martedì 22 agosto 2017

Letture seriali #9 - "The Expanse" di James S. A. Corey


Forse non si tratta di una "serie che ha rivoluzionato il concetto di science fiction" - come recita lo strillo sulla copertina del terzo volume dell'edizione italiana - ma, per gli appassionati del genere, sicuramente i romanzi del ciclo "The Expanse" di James S. A. Corey (nome corale di Daniel Abraham e Ty Franck) sono una gran bella lettura.

Mi ci sono immerso durante il mio breve periodo di ferie (in realtà mi manca ancora da leggere l'ultimo pubblicato in Italia) spinto anche dalla visione della prima stagione dell'omonima serie TV e posso confermare il piacere della lettura dopo il piacere della visione.
Gli autori sono bravi a mantenere il ritmo della narrazione utilizzando la tecnica della narrazione a punti di vista convergenti verso la soluzione finale: se nel primo libro i punti di vista sono due, nei successivi i punti di vista aumentano senza però generare particolari difficoltà al lettore.

In generale troviamo un'umanità "ingabbiata" nel sistema solare e abbiamo thriller, azione, astronavi (lente e meno lente), corporations, politica, guerre, ribellioni, alieni e protagonisti che hanno forse il difetto di essere un po' "piacioni" (però funzionano perché ci si affeziona in fretta e li si segue appassionatamente nelle loro vicende).
Una caratteristica della serie è una continua apertura di orizzonti (il senso di "The Expanse", la distesa, non è immediatamente comprensibile fino al terzo volume) e la capacità di rinnovare nei vecchi lettori di sf il sempre desiderabile sense of wonder.

Anche il serial TV merita di essere preso in considerazione: la prima stagione copre abbastanza fedelmente parte del primo volume della serie e la si può tranquillamente guardare anche prima di avere letto i libri.

Fanucci ha tradotto e pubblicato i primi sei romanzi (mancano all'appello l'ultimo e alcuni racconti brevi interstiziali) e si possono trovare in offerta fino al 30 agosto a 1,99 euro al pezzo (fossi in voi ne approfitterei al volo).

La serie di libri (qui il link ad Amazon)
1. "Leviathan - Il risveglio" ("Leviathan Wakes", 2011)
2. "Caliban - La guerra" ("Caliban's War", 2012)
3. "Abaddon's Gate - La fuga" ("Abaddon's Gate", 2013)
4. "Cibola Burn - La cura" ("Cibola Burn", 2014)
5. "Nemesis Games - L'esodo" ("Nemesis Games", 2015)
6. "Babylon's Ashes - Il destino" ("Babylon's Ashes", 2016)
7. "Persepolis Rising" (2017)


La serie TV è ideata da Mark Fergus e Hawk Ostby su soggetto di James S. A. Corey ed è interpretata da Thomas Jane, Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Florence Faivre, Cas Anvar, Dominique Tipper, Wes Chatham, Frankie Adams, ecc.
La prima stagione (10 episodi) è stata prodotta da Syfy nel 2015 e la serie è stata rinnovata per una seconda stagione (13 episodi trasmessi nel 2017).
In Italia la prima stagione è reperibile via Netflix dal 2016 e rimaniamo in attesa della seconda e della terza stagione (è stato ufficializzato un ulteriore rinnovo).

venerdì 18 agosto 2017

Letture Uno-Due #9: Siena, Girola, Abietti

(foto di Fabio R. Crespi)
Ritorniamo in terra totalmente indie con il nono giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture)Marco Siena e Alessandro Girola già sono nomi noti da queste parti; in aggiunta a questi loschi autori abbiamo, come new entry, Yuri Abietti con un paio di interessanti saggi su due note figure delle rappresentazioni horror, una classica e una più contemporanea.


Marco Siena: "Vecchio Flint" ("Vecchio Flint" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Si ritorna sempre volentieri nelle terre di Marco Siena: ancora una volta nel mondo rurale si nasconde un orrore e ancora una volta qualcuno va a stuzzicarlo (in questo caso l'orrore viene stuzzicato una volta all'anno). E' uno strano vampiro quello che ci propone l'autore (fortunatamente più vicino all'immagine tradizionale che alle sue recenti rivisitazioni glitterate e/o sdolcinate) ed è una strana compagine quella che lo caccia per tradizione di famiglia. Ed è inaspettata la conclusione che vede la compagine apparentemente sciogliersi mentre nella campagna, di fatto, tutto resta immutato. Sostiene l'autore di avere materiale per uno sviluppo (un buon motivo per sostenere l'autore, quindi, per dirlo con un gioco di parole) e sarebbe davvero interessante ritrovare Romeo, Serena, Mattia e Dick. E anche il vecchio Flint, naturalmente.

