domenica 19 febbraio 2012

I cerimoniali di Florence

The grass was so green against my new clothes,
And I did cartwheels in your honor, dancing on tiptoes
My own secret ceremonials before the service began,
In the graveyard, doing handstands.

Amazon me l'ha fatto sudare (persa la prima spedizione, arrivata la seconda a quasi due mesi dall'ordine) ma devo confessare che l'attesa non è stata vana perché questo "Ceremonials" (2011) di Florence + The Machine ora non riesco più a smettere di farlo girare.

E pensare che il primo album, "Lungs" (2009), aveva fatto quasi fatica a prendermi: forse perché troppo smaccatamente allegro e pop, forse perché ascoltato la prima volta, come può capitare, nel momento sbagliato. Ripreso in seguito più di una volta con sempre maggiore soddisfazione, mi sono infine convinto a prendere "al buio" anche il nuovo album (in realtà un primo assaggio è stata la visione del video di "No Light, No Light").

Florence Welch non suona "alternativa" come possono esserlo Feist o Joan "As Police Woman" Wasser ma ha una voce che ti solleva, una teatralità quasi divertita ed è rossa (cosa non da poco, dal mio punto di vista).
Naturalmente, tanto per smentire quanto detto in un post precedente, ho preso la versione deluxe (un solo euro di differenza, dovevo lasciarla lì?) la quale, in aggiunta alle tracce dell'album, offre altri otto brani tra inediti, demo e versioni acustiche. 
Alla fine si è trattata di una giusta compensazione alla delusione dell'ultimo dei Coldplay: se proprio pop deve essere, almeno che suoni prepotentemente piacevole e non come un ripiego senza sapore.

Questo il video di "No Light, No Light" che è anche stato fattore di polemiche:


Sembra che la minaccia dell'uomo nero e il "salvataggio" a opera dei bambini bianchi sia, secondo qualcuno, da leggere come una evidente manifestazione razzista. Troppo pigro per osare una mia interpretazione, mi è innanzitutto balzato agli occhi una possibile sceneggiatura alternativa nella quale sia una specie di vichingo ad operare il voodoo (ritualità tipica delle lande artiche e subartiche). E ho cominciato a ridere. Che altro potevo fare?

Un'aggiuntina. Qua il pezzo eseguito dal vivo ai Brit Awards 2012: