giovedì 8 marzo 2012

Invasioni silenziose e stazioni spaziali

Capita ancora di leggere fantascienza, scritta in tempi cyberpunk o post-cyb, che ha la straordinaria capacità di riportarti alle dimensioni della fantascienza "classica".
In questa sfera rientrano due racconti lunghi di Lucius Shepard che ho letto recentemente e che riportano l'attenzione sulle persone, sull'essenza del vivere piuttosto che sul rapporto, conflittuale o meno, tra umano e tecnologia tipico di gran parte della produzione attuale.

"Le stelle senzienti" ("Stars Seen through Stone", 2007) ha l'ambientazione della piccola città di provincia, quelle delle classiche invasioni silenziose (a me, pur essendo un'altra storia, è passato per la mente "Gli strani suicidi di Bartlesville" di Fredric Brown).
La vicenda di "Solitaire Station" ("Barnacle Bill the Spacer", 1997) si svolge su una classica stazione spaziale, una di quelle da cui partono le astronavi (quelle che non si sa dove finiscano una volta partite) alla ricerca della nuova frontiera.

Entrambe le storie hanno la particolarità di avere un protagonista nel ruolo di osservatore degli eventi e un coprotagonista, brutto-sporco-e-nonpropriocattivo, che è il fulcro attorno al quale si allargano le narrazioni. Lo Stanky, cantore dal carattere involuto, della cittadina americana e il Bill, ritardato e miracolato per non essere stato sparato nel vuoto al momento della nascita, sono persone per cui è difficile provare simpatia o, addirittura, nei quali trovare immedesimazione. Sono i mal sopportabili e mal sopportati "diversi" che vengono presi sotto tutela dai protagonisti per quella che si può definire una forma di umanità minima che il senso della civiltà imporrebbe.

Forse il produttore discografico, che sa riconoscere la genialità di Stanky, incidentalmente potrebbe guadagnarci ma questa non sembra essere la motivazione principale che lo muove. Forse il responsabile della sicurezza della stazione spaziale vuole evitare che il comportamento di Bill e le reazioni degli altri possano diventare una minaccia per la tranquillità del suo piccolo mondo. In entrambi i casi i protagonisti si fanno carico di una responsabilità verso i "diversi" ma non assumono del tutto il ruolo di maestri e guide quanto quello di accompagnatori che però non riescono ad evitare che si arrivi ad un punto di rottura che sfugge al loro controllo.

Gli elementi fantastici, ben presenti in entrambi i racconti, non spostano l'attenzione dai meccanismi della narrazione: le luci che donano capacità nuove (e che poi vengono malamente riassorbite) a persone che, prima, erano assolutamente "normali" o il tratteggio di un pianeta in preda a una deriva etica e una microsocietà claustrofobica sospesa nello spazio e in bilico tra il brutto (e il bello, facendo riferimento ad affetti familiari abbandonati) che si è lasciati indietro e il vuoto che si spalanca davanti (le astronavi non tornano indietro per annunciare nuove possibilità) sono solo il contesto, ben evidente e tratteggiato, non privo di elementi che fanno scattare l'inquietudine davanti al mistero o il senso del meraviglioso.

Ma le storie sono storie di umanità vera e attuale, sono storie nostre: siamo noi nella nostra essenza a volte misera, a volte fanatica, a volte illuminata, a volte travolta dagli eventi, a volte riscattata dalla ragione.

Entrambi i racconti sono pubblicati da DelosBooks e sono disponibili sia in versione cartacea che digitale (DRM free).