martedì 27 novembre 2012

Tra il primo e il secondo turno

(Instagram di e con Fabio R. Crespi)
Sto di fronte a una pagina bianca per cercare di raccogliere un po' le idee sul momento politico attuale.
L'ultima volta che mi sono trovato a pensarci sopra è stato domenica: avevo una pagina davanti a me ma non era vuota: c'erano cinque nomi.

Ebbene sì, ho votato alle primarie del centrosinistra come faccio ogni volta che intendo votare per il centrosinistra (anche se mi sta sulle palle la parola "centro" che precede "sinistra"): a qualcuno sembrerà strano ma io partecipo alle iniziative che riguardano la parte politica a cui intendo affidare responsabilità di governo e non partecipo a quelle di altri.

Che non è un concetto banale a giudicare da quanto sento: apriamo le liste agli elettori di destra, facciamo votare chi vuole altrimenti non sarebbe democratico e altre amenità del genere.
Ma col cazzo, signore e signori!
L'onestà dovrebbe imporsi sulle seghe mentali: a me non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di andare a votare alle primarie del PdL: non vado a scegliere il candidato-avversario più comodo perché so a priori che la mia parte politica non vincerà.

Ora è tutto un gran fiorire di controseghe mentali (sono quelle che seguono le seghe mentali del primo turno e che si protrarranno fino al secondo turno delle primarie del centrosinistra).
Tra le controseghe, si propone abbagliante quella per cui sembra inammissibile che si possa recare al secondo turno solo chi abbia votato al primo.
Why not???
Troppo sbattimento andare a votare al primo turno ma una gran paura ora che, vincesse Bersani, il nuovo governo chiederà l'annessione alla CIna? O forse si fa casino solo perché ci si rende semplicemente conto che mancano i numeri per vincere dato che gli elettori di destra, che sono tornati utili al primo turno, non andranno a votare (una seconda volta) un candidato quasi certamente perdente?

Un ringraziamento a parte al popolo di Grillo, a tutti i loro insulti, al loro modo di intendere la democrazia e l'elettorato (e le primarie del centrosinistra, tanto per stare in tema). Un intendere non diverso da quanto sentito gli ultimi vent'anni dal popolo di quel signore che sta pensando di proporsi ancora una volta come vera "novità" della politica.
Sta di fatto che, significativamente per il concetto di democrazia, in entrambi i casi i due capopopolo sono quelli che tengono strettamente i cordoni della borse e che hanno potere di decidere chi sta con loro e chi no (non per niente non hanno bisogno di primarie proprie).

Per concludere, sì, questo pecorone è andato a votare per le primarie del centrosinistra versando due euro a un partito che prende il finanziamento pubblico.
E, pensa un po', non si sente nemmeno lontanamente un coglione (o molto meno di quanto si sentirebbe coglione se si scoprisse a vivere in fideistica adorazione di comici autoreferenziali) per avere perso.
E, quindi, andrà ben felice a votare al secondo turno nonostante gli insulti che pioveranno dopo avere pubblicato questo post. :)



domenica 18 novembre 2012

Risonanze #6

Anche se ogni tanto riesco a sputare fuori qualche post, mi piace l'idea di continuare con questa serie di risonanze.

Questa volta parto dai Metric e arrivo ai Metric (la loro versione di Expecting to Fly si è piantata come un chiodo nella mia testa) e, noto ora, quasi tutto quello che sta in mezzo deriva dai miei ascolti meno recenti.
Quasi.


We're so close to something
Better left unknown
I can feel it in my bones
Metric: "Gimme Sympathy"

Don't ever ask me why , I never say goodbye to my love
Its understood , it's everywhere with my love
And my love does it good
Paul McCartney & Wings: "My Love"

I took the stars from our eyes, and then I made a map
And knew that somehow I could find my way back
Then I heard your heart beating, you were in the darkness too
So I stayed in the darkness with you.
Florence + The Machine: "Cosmic Love"


But nothing
I said nothing can take away these blues
`Cause nothing compares
Nothing compares 2 U
Sinead O'Connor: "Nothing Compares 2 U"

We're just two lost souls swimming in a fish bowl, year after year.
Pink Floyd: "Wish You Were Here"

The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia.
David Sylvian: "Nostalgia"

This doesn't happen to me ev'ryday (oh my)
Let's spend the night together
No excuses offered anyway (oh my)
Let's spend the night together
I'll satisfy your every need (every need)
And I now know you will satisfy me
Let's spend the night together
Now I need you more than ever
Let's spend the night together now
Rolling Stones: "Let's Spend the Night Together"

I've nothing much to offer
There's nothing much to take
I'm an absolute beginner
And I'm absolutely sane
As long as we're together
The rest can go to hell
I absolutely love you
But we're absolute beginners
With eyes completely open
But nervous all the same.
David Bowie: "Absolute Beginners"

Stop the night
Hold me tight
Holy girl .
Don't stand up
I feel strange
When you go.
Air: "Run"