Marco Siena: "Due cappi per Flint" ("Vecchio Flint" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
E così Marco Siena mantiene la promessa di dare un seguito al suo "Vecchio Flint" e lo fa alla grande. Ritroviamo i protagonisti della storia precedente ("è una novelette") compreso il "cattivo" della storia, non più vampiro (interessante l'idea che si tratti di un wendingo introdotto in Italia dai soldati americani durante il secondo conflitto mondiale) e non più solitario. Nell'infuocata estate della bassa modenese si consuma la caccia tra rivalità femminili, vecchi segreti e "consigli" per come pubblicare horror rurali italiani in formato digitale come autori indipendenti. Insomma Marco Siena, ancora una volta, riesce a superare se stesso e si conferma autore di punta per la nostra narrativa di genere.


Alessandro Girola: "L'altra strada" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un grande ritorno di Girola al suo ciclo "Italia Doppelganger" e a quei luoghi dove due differenti realtà sono separate da una tenue cortina. Questa volta il protagonista, stressato dal traffico e dal lavoro, imbocca "l'altra strada" per cercare di arrivare al lavoro in orario e si ritrova in un mondo totalmente differente. "Ci sono troppe cose che escono dai binari della normalità, e lui ha un background culturale che lo sta mettendo in allerta": come in "Milano Doppelganger" abbiamo il piacere di esplorare l'inframondo e incontrare i "doppelganger" ma, questa volta, grazie alla maggiore consapevolezza del protagonista si riescono ad inquadrare meglio i particolari di questa diversa realtà e dell'organizzazione che mantiene il controllo dell'equilibrio tra i due mondi. Insomma si apre un possibile ampio scenario non dissimile da quello di "Mondo Delta" (cfr. "Il treno di Moebius") e nel quale non mi spiacerebbe tornare, prima o poi.

Alessandro Girola: "Battuta di caccia" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un killer è alla ricerca di Oksana, una escort russa scomparsa da mesi, contemporaneamente ad un imprenditore, suo cliente. Le tracce portano a Decia Luperci, nella bergamasca, "la gente del posto non vuole che i forestieri si fermino qui. Ammesso che una persona sana di mente abbia mai pensato di farlo". Un luogo che ha alle spalle una storia di sparizioni, "un posto intriso di sangue fin dalla sua creazione".
Siamo nell'orrorifica Italia Doppelganger di Alessandro Girola, dove solo un velo divide la realtà da altri mondi. Soprattutto in luoghi isolati come Decia Luperci dove "non si mettono in dubbio le tradizioni secolari", e dove, a sorpresa, cacciatori e cacciati possono perfino scambiarsi di ruolo.


Yuri Abietti: "Cthulhu: chi era costui?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
"Cthulhu è stato gradualmente trasformato in una sorta Godzilla alieno" e Yuri Abietti in questo veloce saggio prova a rimetterlo al proprio posto nell'ottica originale del suo creatore, Lovecraft, agnostico dichiarato, andando sfrondare la mitologia "spuria" (e in un certo senso, "cristianizzata") originatasi ad opera di Derleth e Wandrei, a merito dei quali va sicuramente la diffusione delle opere di HPL.
Ecco quindi, al centro del saggio, un'ottima analisi de "Il richiamo di Cthulhu" e, a conclusione, un elenco delle opere incentrate sulla figura di Cthulhu.
In ogni caso occorre sempre ricordarsi che "Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn".

Yuri Abietti: "Slenderman: mito o realtà?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Slenderman, l'Uomo Magro ("un uomo con completo e cravatta dal volto privo di lineamenti"), è un mostro nato in rete il 19 giugno 2009 (nell'ambito di un contest di manipolazione digitale) e tracimato nella realtà.
L'autore traccia il ritratto del nostro mostro che pare avere i tratti di fate e folletti e di figure archetipali quali il wendigo e che, a un certo punto, dai creepypasta e dai giochi di realtà alternativa sconfina nel mondo reale, una sorta di forma-pensiero che si trova al centro di fatti di cronaca nera in zone rurali, boschi, parchi giochi.
Un'inquietante rappresentazione del disagio, uno "spirito del suicidio", sicuramente non reale ma espressione della parte oscura dell'umanità ("non siamo in grado di creare dio, ma siamo bravissimi a creare demoni").


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

giovedì 27 luglio 2017

Letture seriali #8.1 - Delos Passport (da 4 a 7)

Ancora un post prima di dileguarmi (ma non per molto tempo) per le meritate ferie.

Di recente abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabio Novel riguardo a "Delos Passport", collana che Fabio cura per Delos Digital, e, negli ultimi giorni, sono riuscito a portarmi alla pari con le uscite citate nel post precedente: quindi ho pensato di inventarmi delle appendici alle letture seriali già pubblicate dove andare progressivamente ad aggiungere materiale (una serialità delle serialità).

In generale "Delos Passport" offre delle letture veramente interessanti ma devo confessare che, su tutte, quella che mi ha colpito maggiormente è stata "Sotto gli occhi di Pericle" di Scilla Bonfiglioli.
Badate che, in questo caso, si tratta puramente di gusto personale e non di un giudizio qualitativo; non me ne vogliano. quindi. gli altri autori che hanno comunque proposto lavori più che meritevoli di attenzione, a dimostrazione della bontà del lavoro che sta svolgendo Fabio come curatore della collana. 

Vi lascio, quindi, i commenti che ho depositato su Amazon (chissà che non possano funzionare anche come suggerimenti di lettura per le vostre ferie) in rigoroso ordine di uscita.


Scilla Bonfiglioli"Sotto gli occhi di Pericle" (Delos Passport #4)
Mito e realtà si intrecciano in una Atene in bilico tra accoglienza e odio verso lo straniero. Ci sono dei e mostri, in questa storia, e ci sono persone che amano, soffrono, vivono. C'è la violenza declinata in tutte le sue sfumature (l'odio montante verso il diverso, lo straniero, il povero, la donna) ma c'é la speranza per un possibile riscatto: "Libera gli schiavi facendo tremare la terra e le mura delle regge, togliendo il fiato. Sempre con un aspetto diverso, mai riconoscibile. Il dio straniero che viene da oriente". E ci sono possibili lieti fini per storie reali e mitologiche.


Oriana Ramunno"Baba Jaga" (Delos Passport #5)
Dalla Piazza Rossa ai moli di Murmansk, dove giacciono i cadaveri radioattivi dell'Atomflot ex sovietica, Anja, ingegnere nucleare appiedato, si trova coinvolta in una losca vicenda di furto di materiale atomico, sia per motivi di tipo professionale, sia per questioni "di famiglia". Un racconto, ambientato nella gelida notte artica, tra thriller e denuncia, dove in una vecchia fiaba dal finale reinventato, Baba Jaga, è celata la chiave per rendere pubbliche le responsabilità di chi si è arricchito per anni con il traffico di materiale radioattivo: "Nomi importanti, che ancora oggi sono ai vertici di questa nazione. [...] È una lista per cui molti pagherebbero col sangue o col denaro".


Andrea Franco"So dove sei" (Delos Passport #6)
Una storia nera raccontata su due linee temporali, una storia di crimini, amore e vendetta, di uomini e donne che vivono ai confini del giorno e ai confini del mondo, dove la violenza è sempre un'opzione a portata di mano. Uomini e donne di terre differenti ma, in fondo, simili per attitudini, "gente, semplicemente". Bastiano sa dove trovare Mihaela: lo sa perché ognuno appartiene in modo particolare ai propri luoghi e lo si può leggere negli occhi: "Lei, quando mi parlava di Brașov, aveva la stessa luce. So dove sei…".


Marco Ischia"Ucciso il 4 luglio" (Delos Passport #7)
"In America tutto è grande": questo riassume il nostro modo di vedere l'America, derivato dalle nostre grandi esperienze vissute semplicemente attraverso il piccolo e il grande schermo. Ischia gioca con questo modo di vedere le cose e riesce a costruire una storia assai divertente che vede al suo centro un "dummy" italiano che si trova in America (in Florida, per la precisione) quasi per caso. Le foto di un omicidio, avvenuto il 4 luglio come si può intuire dal titolo, su una memory card sono la causa scatenante dell'azione in cui sono trascinati protagonisti, poliziotti corrotti, marines e gang portoricane fino al conclusivo stallo alla messicana, una situazione "degna della migliore delle sceneggiature", e alla battuta finale. 


DELOS PASSPORT
>>> Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel [link]
>>> Sul Delos Store [link]
>>> Su Amazon [link]

lunedì 24 luglio 2017

Santi & Fattuchiere (Mana in crowdfunding)


C'è questo progetto di scrittura in crowdfunding, "Santi & Fattucchiere", di Davide Mana a cui dovete assolutamente partecipare perché:

- Davide è un autore di ottimo livello;
- il progetto è interessante e corposo (e comprende già dei bonus);
- il fantastico italiano deve essere sostenuto in tutte le sue forme e soprattutto quando si propone attraverso canali "nuovi" ;
- lo dico io.

Questo il link ai post su Strategie Evolutive (tag: crowdfunding) che ora leggerete e vi invoglieranno a partecipare:



Sapendo che siete pigri a leggere tutti quei pochi post, lascio la parola a Davide per una rapida introduzione ai contenuti della storia che sta scrivendo.


1. Location

Allora, cominciamo col dire che, a questo punto, le storie sono due.

"Santi & Fattucchiere" si svolge in Piemonte, in Provincia di Asti - quello che io chiamo Astigianistan, nelle stesse località che fanno da sfondo ai miei Terrori della Valle Belbo ed alla serie di avventure di Buscafusco, che pubblico in lingua inglese.

C'è poi una storia-bonus, che ho messo in conto per ringraziare i miei sponsor e perché 90 giorni sono tanti. Il titolo è ancora da stabilire, ma la storia si svolge su una piccola isola della Polinesia Francese. E nelle acque circostanti.


2. Genere delle storie

"Santi & Fattucchiere" è un poliziesco hard boiled di ambientazione contemporanea.
Qualcuno ha rubato le reliquie di un santo medievale.
La comunità neopagana e new age della Valle Belbo viene accusata del furto, e si rivolge a Buscafusco, sorta di detective senza licenza che vive fuori Nizza Monferrato in una roulotte, per recuperare la refurtiva e stabilire la verità.
C'è anche un minuscolo elemento di occulto e di folk horror, ma davvero un minimo.

L'altra storia, quella ambientata in Polinesia, il cui genere è stato scelto per votazione dai lettori del mio blog, è una storia di fantascienza piuttosto hard, e si svolge nello stesso "universo" del mio racconto "Blooper" - siamo da qualche parte nel ventiduesimo secolo, e ci sono dei problemi, ma non sono i nostri problemi. Sono i problemi dei nostri nipoti, e sono diversi.
Ci sono anche dei delfini. E una scogliera o due.


3. Motivi per partecipare al crowdfunding oltre a quelli che già esposti sopra

La mia eterna gratitudine? Piuttosto moscia, come motivazione, eh?
La possibilità di leggere l'unica storia in italiano della serie "Buscafusco"? Scarsa anche questa, credo.
Ma posso a questo punto promettere (e questa è una anteprima assoluta) che ci sarà anche un terzo racconto per tutti gli sponsor. E varie altre cose che verranno annunciate ufficialmente dopo ferragosto, mano a mano che il traguardo si avvicina.
E sì, comunque anche la mia eterna gratitudine.


Ringrazio Davide per avere buttato il suo tempo prezioso con me e, a questo punto, a voi rimangono solo tre cose da fare: 

1. dovete necessariamente leggere i post al link che vi riporto qui (sia mai che vi perdiate mentre risalite il post): I post su Strategie Evolutive che vi raccontano il crowdfunding

2. dovete necessariamente partecipare al crowdfunding per non passare per quei tignosi che dicono voi siate: Il crowdfunding per "Santi & Fattucchiere"

3. dovete passare parola agli amici e diffondere l'iniziativa.

Altrimenti vi vengo a prendere uno a uno...


Qualche lettura per allenarvi

>>> "Gli orrori della Valle Belbo" su Amazon e su Runneapolis
>>> "Blooper" su Amazon e su Runneapolis


mercoledì 19 luglio 2017

Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel

 
La serialità che vi propongo questa volta è quella di "Delos Passport", una collana curata da Fabio Novel e pubblicata da Delos Digital.

Fabio è stato ospite qui l'anno scorso e avevamo parlato della sua attività di scrittore, sia come autore di CE che autoprodotto (qui il post dell'intervista).
Ci eravamo lasciati con un suo ebook in uscita per le ex-Edizioni Imperium: "La prima pietra" (ne parlo qui) in effetti uscì in quell'edizione ma, dopo poco tempo, il catalogo di Edizioni Imperium confluì in Delos Digital e il racconto di Fabio è diventato il capofila della nuova collana.

Anticipo subito i miei commenti alla seconda e alla terza uscita dalla serie e poi faremo qualche chiacchiera con Fabio.


Diego Zandel: "L'ustascia, le donne e Dio" (Delos Passport #2)
Europa, fine anni '80: due amici d'infanzia, croati, che nella vita hanno effettuato scelte opposte si ritrovano, dopo anni, al confronto finale.
Da una parte Marko trova che la sovranazionalità jugoslava sia una buona soluzione per il quieto convivere di popoli diversi, dall'altra Boris sente  il peso dell'occupazione comunista e l'urgenza della rivendicazione dell'identità nazionale, espressa anche attraverso una concezione fanatica del credo religioso.
Silvia, la donna italiana conosciuta occasionalmente da Boris, è l'ultima vittima di un modo di pensare tipico di chi propugna una morale assoluta e perversa e sarà la soluzione finale del conflitto tra i due amici.
Tornando al quadro d'insieme, in quegli anni "vi era un proliferare di gruppi ideologicamente affini, dagli ustascia croati ai lupi grigi turchi, dai terroristi sudtirolesi ai fascisti italiani ai terroristi palestinesi, tutti foraggiati dalla grassa borghesia bavarese in collusione con i trafficanti di armi e di droga". Letto oggi, mentre stiamo tornando a dare voce e vita a quei nazionalismi fanatici, il racconto pare parlarci di un nostro possibile immediato futuro. Da brivido.


Lorenzo Davia: "Vendetta finlandese" (Delos Passport #3)
In un periodo di transizione ("C’è una guerra fredda. È come una moda. Viene, crolla un muro e se ne va, ma poi torna. Adesso sta tornando.") il Silenzioso, agente segreto che si occupa di soluzioni estreme, si trova sotto diretto attacco.
"Forse era quello il futuro. Soldi e morte radiocomandata. Robot assassini.": è la tecnologia a farla da padrona nel racconto. E il suo utilizzo per scopi di spionaggio e vendetta.
Tra russi invadenti e nuovi capi compiacenti verso gli ingombranti vicini, sarà la traccia tecnologica a portare il Silenzioso al cospetto del suo avversario ma sarà, alla fine, il lato umano a chiudere il caso.


F.: Ed eccoci finalmente con Fabio. Ciao e grazie per essere ancora qui. Come sai, ho apprezzato molto "La prima pietra" (preso quando era edito da Imperium) e mi ha fatto piacere scoprire che è poi è diventato il biglietto da visita della nuova collana "Delos Passport". Come si diventa curatori di collana? O, meglio, come e da chi nasce l'idea di creare una collana a partire dal tuo racconto?

F.N.: Caro Fabio, grazie per avermi invitato nuovamente. E grazie per aver dato fiducia a "La prima pietra". Sono particolarmente contento che tu lo abbia apprezzato, perché sei un lettore attento sia ai contenuti razionali che a quelli emozionali delle narrazioni.
Come si diventa curatori di collana? Mi chiedi. Be', in svariati modi. Ma, tutto sommato, di base due.
A qualcuno, un ruolo viene proposto, per competenze ed esperienze pregresse. Ciò avviene sia nel caso del lancio di una collana nuova, o come passaggio di testimone di una preesistente.
Talvolta, invece, la collana è espressione di un progetto proposto da qualcuno (che quasi sempre già opera in qualche modo nel campo), il quale offre contestualmente a un editore la sua idea e il proprio servizio di curatela. È questo il caso mio, con Delos Passport.
Avevo un'idea. Da tempo. E la volontà di portarla avanti. Di organizzarla, gestirla nei suoi vari aspetti. L'acquisizione del racconto "La prima pietra" ha catalizzato una mia aspirazione pregressa. Soprattutto ho trovato in Silvio Sosio, di Delos Digital, l'interlocutore editoriale che in questo progetto, e nel sottoscritto, ha creduto. Dandomi l'autonomia che cercavo.


F.: Perché "Passport"? Cosa lega insieme le storie che stai proponendo?

F.N.: Perché la collana si propone come un "passaporto" narrativo per il mondo. Ogni racconto trova svolgimento in una diversa location internazionale, posta all'attenzione del lettore sin dalla grafica di copertina, dove una sorta di timbro d'entrata sul passaporto (che fa da logo alla collana) riporta di volta in volta il nome dello stato in cui la trama si dipana.
Agli Autori/ici viene richiesta una particolare attenzione all'ambientazione, la quale, salvo misurate eccezioni, gioca pertanto un ruolo assolutamente fondamentale nell'economia dei racconti presentati.
Stiamo parlando quindi di una collana di interesse per chiunque segua la narrativa in genere, senza preclusioni, ma è ovviamente dedicata in particolare a quanti amano anche viaggiare, conoscere il mondo, le sue persone e/o i suoi eventi e/o i suoi luoghi e culture, il suo fascino sfaccettato e le sue brutture, i suoi problemi ma anche le sue piccole o grandi gioie.


F.: Come avviene la selezione per l'inclusione e la pubblicazione nella collana? Ti occupi di tutto tu personalmente?

F.N.: Sì, mi occupo io della selezione.
Sono partito contattando io un gruppo di scrittori/ici per ottenere un blocco di titoli di partenza. Ora che siamo entrati a regime, con sette numeri all'attivo, sto ricevendo varie proposte.
A primavera, abbiamo anche lanciato un contest intitolato "Ucciso il 4 luglio", mirato a: 1) individuare un racconto specifico per l'uscita di Delos Passport 7, che era calendarizzata appunto per il 4 luglio; 2) fare un po' di scouting. Posso dichiararmi soddisfatto dell'esito dell'operazione. Ci ho investito parecchio del mio sempre più risicato tempo libero, ma ho individuato alcuni autori e autrici papabili, i cui testi mi sono piaciuti, anche se ho preferito alle loro candidature un racconto di Marco Ischia, parimenti intelligente, ma più leggero e ironico (e adatto ad un periodo estivo e "vacanziero"), con un'ambientazione specifica e mimetica (Fort Lauderdale, in Florida), che per l'occasione convive con l'immaginario "americano" dello schermo.
Come curatore, mi occupo anche dell'editing dei lavori e (insieme agli autori stessi, le cui preferenze voglio armonizzare con le mie e con l'auspicata efficacia estetica) delle bozze di copertina, poi finalizzate da Silvio Sosio.
Lavorare insieme agli autori nelle fasi di editing è la parte più interessante. A volte è semplice, fluida, a volte più articolata e sfidante. E non si pensi dipenda necessariamente dalle capacità di chi scrive: capita di diventare più esigenti a volte perché ci sono storie che la competenza del narratore già rende valide in prima battuta, ma presentano dei potenziali inespressi sui quali è bene indagare con l'autore stesso, per individuare una possibile condivisa strada di perfezionamento del testo.


F.: Ci puoi dire dove possiamo andare con i tuoi Passaporti, in compagnia di chi e a fare cosa? 

F.N.: OK, elenco per ordine di uscita…
Con me, nell'Azawad (Mali), per una drammatica storia d'amore, tra indipendentismo tuareg e fanatismo islamico ("La prima pietra").
Con Diego Zandel, negli ultimi anni dell'ex-Jugoslavia, per un noir che scava in rancori profondi, non ancora superati a tutt'oggi ("L'ustascia, le donne e Dio").
Con Lorenzo Davia, per scoprire che vuole eliminare il Silenzioso, agente di punta dell'intelligence finnica ("Vendetta finlandese").
Con Scilla Bonfiglioli, ad Atene, tra profughi e crisi economica, tra la Grecia della realtà contemporanea e quella del mito arcaico ("Sotto gli occhi di Pericle").
Con Oriana Ramunno, tra i veleni nucleari di Murmansk, per scoprire la verità sulla morte di un padre amato ("Baba Jaga").
Con Andrea Franco, a Brazov, nella Romania transilvana. Per ritrovare Mihaela, a costo di restarci secco ("So dove sei").
Con Marco Ischia, in Florida, in compagnia di una sorta di "italiano medio", per una sorta di black comedy che, su uno sfondo reale, gioca con gli stereotipi dell'immaginario del grande e piccolo schermo ("Ucciso il 4 luglio").


F.: Dopo sette numeri, puoi dirci se la collana è ben avviata?

F.N.: Rodaggio ottimo sotto vari aspetti. Non nego che avevo qualche aspettativa in più in termini di vendite iniziali su alcuni titoli, ma le possibilità del mercato digitale sono abbastanza note, e poi i meccanismi dimostrano che a volte alcuni ebook vengono "scoperti" con ritardo, e io ci conto.
Sono comunque assolutamente soddisfatto di quanto abbiamo pubblicato sinora, della collaborazione con gli/le autori/ici e dei riscontri dai lettori, per quanto i commenti esplicitati in rete non siano purtroppo ancora numerosi. A tal proposito, lancio una cortese richiesta a chi ha comprato qualche nostro titolo in un e-store dove il voto o la recensione sono possibili: lasciate una traccia, un commento personale, anche semplice, essenziale! Lo so, pure io non sono un "bravo" lettore moderno, in tal senso, benchè non per pigrizia: non commento molto ciò che leggo, su Amazon o altri siti. Quindi, sono un po' in imbarazzo a chiedere uno sforzo ai lettori di Delos Passport, quando non sono di vero esempio. Diciamo però che, anche se non lo merito io, lo meritano le penne in scuderia!
Tornando alla collana… Esprimevo prima la mia soddisfazione per quanto fatto, ma sono parimenti consapevole che il miglioramento e la crescita vanno perseguiti con passione e costanza, per la soddisfazione del lettore ma anche come iniettore motivazionale per noi che queste storie le costruiamo e pubblichiamo. E quindi ci stiamo dando da fare in tal senso (il plurale non è majestatis, include il team di autori e l'editore).
Pur mantenendo nella collana varietà di stili, generi e approcci, oltre che di location (che garantisce di raggiungere sia la diversità dei lettori più orientati che la diversità di gusti dei lettori onnivori), tra i miei primi desiderata ci sarebbe ricevere proposte sempre più originali per tematica, tra quelle che guardano ad eventi o casi o persone con una connotazione territoriale o culturale o geopolitica ancor più marcata, e attente a certe problematiche, puramente locali o con riflessi internazionali che siano.
In tal senso, tra i pubblicati, abbiamo tra le righe già affrontato alcuni temi forti, come l'accoglienza dei profughi, i rifiuti radioattivi, l'integralismo, i fanatismi… A settembre parleremo del Kurdistan, più in là ci sarà una storia che graviterà attorno alla pena di morte.
Comunque, vorrei vedere ancor più fantasia e originalità nell'individuare spunti inusuali, narrazioni capaci di emozionare fotografando o filmando situazioni più atipiche per la nostra narrativa… Come ho già avuto modo di dire in un'altra intervista, basta per esempio aprire un qualsivoglia numero della rivista "Internazionale" per trovare spunti dai (o attorno ai) quali far scresce una bella storia fatta di protagonisti "veri", benché di fantasia. Donne e uomini dei nostri tempi.


F.: Puoi sbilanciarti sui "prossimamente"?

F.N.: Ben volentieri!
Dopo la pausa estiva, Delos Passport riprende con un corposo reportage dalle zone che compongono il puzzle del Kurdistan, la nazione divisa, narrato dalla giornalista Selene Verri. Paola Rondini ci porterà a Baku. Pietro Spirito, un altro giornalista e scrittore (finalista allo Strega, qualche anno fa), ci farà scoprire Pes, in Ungheria, ancora una volta sulle tracce di una donna, o piuttosto di un proprio bisogno. Poi saremo in India, con un bel hard boiled speziato tandoori. In Danimarca, con un tocco di SF. Ancora negli States, per parlare di pena di morte, e poi anche per un noir in quel di Los Angeles. E in Somalia, tra ieri e oggi; alle Canarie, per uno strano furto; ancora nella ex-Jugoslavia, sulle coste croate, in compagnia nientemeno che del maresciallo Tito; in una base americana in Italia, per risolvere il caso di una morte sospetta; in…
Be', dai, l'avete capito. Il mondo è enorme, di storie da raccontare (e da leggere) ce ne sono!


F.: Invece, tornando a te, ci sono dei "prossimamente" tuoi?

F.N.: Ahi. Accidenti, questa brucia. Perché, in effetti, nel tempo che posso permettermi di mettere a disposizione di questa mia passione per la narrativa, mi sto ora concentrando solo su Delos Passport, e durante questo 2017 i miei lavori in stand by non hanno fatto un passetto in avanti, fosse uno. Lo so: si dice che un autore non dovrebbe mai confessarlo. Ma io non sono uno che la mena.
Mi è stato chiesto di recente di partecipare a un nuovo progetto, con un mio racconto. L'idea ce l'ho già. Essendomi impegnato, sarà l'occasione buona per rimettermi in gioco in una missione da Operativo.


F.: Grazie, Fabio. Magari ci ritroviamo tra un altro anno... ;)

F.N.: Se me lo sarò meritato, chiamami. O magari chiama qualcuno dei miei "viaggiatori" narrativi. :)


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lunedì 10 luglio 2017

Letture Uno-Due #8: Stefanelli, Lycas, Schito

(foto di Fabio R. Crespi)
Nell'ottavo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture) sono andato alla scoperta di un paio di nuovi autori: Salvatore Stefanelli e D.F. Lycas. Poi sono andato a leggere qualcosa di Davide Schito, del quale avevo già apprezzato "Il tram del tempo".


Salvatore Stefanelli: "Note rosso sangue"
Nero Press (store vari)
"Che io parli con i morti e qualche buon diavolo non mi fa esperto di riti satanici e satanisti": queste le parole di Apolinnare Neiviller, poliziotto, alla figlia, morta da qualche mese. Convinto dalla figlia ad indagare sulla morte irrisolta di Cristina Adinolfi e sulla profanazione della sua tomba, Neiviller, uomo già "segnato" avendo una bara-portale tatuata sul petto, dovrà scoprirsi "cacciatore di mostri", sotto l'illuminata guida del nano Caronte. Una buona prima avventura "iniziatica" in bilico tra giallo, urban fantasy ed horror: Apolinnare Neiviller è ora pronto a fare il Cacciatore, ha il look e gli strumenti giusti e non si fa "mai mancare la musica dei Led Zeppelin e il sanguinaccio, fatto in casa come una volta, col vero sangue di maiale". Lo aspettiamo.

Salvatore Stefanelli: "L'origine della notte"
Nero Press (store vari)
E' un ritorno alla casa prigione dell'infanzia, quello di Yl'ia Vasilevic, un ritorno alla scoperta delle proprie origini attraverso il confronto con il padre. Man mano che procediamo nella lettura riusciamo ad inquadrare il dramma di un mezzosangue la cui nascita ha segnato la vita del Grande Signore dei Draugupyr, scopriamo lo storico scontro con i Vilka e quanto dei sentimenti "umani", quali amore e gelosia, possano condizionare l'esistenza di creature metaumane. Detto in breve, è una storia di amori mancati o negati, ben incorniciati in un'epoca storica e in un territorio di natura squisitamente gotica. Abbiamo letto (e visto) di vampiri e licantropi più banali e meno aderenti ai canoni classici: finalmente torniamo a leggere una storia di predatori per loro stessa natura irredimibili.


D.F. Lycas: "Anime d'acciaio" ("Infiniti mondi" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Una storia post-apocalittica vista attraverso gli occhi di un uomo che ha subito un classicissimo rapimento ad opera di alieni metallici e una trasformazione fisica per il diletto degli stessi. Ma, evidentemente, qualcosa non ha funzionato come doveva (capita, si parla di alieni non di divinità) e l'uomo trasformato in A.R.M.A. per classici combattimenti da arena scopre di poter agire in quella veste anche per uno scopo umano: proteggere una ragazzina. La reazione degli alieni davanti a questo "errore" pare enigmatica e così l'uomo A.R.M.A. e la ragazzina si ritrovano di nuovo sulla terra trasformata dagli alieni ("Una sabbia finissima. Il residuo che i metallici ci hanno lasciato. Per oltre vent’anni anni se ne sono stati qui, sul nostro pianeta. Hanno scavato, hanno depredato. Quando se ne sono andati, è rimasta questa maledetta sabbia. La loro merda."), legati uno all'altra e in lotta con altri ibridi da combattimento. Alla fine pare che sia solo l'arena ad essere cambiata perché, forse, gli alieni hanno scoperto che le motivazioni che spingono l'uomo contro il proprio simile risiedono nella natura stessa dell'umanità (e possono continuare a dilettarsi di tutto questo).

D.F. Lycas: "Polvere di stelle" ("Infiniti mondi" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Seconda storia che racconta l'invasione aliena dei metallici, della quale abbiamo avuto un assaggio nel primo racconto di D. F. Lycas, "Anime d'acciaio". Stavolta il punto di vista è quello di chi fugge dai cacciatori alieni, trovando rifugio in una miniera. Continuano a non essere conoscibili le ragioni dei grigi invasori che stanno devastando la Terra senza che nessuno possa opporre resistenza. E, ancora meno conoscibili, i motivi per cui Alex, unico sopravvissuto del suo gruppo, venga "salvato", "ibridato" e lasciato vivere da uno dei metallici: "Non posso più morire, ma non mi è concesso nemmeno vivere come un essere umano". Piano piano uno scenario si sta delineando: sarà interessante scoprire se potrà svilupparsi un eventuale rapporto tra uomini e alieni che vada oltre la classica rappresentazione della fantascienza d'invasione di vecchio stampo.


