giovedì 22 marzo 2012

Inauguriamo la primavera al Tambourine

Half/Redo (foto di Roberto Trivella)
Serata interessante al Circolo ARCI Tambourine di Seregno la sera del 21 marzo, secondo giorno di primavera (Anno bisesto, equinozio più lesto). In cartello: poesia, Half/Redo e 2Pigeons.

Allegramente scarrozzato da Woodears, arriviamo leggermente in ritardo rispetto all'orario annunciato ma comunque in anticipo rispetto all'apertura delle danze: c'è il tempo di fare la tessera ARCI, prendere un bicchiere di merlot (a testa) e sistemarsi a un tavolino quasi sotto il palco ("Tavolini? Hanno messo dei tavolini? Comodo!").

Prendiamo possesso del tavolino occupandolo con 2 bicchieri, 2 Samsung Galaxy S2 e 2 Nikon Coolpix S8000 (a volte ho l'idea che Woodears mi emuli... ma penso sia solo una fissa mia). E come tocco finale Woodie pianta in mezzo a tutto quanto il Fabello: "Sai, prima che comincino mi do una spruzzatina" mi dice e io annuisco convinto (non so il Fabello se sia ancora in commercio; pare che lui se lo procuri tramite un losco contatto da un mobiliere di Cantù; in ogni caso il Fabello è, in pratica, il suo personale Ubik che lo mantiene legato alla realtà sonora).

E si va ad incominciare. La prima performance è una sorta di gara di poesia o di lettura & recitazione o qualcosa del genere. Assistiamo alle esibizioni di una lei e di un lui. Impassibili. Personalmente non ho provato grandi brividi ma, forse, perché non sono sufficientemente preparato. Woodears è rimasto nel suo classico stato catatonico da cui ho dovuto risvegliarlo con una spruzzatina di Fabello.

Il primo bicchiere di vino è spaventosamente prossimo ad essere vuoto.

Tocca ad Half/Redo che io insisto a pronunciare in un inglese quasi perfetto mentre Woodears lo chiama semplicemente Alfredo ("Ma secondo te si chiamerà davvero Alfredo?").
Chitarra e loop: un continuo ripercorrersi sopra, di variazione in variazione. Molto interessante, devo dire. Non so che effetto possa fare se non lo stai a guardare ma dal vivo rende decisamente bene.
L'uomo è totalmente immerso nei suoi percorsi tanto che il cronometrista ufficiale ha difficoltà a comunicargli che il suo tempo è scaduto. Ci pensa una flashata dal pubblico ad attirare l'attenzione di H/R che annuisce e provvede al fade out.
 
2Pigeons (foto di Fabio R. Crespi)
La mia innata pigrizia mi costringe a chiedere gentilmente a Woodie di provvedere al riempimento dei bicchieri ormai vuoti. In realtà è un ricatto: ho nascosto il Fabello e Woodears farebbe di tutto per riaverlo indietro. Nel giro di un minuto abbiamo i bicchieri di nuovo pieni di merlot, gli restituisco il Fabello (un'altra spruzzatina ci vuole) e stiamo per arrivare al dunque: arrivano sul palco i 2Pigeons.

Li ho visti per la prima volta nel 2008, mi pare: facevano da apertura a Beatrice Antolini. Stavano lui alle tastiere e lei alla voce + giocattoli rumorosi vari e proponevano una musica bella densa, ritmata e un po' storta. Avete presente le Cocorosie? Ecco non c'entrano nulla, a parte i giocattoli rumorosi.
Comunque lui è Kole Laca aka Pigeon1 ed è un gran tastierista che spara le sue onde sonore attraversando un po' tutti i generi: si sente parecchia derivazione trip-hop, ma anche dance, etno, urban techno, jazz; lei, Chiara Castello aka Pigeon2, ha una gran voce e un modo di cantare che ricorda Bjork, Harvey, Amos, Gibbons e Skye all-in-one. Ah,. lei non usa più i giocattoli ma percuote.

 
Questo video è stato preso da YouTube
ed è di un altro loro concerto.

Il concerto è denso e, come tutte le cose che piacciono, sembra volare. Alla fine non posso fare altro che andare al banchetto a recuperare i loro due album: "Land" (2009) e "Retronica" (2012, uscito di fresco).

La serata al Tambourine finisce come segue
Per me: sigaretta, chupito, chupito, sigaretta. Per Woodears: Fabello, catatonia, catatonia, Fabello (Woodie non fuma e, oltretutto, deve guidare).
Usciamo.
Andiamo alla macchina.
Torniamo verso casa mia.
Arriviamo.
Saluti.
Woodears riparte.
Alla prossima.

Coda: Woodie ha letto il resoconto in anteprima e ha minacciato di togliermi l'amicizia dalla vita reale (non da Facebook perché, dice lui, posto cose interessanti) perché in questa storiella gli faccio fare la figura del peerla. Allora gli ho promesso che l'avrei aiutato a recuperare dell'altro Fabello e... amici come prima!