In the blood of Eden
Lie the woman and the man
With the man in the woman
And the woman in the man
In the blood of Eden
Lie the woman and the man
We wanted the union
Oh the union of the woman
The woman and the man
Peter Gabriel: "Blood of Eden"

If I never lived without you,
Now you know I'd die.
If I never said I loved you,
Now you know I'd try,
Babe, now you know I'd try.
Metric: "Expecting to Fly"

... . . . . . . . . . . . . . . . ...

domenica 11 novembre 2012

Milano ricolorata

Una premessa: a me Milano piace.
Mi piace con il sole, la pioggia e la nebbia. Farei eccezione per la neve, nel momento in cui diventa acquitrino e ci devi camminare dentro. Vabbé, anche quando si allagano certe zone in cui mi capita di passare sono più propenso allo smadonnamento che alla contemplazione però sta di fatto che Milano mi piace.

Quello che, forse, a volte (spesso?) manca è il colore, soprattutto in questa stagione, e allora ho deciso di mettercene un po' io facendo evolvere la mia malattia per Instagram con il ritocco cromatico offerto dal minimale software del mio Galaxy S2 (sto cominciando solo ora a usare un paio di app, Pixlr-o-matic e PicsArt, per pasticciare le foto un po' meglio).

Camminando per strada

Piazza Diaz
Via Villani (zona via Murat)














Via della Posta
Piazza Missori












Via Gonzaga/Piazza Missori
Piazza Diaz
















Demolizioni e costruzioni

Via Torino
Via Vittorio Veneto (Bresso/Milano)















Sui sentieri ferrati

Via Graziano
Via Mazzini



Stazione FNM Affori









Via Ornato









 

C'e' anche del verde...

Piazzale Maciachini
Piazzale Maciachini














... oltre a muri e marciapiedi


Via Mazzini
Via Mazzini













 
Poi si sale in alto...

Via Villani (zona via Murat)
  
... e si guarda giù...

Via Mazzini
Via Mazzini















... o dritto davanti a sè.


Via Mazzini
Via Mazzini


Via Mazzini

Via Mazzini
























L'immancabile Piazza del Duomo

Accesso chiuso alla MM
El Domm

 La periferia

Via Astesani
Via Finanzieri d'Italia














E, per concludere,
il colore dietro il grigiore.

Via Gonzaga

Tutte le foto sono mie e sono state pubblicate su Instagram dove mi trovate come fabiorcrespi: se vi volete fare ulteriormente del male, la galleria completa di tutte le mie "occhiate in giro" è visibile su Statigram oppure su Webstagram.

Fine del tour della Milano ricolorata. :)





 

domenica 28 ottobre 2012

Qualcosa di heavy...

Devo confessare di non essere mai stato attratto dall'heavy metal: gli ascolti di rock "duro" per me si erano esauriti negli anni '70 con i Deep Purple e i Led Zeppelin e quelli che picchiavano ancora più duro non sono mai riusciti a trovare una collocazione nella mia testa.

E' capitato, però, di sentire di sfuggita alcune cose su indicazione di amici (un sentito ringraziamento a Max Gnerucci) e, negli anni '90, la  mia prima apertura fu per i norvegesi The 3rd and the Mortal.

Un punto di forza l'ho trovato nel cantato di Kari Rueslåtten in "Tears Laid In Earth" (1994) e nelle atmosfere gotiche mescolate a toni folk e cameristici e ben lontane dall'idea sbagliata e monolitica di heavy metal che avevo ai tempi.

Non mi pare che il gruppo abbia mai avuto un grosso seguito data la collocazione di confine con l'art rock: troppo poco metal per i puristi (pare che di recente siano arrivati all'elettronica), totalmente sconosciuti a quelli che evitano il metal come peste.


In seguito altre voci femminili hanno fatto da traino ai miei ascolti: Evanescence (personalmente trovo che Amy Lee abbia una voce che "fa sesso") e Lacuna Coil. In entrambi i casi, però, il piacere non ha procurato grossi orgasmi.


Il recente scambio culturale/musicale con il mio erede mi spinge tuttavia a ripercorrere i per me ostici sentieri del metal: la creatura mi aggredisce con i System of a Dawn e mi ritrovo, mio malgrado, a sentirli con interesse e ad apprezzare la voce di Serj Tankian e quel trarre sonorità dalle radici armene del gruppo.
Tanto da riuscire ad ascoltarmi l'intero cofanetto della loro produzione.

Di fatto, spesso mi ritrovo in macchina il cd di "Toxicity" (2001) e tra un po' mi capiterà pure di trovarmi a canticchiarlo.




L'erede spinge poi sull'acceleratore e mi propone gli Slayer nei confronti dei quali, però, mi ritrovo arroccato sulle mie vecchie posizioni di malcelata insofferenza.

Trovo una controposta per lui, agganciandomi al concetto di alternative legato al sound dei System of a Down, e gli propongo l'ascolto dei Tool.

Quello che gli sottopongo è "Opiate" (1992), un ep uscito l'anno precedente al loro esordio in full-length (Undertow del 1993): praticamente si tratta dei Tool prima dei Tool
Ma sono troppo evidentemente alternative per lui, temo: il lato metal soccombe, a volte, alla natura post-punk che ha caratterizzato i primi anni '90.

Nonostante lo scarso interesse da lui provato, proverò comunque a spingere ancora con gli altri album. In ogni caso io ci ho preso gusto e mi scopro decisamente interessato alla loro musica.



Qualche giorno fa ero alla FNAC o alla Feltrinelli o vabbé-non-importa-dove e mi trovo davanti "Blackwater Park" (2001) degli Opeth

Ho dei vaghi ricordi sul nome, probabilmente uno dei tanti suggerimenti arrivati negli anni, e d'istinto lo compro e lo porto a casa.

Sembra che, finalmente, siamo arrivati alla giusta via di mezzo dato che si tratta di progressive death metal. Il lato progressive mi stuzzica ancora nonostante la noia da prog-rock subetratami nel corso degli anni e il lato death metal trova adeguata corrispondenza nei suoi gusti, compresi i tipici vocalizzi growl.
E davvero si tratta di un accostamento ottimale tra i due generi: gli inserti prog sono impressionanti e il contrasto tra i differenti generi è decisamente stimolante.

Ora dobbiamo solo decidere se i cd degli Opeth siano miei o suoi. ;)


Ah, non ho parlato dei testi di nessuno di questi gruppi solo perché non ho ancora avuto il coraggio di addentrarmici. Datemi tempo... ;)

domenica 14 ottobre 2012

Qualcosa di brit...

Mi sono accorto che ultimamente mi capita spesso di pescare suoni nel cesto del brit pop. In particolare il ripescaggio ha dato come risultato il riascolto di alcuni album dei Tears for Fears e degli Oasis.

I Tears for Fears sono sempre stati una mia anomalia di ascolto, a volte rinfacciatami dagli amici puristi: "Ma come? Ascolti prog e psych e mi cadi sui TFF???"
Ebbene sì: a me i TFF sono sempre piaciuti. E da subito. Anche negli anni '80 quando continuavo ad ascoltare la robba degli anni '70. 
Anche quando Curt Smith lasciò solo Roland Orzabal: sì, a me piacciono sia "Elemental" che "Raoul and The Kings of Spain", album che hanno fatto dare di stomaco a praticamente tutto il mondo.
Di fatto penso che Orzabal sia un capace tessitore di suoni e melodie e, anche quando il risultato finale sia solo una canzoncina pop, io riesco a sentirci il suo tocco e mi piace.

Nel 2004 i due tornano insieme, una classica reunion, e sfornano un nuovo album: "Everybody Loves a Happy Ending", praticamente un salto indietro nel tempo: un ideale seguito a "The Seeds of Love" (1989) come se non fossero trascorsi 15 anni tra un album e l'altro.
E, che dire? I TFF sono rimasti esattamente gli stessi e a me sono piaciuti.
Astenersi se vi viene da dire: "Ma come? Ascolti alternative e post-rock e mi cadi sui TFF???"


Per gli Oasis il discorso è un po' diverso: per prima cosa, io sono rimasto fermo all'ascolto dei primi tre album e, inoltre, devo confessare che non mi sono mai entrati veramente dentro.
Però esiste un discorso affettivo che mi, lega agli Oasis: nel '97 su MTV continua a passare il video di "All Around the World", tratto da "Be Here Now", praticamente una loro versione del sottomarino giallo di beatlesiana memoria, e, proprio in quell'anno, nasce mio figlio Stefano che si ritrova, suo malgrado, accomunato a questo pezzo.
Per il resto, ho sempre trovato gli Oasis eccessivamente citazionisti dei Beatles e la cosa mi ha sempre provocato una punta di disturbo.

L'anno scorso, finalmente separatisi i fratelli Gallagher, il buon Noel se ne esce con un album tutto suo: "Noel's Gallagher's High Flying Birds". Voglio perdondargli l'eccesso di autoincensazione che gli fa inserire il proprio nome davanti a quello del gruppo, manco fosse Paul McCartney and Wings (toh! un'altra citazione un po' meglio nascosta?) e mi dedico all'ascolto trovando degli Oasis un po' scoloriti e una voce che mi risulta essere meno fastidiosa di quella del fratello (ma che conferiva comunque un tratto personale agli Oasis), ai limiti dell'ordinario.
Ma l'album, secondo me, ha una propria dignità e suona liscio: non un capolavoro ma Noel Gallagher si sta rimettendo in pista e questa non suona come una falsa partenza.
Astenersi se vi viene da dire: "Ma come? Ascolti alternative e post-rock e, oltre che sui TFF, mi cadi pure sui finti Oasis di Noel Gallagher???"


Che volete che vi dica? A me il brit-sound piace, pop o rock o minchiate che siano. 
Punto. :)

venerdì 14 settembre 2012

Risonanze #5

... e, intanto che non scrivo nulla, accumulo risonanze...

Di quanto riportato sotto, i Metric mi hanno tenuto parecchio compagnia quest'estate, Soap&Skin è una scoperta reiterata e Natasha Khan aka Bat For Lashes sta per darci il terzo lavoro (previsto per inizio ottobre).

Buon ascolto.

I am alive, I know my place
I belong in your arms again
And I been waiting for you, to belong to me
Some might say I am silly woman to wait
But I know you still hold my love
Some people think that I, heading for a melt down
That I'm sitting by the phone
That I worry but no
When I meet your body close
I burn up in smoke
And I swore I keep waiting...

Emiliana Torrini: "Me and Armini"
Help I'm alive
My heart keeps beating like a hammer
Hard to be soft
Tough to be tender
Come take my pulse the pace is on a runaway train
Help I'm alive
My heart keeps beating like a hammer
Beating like a hammer.
Look at us through the lens of a camera,
does it remove all of our pain?
If we run they'll look in the back room,
where we hide all of our feelings.
I'll just close my eyes as you walk out.
[...]
You fall from grace, we fall with such grace.

Editors: "Camera"
Every day I feel more like her
Street magic in the burning dawn
Out for blood my selfless lover
Forever yours and then she's gone
Radios play nothing when she's far away
Tv antenna nothing gone to waste
Radio transmitting nowhere it falls away,
She's far away.
Are we blind - can we see?
We are one, incomplete
Are we blind - in the city?
Waiting for lightning to be saved, yeah
Cause love is noise, love is pain
Love is these blues that I'm singing again .

The Verve: "Love Is Noise"
Voyage, 
Plus loin que la nuit et le jour, 
Voyage 
Dans l'espace inouï de l'amour. 
Voyage, voyage 
Sur l'eau sacrée d'un fleuve indien, 
Voyage 
Et jamais ne revient.
I want the stars to know they've won if only to beguile
The sky has opened up again in heavens reconciled
I want you naked, I want you wild, I want the stars to know they win
Give me that smile, just give it me, just turn it on, I'm lost again
[...]
I'm what you found, I'm upside down
You're everywhere, you're in the air and I am breathing you.

R.E.M.: "You're In The Air"
Watching waiting rising falling
Listening calling drifting.
Touching feeling seeing believing
Hoping sending leaving.
I couldn't say why you and I are Gemini
We're travelling a million worlds away.
I see your shadow coming closer
Then watch you drifiting away.
Il mare impetuoso al tramonto
salì sulla luna e dietro una
tendina di stelle... se la chiavò!

Zucchero: "Il mare impetuoso al tramonto..."
And with two suns spinning
At two different speeds
Was born a hot, white diamond
Burning through the rainbow
Flames fell into orbit
To hold eternally
Two heavenly spirits
That just wouldn't seem

To be made of glass
When two suns are shining
The battle becomes blinding
To be made of glass
But we ride tonight, tonight, tonight, we ride.

... . . . . . . . . . . . . . . . ...

mercoledì 5 settembre 2012

Goodbye MySpace

(Instagram di Fabio R. Crespi)
Nel 2007 avevo aperto l'account su MySpace quando ancora non avevo scoperto FaceBook.

Una sezione di MySpace è utilizzabile come miniblog e io avevo cominciato a scriverci qualche stronzata delle mie.

Ora ho deciso di chiudere l'account e di recuperare le mie stronzate, si sa mai che qualcuno, oltre a me, non debba essere costretto a rinunciare a un tale arricchimento culturale!

Eccole, quindi, accompagnate da quella che avevo messo come tracklist e che riporto senza però mettere i link ai singoli pezzi.



,-.__________,-->> { P L A Y L I S T } <<--.__________,-._ 
Brian Eno: By This River
Emiliana Torrini: To Be Free
David Bowie: Rock'n'Roll Suicide
Peter Gabriel: Blood of Eden
Bjork: Play Dead
Cibo Matto: Sci-Fi Wasabi
Tori Amos: A Sort of Fairytale
Kate Bush: Wuthering Heights
Laurie Anderson: Freefall
King Crimson: Epitaph
,-.__________,-->> { T S I L Y A L P } <<--.__________,-._


17 apr 2007
Rumore
Umore: irrequieto
Mi sono accorto che, in questi giorni, il mio maggior gradimento va all'ascolto del rumore; musica noise, per intenderci, come quella dei sani "vecchi" Sonic Youth, tanto per buttare lì un nome a caso.
Sarà per evitare di pensare troppo e la ricetta pare buona.
Ma non è il rumore in se' che distoglie dal pensare: è il concentrarsi per trovare nel rumore delle linee più o meno melodiche e seguirle.
E' come trovare l'ordine nel caos. E' impegnativo. E' soddisfacente.
Ma se ci si distrae è finita: ci si ritrova immersi nel semplice rumore.
E il suono diventa sottofondo.
Fino a svanire e lasciare spazio ai pensieri.
E lì ci si impaluda.
"I'm sinking in the quicksand of my thoughts
and I ain't got the power anymore".
Eddai, David, mollami!