Davide Schito: "A ogni costo" 
Nero Press (store vari)
Fin dove si può arrivare per amore? Magari fino a fare in modo di liberare la tua amante dal suo vecchio rapporto, così solo perché ti lascia capire che vuole essere libera di stare con te. Un thriller lento, svelato pagina dopo pagina insieme ai suoi personaggi. Un gioco di inganni e autoinganni e una fuga incerta da una giustizia che, nonostante la meticolosità del piano criminale, potrebbe trovare la strada giusta per riscuotere il proprio credito ma "una cosa è certa: non si fugge da sé stessi. Semplicemente non si può". "Nemmeno morire servirà".

Davide Schito: "Punto di non ritorno" 
Autoproduzione (store vari)
Una raccolta di ventiquattro brevi storie narrate sempre da un punto di vista personale, storie piccole, a volte inquadrate in contesti più ampi, che svelano pensieri, ricordi, sentimenti, scelte. A partire dal quotidiano, attraversando l'improbabile, per arrivare ai territori del fantastico e della fantascienza, l'autore ci accompagna alla scoperta, sempre diversa, di quanto sfaccettata sia l'umanità. E poi c'è Milano, riconoscibile nel passato e nel futuro, evidentemente nel cuore dell'autore (e anche nel mio).


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

sabato 24 giugno 2017

Stare su Facebook

La "reaction" mancante
Per una volta facciamoci un po' di cazzi miei e vediamo come io penso che si debba stare sui social, in particolare su Facebook.

Ognuno di noi (o quasi) ha un profilo sul quale tende a sbrodolare le peggiori parti di sé: 
- cazzi propri; 
- pensieri estemporanei;
- cazzate che percorrono l'intera gamma tra "scemo" e "più scemo";
- esternazioni politiche, sociali e sessuali;
- orrori cinematografici, fotografici, letterari, musicali e artistici in senso lato;
- gatti & altri animali pucciosi;
- buongiornissimi, kaffè, citazioni pseudoletterarie e glitter;
- calciatori, veline e altri personaggi di immeritata notorietà;
- varie & eventuali.

Naturalmente queste stronzate vengono pubblicate su un profilo "privato" e buona educazione dice che, se non siete d'accordo con quanto scritto (o anche solo non piace o non interessa), potreste evitare di fare diventare un post un campo di combattimento, soprattutto se vi sentite supportati da una fede che vi conferisca il diritto di pontificare sulle idee altrui.

Ma se voi portate le vostre crociate sul mio profilo ("privato", al quale avete accesso finché non mi rompo i coglioni), io vi sego senza farmi troppi pensieri, chiunque voi siate, per una serie di motivi:
- sono qua per divertirmi;
- ho una naturale avversione per i fideisti, da quelli che ascoltano solo la "buona vecchia musica" (o leggono solo la "buona vecchia fantascienza", o guardano solo i "buoni vecchi film", o si rapportano nostalgicamente ai "bei vecchi tempi") agli infervorati testimoni di un qualunque dio (oltremondano o terreno che sia);
- superano abbondantemente gli scarsi limiti della mia sopportazione, in particolare, gli anti-vax, gli sciacazzari, i complottari di ogni ordine e grado, gli alternativi alla scienza e alla ragione, quelli che scrivono €uropa, quelli che fanno apologia di fascismo, i razzisti, gli omofobi, i luddisti, i prepotenti, i maleducati, il "nuovo che avanza" (grazie, Marco), i #massimiesperti, gli evangelisti di ogni tipo, i fanatici, gli influencer raccattacontatti, i non-sono-xyz-ma, gli esibizionisti dell'ignoranza e, probabilmente, anche tu (sì, proprio tu) che stai leggendo questo post;
- se io non vengo a tirare sassi nei vostri stupidi e fangosi thread sul vostro profilo (che, con buona probabilità, ho già segnato da parecchio tempo come "da non seguire"), potreste sforzarvi di fare lo stesso.

A questo punto si dovrebbero mettere le cose in prospettiva: se vi sego da fb, questo vale quanto un sano vaffanculo. Ma non sempre un vaffanculo è per sempre (a volte magari sì, ma dovreste sapere valutare quando).
Mi spiego meglio: è come se decidessi che posso fare a meno di uscire a bere una birra con voi, non perché mi state sulle palle di principio ma, forse, perché non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di fare quattro chiacchiere con voi davanti a una birra.
Il che non equivale a togliervi il saluto, ma solo a limitare le situazioni in cui ci si debba salutare.

Una questione di tranquillità: vaffanculo, quindi, e amici come prima.

Finale #1
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, si sente offeso o pensa che io sia uno stronzo, amen: non posso e non voglio determinare il vostro modo di pensare e, in più, quello che potete pensare di me non rientra minimamente nei miei interessi, un po' come il calcio.

Finale #2
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, pensa che io sia una persona orribile, mi faccia il favore di segarmi dai contatti subito, così evitiamo di perdere prezioso tempo di allegro cazzeggio. E, anche in questo caso, penso che la cosa non mi provocherebbe gravi turbe psichiche oltre a quelle che ho già in dotazione.