato dalla nebbia

(Instagram di Fabio R. Crespi)
Ogni tanto si perdono pezzi.
A volte si tratta di stanchezza.
O di lontananza.
O di incomprensione.
O di rabbia.


You've always shared 
     my deepest thoughts
You follow where I go.
E si va avanti dapprima senza voltarsi indietro ma poi, passando il tempo, lanciando furtivi sguardi sui momenti trascorsi.


You've always shared 
     my darkest hours
I'll miss you when I go.


Sguardi che, trascorrendo altro tempo, diventano sempre meno furtivi e sempre più nostalgici.


Heavy words that tossed and blew me
Like autumn winds will blow right through me.


E le motivazioni di queste perdite diventano sempre più prive di significato...


And someday in the mist of time
When they asked me if I knew you
I'd smile and say you were a friend of mine..
...
And someday in the mist of time
When they ask you if you knew me
Remember that you were a friend of mine.

... perché restano solo i momenti che davvero hanno significato qualcosa.


Oh when I'm old and wise...

Purtroppo, ora, non mi sento ancora né vecchio, né saggio.


As far as my eyes can see...
 
Ma ci sono dei momenti in cui mi pare di vedere oltre, stuzzicato dalle parole di una canzone che non è certo un capolavoro ma che è uscita dalle casse dell'auto nel momento giusto.
O in quello sbagliato?


Il brano "Old and Wise" degli Alan Parsons Project, tratto da "Eye in the Sky" (1982), lo potete ascoltare qui.

venerdì 13 aprile 2012

Risonanze #2


Avrei voluto scrivere di cose che mi hanno particolarmente colpito ultimamente: su tutto il secondo album di Micol Martinez ("La testa dentro") e la fantascienza postumanista di Alberto Cola ("Ultima pelle").

E' possibile che prima o poi mi decida a scrivere di Martinez e Cola ma, da un po', è mancata del tutto la voglia di leggere e anche quella di scrivere. E pure quella di avvolgersi in nuovi ascolti.

Però stamattina ho ripreso un libro in mano ("Gli dei invisibili di Marte" di Ian Watson) e voglio considerarlo un segno. E così provo a scrivere qualcosa qui: un post interlocutorio in cui vado a riportare qualche sprazzo sonoro che comunque è riuscito a raggiungermi...

Sarà, che quello che ci salva, alla fine, è l'istinto?
And the thing that gets to me
Is you'll never really see 
And the thing that freaks me out 
Is I'll always be in doubt. 

O il sogno?
Playing hide and seek
with the ghosts of dawn
Waiting for a smile from a sun child.

Nuovi suoni?
If sand waves were sound waves
What song would be in the air now
What stinging tune
Could split this endless noon
And make the sky swell with rain.
O leggersi dentro?
Listen to the colour of your dreams...

Per poi, magari, ritornare alle porte avvelenate della paranoia crimsoniana
Nothing he's got he really needs
Twenty first century schizoid man.

Avere un improvviso flash mentale
She wore blue velvet
Bluer than velvet was the night
Softer than satin was the light
From the stars.

E poi risuonare ancora...
And do I take you by the hand
And lead you through the land 
And help me understand 
The best I can. 

Ascoltare...

... silenziosamente.
Silently, I wish to sail into your port, I am your sailor
Quietly, I drop my weight into your sea, I drop my anchor
I sway in your waves, I sing in your sleep.
...
You say when he hits you, you don’t mind
Because when he hurts you, you feel alive
Oh, now, Is that what it is?
U2: "Stay (Faraway, so close)"

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