18 apr 2007
Fegato
Umore: pigro
Il mio fegato se n'è andato.
Però, prima di uscire, mi ha detto: "Quando smetterai di bere e di fumare, chiamami!".
Gli ho risposto: "Sei stato un buon fegato ed è stato un vero piacere averti conosciuto. Solo avrei voluto che tu avessi più fegato. Addio".


19 apr 2007
By this river
Umore: vuoto
Here we are
Stuck by this river,
You and I
Underneath a sky that's ever falling down, down, down
Ever falling down.
Through the day
As if on an ocean
Waiting here,
Always failing to remember why we came, came, came:
I wonder why we came.
You talk to me
as if from a distance
And I reply
With impressions chosen from another time, time, time,
From another time.

Si ringrazia Brian Eno per le parole e la musica che calzano a pennello.


22 apr 2007
Blank
Umore: vuoto
















23 apr 2007
VUACDM
Umore: esausto
Voglio. Un. Altro. Cazzo. Di. Mondo.


25 apr 2007
25 aprile
Umore: determinato
Troppo facilmente si cerca di nascondere l'importanza di questa data dietro una falsa facciata di voglia di rinconciliazione o dietro la scusa che sia una festa "di parte".
No.
La verità è che si cerca di soffocare la memoria e di giustificare la propria ideologia sia essa nata dalla repressione o dall'indifferenza.
Non c'è bisogno di partecipare a manifestazioni collettive, oggi: l'importante è fermarsi e riflettere sul significato profondo e su quello che sarebbe oggi il nostro paese se non ci fosse stato un 25 aprile.
Riflettere, rendersi conto, capire per non lasciare che in ogni altro giorno dell'anno ci sia chi cerca sottilmente di scardinare un punto fermo, di riscrivere la storia, di negare l'orrore, di falsificare i valori.
Riflettere, rendersi conto, capire per replicare e zittire queste voci, per non lasciare che l'indifferenza soffochi la civiltà.


1 mag 2007
Non sono incazzato.
Umore: deluso
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
E' semplice... basta ripeterselo...
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Che ci vuole?
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
Non sono incazzato.
?
Magari solo un po' con me, sì...


22 mag 2007
Pezzi
Umore: stordito
Per ogni amico che muore, un pezzo di te viene strappato via.
In questi angoli vuoti si depositano le memorie, si impolverano, perdono nitidezza, alla lunga svaniscono.
Sempre più pezzi vengono strappati e l'unica cosa che ti viene da pensare è che alla fine non ci saranno più pezzi da strappare e rimarrà solo l'oscurità.
Gli amici non ci lasciano, non passano a miglior vita.
Un cazzo. Muoiono e basta.
Non c'è niente di consolatorio in tutto questo.
E' il buio che avanza.


26 mag 2007
Particelle
Umore: pensieroso
Oscilliamo con frequenze diverse spazzolando la realtà in lungo e in largo e solo casualmente ci scontriamo come particelle di sodio impazzite per la solitudine.


22 lug 2007
Equilibrio
Umore: nervoso
Scrivere.
Non scrivere.
Parlare.
Non parlare.
Pensare.
Non pensare.
/f
/non f


Bene, è tutto. Potevate farne a meno?
La domanda è retorica, naturalmente... ;)

lunedì 9 luglio 2012

Fantasie sintetiche


Tornano Emily Haines e i Metric dopo tre anni da "Fantasies" con "Synthetica" e dopo un paio di giri di rodaggio è di nuovo amore.

In realtà l'amore per i Metric risale a qualche anno fa, quando ero alla scoperta della scena indie americana e, in particolare, canadese.

Nel mazzo degli ascolti, il collettivo dei Broken Social Scene, che si inseriscono nel filone del post-rock indipendente e che aprono poi la loro musica a sfumature diverse, mi fa conoscere prima Feist e poi Emily Haines, entrambe voci per i BSS.
Se Feist risulta essere più delicata e raffinata, la Haines sta all'opposto per grinta e carica erotica. Così, rispetto ai Broken Social Scene, i Metric risultano essere una versione più tradizionalmente pop/rock, pur rimanendo nell'ambito indie-alternative fino allo stupendo "Live It Out" del 2005.

Poi li ho persi di vista finché lo scorso anno ho scoperto per caso che avevano pubblicato un altro album: "Fantasies" è del 2009 e fatale mi fu l'ascolto. Con questo album i Metric diventano ancora più sfacciatamente pop, perdendo la connotazione alternative (e presumibilmente qualche fan e il favore di qualche critico). Ma l'album risulta trascinante a partire dalla prima traccia "Help I'm Alive" fino alla dichiarazione finale "Stadium Love", un tipico pezzo da concerto allo stadio, appunto.
Sta di fatto che "Fantasies" è stato probabilmente il disco che ho ascoltato maggiormente lo scorso anno rompendo le scatole a raffica pure gli amici ("Senti questo! Senti questo!") e qualcuno ha gradito (e qualcun'altro mi ha liquidato con toni che spaziano dal delicato al truce).

A giugno di quest'anno è uscito "Synthetica", preannunciato dal singolo "Youth Without Youth". Devo dire, però, che il primo ascolto mi è risultato meno entusiasmante rispetto a "Fantasies". Ancora più pop e, come da titolo, sintetico rispetto al precedente album e con evidenti rimandi alla wave degli '80 con la quale ho sempre parecchia difficoltà a familiarizzare, mi è entrato in testa praticamente solo al terzo ascolto.
Forse esageravo all'inizio e non è riesploso un vero e proprio amore ma l'album, che inizia con una fantastica traccia sintetica ("Artificial Nocturne") che poi esplode in rock, si mantiene costantemente su livelli piuttosto alti e, alla fine, risulta essere una naturale evoluzione del precedente "Fantasies".
In più qualcosa che non ti aspetti: "Minchia, ma questo canta sfacciatamente come Lou Reed!". E invece no: è proprio lui, Lou Reed, che vocalizza insieme alla Haines in "The Wanderlust"! Maddai!

A conclusione vi rifilo "Artificial Nocturne" che a me piace molto più del singolo con cui è stato lanciato l'album.






sabato 23 giugno 2012

Goodbye

(Instagram di Fabio R. Crespi)
Si passano anni e anni a contenere situazioni che non sembrano avere soluzione possibile.

Diciamo trentacinque anni, anno piu' anno meno, di comunicazione interpersonale ridotta al necessario, a quello che è il minimo indispensabile per mantenere un rapporto. Mantenerlo per necessità e per dovere. Mica bello sputarlo fuori così.

Sono anni in cui si rimugina sulle cose e più ci si rimugina, più ci si chiude. Le distanze mai colmate, modi di intendere la vita diversi, reciprocamente incomprensibili.
Distanze e rifiuti. 



Ieri è morta mia mamma. Ha sofferto parecchio negli ultimi anni e, umanamente, si deve solo ringraziare che questa ennesima prova non sia stata superata.
Ma rimane ancora insuperata la distanza, ormai non più colmabile. Rimane da risolvere dentro e si farà sicuramente sentire.

Ieri è morta mia mamma e io ho cominciato a piangere.
Cazzo, avrei giurato che non sarebbe mai potuto succedere...




Goodbye...



domenica 17 giugno 2012

Helter Skelter

(illustrazione di Alan Aldridge)
Ho ascoltato per intero il White Album dei Beatles sei o sette anni dopo la sua uscita nel 1966.
Già maniacale ai tempi, aprii, estrassi il primo disco e cominciai l'ascolto con Back in the U.S.S.R.; alla fine del secondo brano, Dear Prudence, mi ero già intrippato. 
Dopo gii otto brani della prima facciata del primo disco, i nove della seconda facciata mi fecero decidere per il capolavoro perché se è vero che Sgt.Peppers Lonely Hearts Club Band rappresenta l'apice della loro essenza, fu il doppio bianco a dimostrare in quale ampio spettro musicale fossero capaci di muoversi gli Scarafaggi.
Tolto il primo disco, messo il secondo, parte Birthday. Il registro pare cambiare: si va sull'allegro. Rock'n'roll, venature blues, poi tracce folk. E poi Sexie Sadie, un brano dove intensità e profondità riprendono il sopravvento e si tratta di una premessa all'esplosione.
Helter Skelter è l'esplosione.


When I get to the bottom I go back to the top of the slide
Where I stop and I turn and I go for a ride
Till I get to the bottom and I see you again
Yeah yeah yeah hey

Do you, don't you want me to love you
I'm coming down fast but I'm miles above you
Tell me tell me tell me come on tell me the answer
Well you may be a lover but you ain't no dancer

Now helter skelter helter skelter
Helter skelter yeah
Ooh!


Helter Skelter è desiderio ed ossessione, una canzone d'amore forse non ancora realizzato ma che si esprime ad alta voce. Alan Aldridge rappresenta lo scivolo come parte del corpo di una donna, uno scivolo che parte dalla testa e arriva alla vagina.

Will you, won't you want me to make you
I'm coming down fast but don't let me break you
Tell me tell me tell me the answer
You may be a lover but you ain't no dancer

Look out helter skelter helter skelter
Helter skelter ooh

Look out, 'cos here she comes

E, infatti, McCartney la urla e il ritmo e' metallico, pesante. Sfuma, pare finire, ma poi ritorna a crescere in un ossessivo ritmare.

When I get to the bottom I go back to the top of the slide
And I stop and I turn and I go for a ride
And I get to the bottom and I see you again
Yeah yeah yeah

Well do you, don't you want me to make you
I'm coming down fast but don't let me break you
Tell me tell me tell me the answer
You may be a lover but you ain't no dancer

Look out helter skelter helter skelter
Helter skelter

Look out helter skelter
She's coming down fast
Yes she is
Yes she is coming down fast

Non sembra nemmeno una canzone dei Beatles. Il primo ascolto fu straniante ma gli ascolti successivi me la resero quasi morbosa.




Facile dire che in questo brano ci siano i semi del metal, semi che comunque stavano sparsi nei brani di molto rock degli anni '60. E' vero che, comunque, i tributi metal ad Helter Skelter non sono mancati.
E anche rivisitazioni più interessanti, come quella di Siouxsie & The Banshees, teatrale e intensamente oscura, malata.



Musicalmente meno interessante, secondo me, quella degli U2 ma le parole di Bono che precedono il brano ne fanno meritare poi l'ascolto: "This is a song Charles Manson stole from the Beatles. We're stealing it back".
Helter Skelter fa parte del mito mansoniano: ne leggeva l'annuncio dell'apocalisse prossima ventura (e i Beatles ne rappresentavano i cavalieri), la distruzione della razza bianca ad opera della nera che poi, incapace di governare il mondo, si sarebbe rivolta a lui. "Helter Skelter" era la firma di sangue che veniva lasciata nei luoghi delle stragi (e anche a casa di Roman Polanski  dove fu uccisa Sharon Tate).
Bene fa Bono a rubare il brano a chi l'aveva rubato, strapparlo da quel delirio e restituirlo alla sua forma originale.



Ed Helter Skelter  vive ancora oggi: ne fanno, ad esempio, una cover gli Oasis (sempre intenti a ripercorrere le tracce dei Beatles) ma io, tutto sommato, preferisco la versione degli Stereophonics.



My head is spinning, ooh...
Ha ha ha, ha ha ha, alrgiht!
I got blisters on my fingers!

Sono parole che si sentono alla fine del brano: Helter Skelter fu registrata infinite volte e pare ce ne sia una versione mai pubblicata dilatata e psichedelica della durata di circa mezz'ora. Mi piacerebbe sentirla...



domenica 10 giugno 2012

Risonanze #4

Questa volta non ho parlato di Eleanor Friedeberger, dei libri che continuo a non leggere e del grande Ray Bradbury che ci ha lasciati.

Ah! E nemmeno del Papa e delle sue truppe che hanno invaso il Parco Nord. Ma di questo non vi avrei comunque parlato.


Quindi procedo con la solita carrellata audiovideo: buon videoascolto!


I need to land sometime
right next to you
feel your heartbeat heartbeat
right next to me...

King Crimson: "Heartbeat"
Somethin' tells me you can read my mind
Your brain is calling me one more time
[...]
You're good, good, good
So good

Morphine: "Good"
There's a strange obsession
That's drawing us nearer
We don't understand it
It never gets clearer
[...]
Oh when we're teetering
On the edge of collapse
Nothing can keep us down
 
Depeche Mode: "Fragile Tension"
We smile and smile
Laughter echoes in your eyes
We climb and climb
fruit falls softly in the pines
We cry and cry
Sadness passes in a while
We roll and roll
Help me roll away the stone

Pink Floyd: "Crying Song"
Drink in your summer, gather your corn
The dreams of the night time will vanish by dawn
And time waits for no one, and it won't wait for me
And time waits for no one, and it won't wait for me
No no no, not for me...
 
Fuori controllo e ormai mi pulsi dentro.
Sento il contagio di un'infezione.
Senza ragione disprezzo ogni argomento,
Ogni contatto, ogni connessione.
[...]
Fuori visione dirotti il mio buonsenso
[...]
Nuova ossessione
Nuova ossessione
Nuova ossessione
Sei la visione tra facce da dimenticare
There's definitely, definitely, definitely no logic
To human behaviour
But yet so, yet so irresistible
 
Bjork: "Human Behavior"

[...]
I want you
I want you so bad
I want you,
I want you so bad
It’s driving me mad, it’s driving me mad.

Io ti verrò a cercare quando il buio tenta
di far risaltare la tua assenza.
Difficile è trovarsi ora,
è più facile perdersi.
Oh let the sun beat down upon my face, stars to fill my dream
I am a traveler of both time and space, to be where I have been
To sit with elders of the gentle race, this world has seldom seen
They talk of days for which they sit and wait and all will be revealed.
[...]
When I'm on, when I'm on my way, yeah
When I see, when I see the way, you stay-yeah
Ooh, yeah-yeah, ooh, yeah-yeah, when I'm down...
Ooh, yeah-yeah, ooh, yeah-yeah, well I'm down, so down
Ooh, my baby, ooooh, my baby, let me take you there
Let me take you there. let me take you there

Led Zeppelin: "Kashmir"
We'll burn all of our poems
Add to God's debris
We'll pray to all of our saints
Icons of mystery
We'll tramp through the mire
When our souls feel dead
With laughter we'll inspire
Then back to life again.

. . . . . . . . . . . .

domenica 20 maggio 2012

Lee Ranaldo: una semplicità quasi liberatoria

(Instagram di Fabio R. Crespi)

I Sonic Youth, gruppo seminale del noise rock e fondamentale espressione di un modo libero e originale di fare musica, si sono sciolti.

E non, come i R.E.M., per evidente stanchezza: l'ultimo album di Stipe & soci, "Collapse into Now" (2011) risultava essere una sorta di greatest hits di inediti, una carrellata delle loro sonorità che sapeva troppo di testamento, di "ricordateci-così-come-siamo-piaciuti-a-voi".

No, i Sonic Youth si sono sciolti perché Kim Gordon e Thurston Moore, da sempre compagni nella vita, si sono separati.
Cose che capitano se non fosse che i Sonic Youth avevano ancora molto da dire a dispetto del fatto che la leadership Moore-Gordon avesse ormai occupato quasi per intero la loro espressività musicale.

Non ho più l'età per disperarmi di queste morti musicali. Ah! E questo non significa neppure che il rock sta per morire (lo dico prima che qualche genio ci possa ricamare sopra quella vecchia, stanca, noiosa melodia). Sicuramente, però, mi è dispiaciuto perché, al contrario di quanto era successo con i R.E.M., non mi ero proprio stancato di loro e trovavo che, anche nei loro momenti meno riusciti, riuscissero a conservare ancora intatto quel loro modo di proporre musica.

Il primo evento significativo dopo lo scioglimento è la recentissima uscita dell'album di Lee Ranaldo: "Between the Times and the Tides".
C'era una evidente grossa aspettativa e la critica musicale non ha mancato di sottolinearlo pesantemente non concedendo troppi plausi a Ranaldo: è stata rimarcata una certa povertà nella cura dell'album, una certa semplicità di approccio, ben distante dai concetti di ricerca musicale e di originalità.
Questo album soffre sicuramente anche il confronto con "Demolished Thoughts", lo splendido album solo di Thurston Moore dello scorso anno. Un album molto più curato nei particolari, molto più studiato.

Sta di fatto che l'album mi era piaciuto al primo ascolto già qualche giorno fa.
Sta di fatto che, ieri, mi ha accompagnato in auto per tutta una giornata piena di continui spostamenti. 
Sta di fatto che, al di là dei difetti che un critico va impietosamente a cercare, l'album piace proprio per la sua semplicità quasi liberatoria. Mi immagino Ranaldo dire: "negli ultimi anni non mi hanno fatto mettere quasi niente nei dischi dei SY e ora voglio proprio fare un album in cui vado a mettere quello che ho voglia, solo perchè mi piace e mi diverte".
Sta di fatto che ci si sente dentro una vena che richiama i Sonic Youth anche se la base è molto più evidentemente folk e psichedelica. E il tutto suona rigorosamente alt-rock, tanto da riecheggiare in alcuni punti il suono dei vecchi R.E.M., quelli che non lasciavano dubbi.

Ranaldo ha già dimostrato il proprio valore di musicista con i Sonic Youth e in diverse collaborazioni; ora ha dimostrato di avere una carica di semplicità umana che me lo rende ancora più simpatico.

Ecco il video di "Off the Wall", tanto per rendere un'idea...


lunedì 14 maggio 2012

Risonanze #3


Poche chiacchiere stavolta, non ne ho molta voglia, solo qualche estratto dai testi dei vari pezzi che si sono affacciati all'ascolto.


Buon ascolto...



She shoots her colors all around
Like a sunset going down
Have you seen a lady fairer?
She comes in colors ev'rywhere;
She combs her hair
She's like a rainbow
Rolling Stones: "She's a Rainbow"

Speak, and be spoken to
Forget all you know
[...]
Blend in, you're Chameleon
Forget all you know
Forget all you know

Because the sky is blue, it makes me cry
Because the sky is blue...
The Beatles: "Because"

The wind in my heart
The wind in my heart
The dust in my head
The dust in my head
The wind in my heart
The wind in my heart
(Come to) Drive them away
Drive them away.

I hear the sound like the ticking of clocks
Come back and look for me
Look for me when I am lost.
Just a whisper, a whisper, a whisper, a whisper...
Just a whisper, a whisper, a whisper, a whisper...
Coldplay: "A Whisper"

Tempo disprezzato baby brucia baby burn
tempo destabilizzato brucia baby burn
di cervelli azzerati brucia baby burn
il mondo brucia
brucia d'amore
brucia per odio brucia baby burn

Like a Slow Burn
Leading us on and on and on
Like a Slow Burn
Turning us round and round and round
And here are we
At the center of it all
Slow Burn
Slow Burn
Slow Burn
David Bowie: "Slow Burn"

Keep your eyes on the road, your hands upon the wheel
Keep your eyes on the road, your hands upon the wheel
Yeah, we're goin' to the Roadhouse
Gonna have a real
Good time
[...]
Well, I woke up this morning, I got myself a beer
Yeah, I woke up this morning, and I got myself a beer
The future's uncertain, and the end is always near
Let it roll, baby, roll
Let it roll, baby, roll
Let it roll, baby, roll
Let it roll, all night long


Continua! ........................................