giovedì 19 ottobre 2017

Dalla Valsassina a Little Wonder

Il titolo del post non ha un gran significato in sé ma serve solo a introdurre le location dei due luoghi dove  si svolgono le storie che vado a presentare: la Valsassina (in "Pegea" di Alessandro Girola) e Little Wonder, nei pressi di Perfection (in "Il regalo" di Kara Lafayette).

Si tratta di due location che, per motivi diversi, sento vicine: la Valsassina per questioni personali, legate alla mia gioventù, Little Wonder sia per il richiamo a David Bowie che per la collocazione nell'universo di Perfection, uno dei migliori scenari di fantascienza in cui mi sono immerso negli ultimi anni.


La copertina di "Pegea" è di Chiara S.
La copertina di "Il regalo" è di Andrea Lupia


Alessandro Girola: "Pegea" (scenario "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (Amazon)
Collocabile nel ciclo "Italia Doppeganger" di Girola, il racconto ha una stratificazione più complessa rispetto a quella che all'apparenza si presenta come un racconto gotico rurale. Si ripescano figure mitologiche legate alla natura e ostili all'invasione umana, ci sono tracce epistolari di una sorta di patto tra uomini e "mostri", c'è il terrore e lo smarrimento nello scoprirsi prede di entità ultraumane ma c'è anche una sorta di riscatto etico per la protagonista omosessuale (in quanto tale, origine di tutti i mali e oggetto di discriminazione) attraverso un sacrificio di sangue che la porta a un livello di vita diverso, apparentemente non soggetto alla classificazioni artificiose proprie del mondo reale.
Un elemento di brivido in più, dal mio punto di vista, è l'ambientazione in Valsassina e precisamente a Cortenova, bagnata da quello stesso torrente che scende lungo la Valle dei Mulini dove sono andato più volte a giocare e a cercare fossili in gioventù, fortunatamente senza aver mai sentito quel canto che proviene dal bosco.


Kara Lafayette: "Il regalo" (scenario "Perfection")
Autoproduzione (Amazon)
Dopo averci allietati con le sue affilate storie horror, Kara Lafayette ci porta nello scenario di Perfection, ambientazione futuristica di Germano Hell Greco dove convivono umani e intelligenze artificiali, epidemie e scienza. Non è strettamente necessario conoscere le storie originali ("Perfection" e "Starlite") di Germano (comunque male non vi farebbe, eh!) per potersi gustare la storia di Zoë, bambina di nove anni (e presunta malata di Asperger) accusata di avere ucciso padre e madre, spedita a Little Wonder ("Sending me so far away, so far away..." canta David Bowie) nella zona desertica americana invece che al "Macello", luogo di diretta punizione per ogni tipo di crimine ("prendiamoci cura della brava gente e liberiamoci dei parassiti"). Qui rinasce a nuova breve vita in "una famiglia nonsense": l'Agave (epidemia che uccide tutte le donne del pianeta) incombe ma Zoë ha imparato "a esistere senza oscurità".
"Little wonder. You little wonder, you".


Qualche utile link:

Alessandro Girola: "Pegea" su Amazon [link]
"La Valsassina" su web [link] e su Facebook [link]
"Plutonia Experiment", il blog di Alessandro Girola [link]
Plutonia Telegram, il canale Telegram di Alessandro Girola [link]
La pagina Facebook di "Plutonia Experiment" [link]


Kara Lafayette: "Il regalosu Amazon [link]
"Perfectionsu web [linke su Facebook [link]
"Secondo Kara Lafayette", il blog di Kara lafayette [link]
La pagina Facebook di "Secondo Kara Lafayette[link]


E come non concludere con...

(da "Earthling", 1997)

Stinky weather, Fat shaky hands
Dopey morning Doc, Grumpy gnomes

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Big screen dolls, tits and explosions
Sleepy time, Bashful but nude

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

I'm getting that
Enter Galactic, see me to be you
It's all in the tablets, Sneezy Bhutan

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Mars happy nation, sit on my karma
Dame meditation, take me away

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Sending me so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away

Little wonder, you little wonder you

Sending me so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away

Little wonder, you little wonder you
You little wonder you
You little wonder little wonder you

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you


lunedì 9 ottobre 2017

Buscafusco: Santi & Fattucchiere

Qualche mese fa vi avevo parlato del progetto di scrittura in crowdfunding di Davide Mana (vedi qui) e ora che è arrivato a scadenza (da un po' di giorni, in realtà) - e che mi sono letto la storia puntualmente recapitata nella mia casella mail - posso esprimere tutta la mia soddisfazione per quanto finanziato (ne riparliamo più avanti).

"Buscafusco; Santi & Fattucchiere" va ad intersecare due filoni di Davide: quello di Buscafusco, investigatore privato dai modi hard-boiled e di stanza nell'Astigianistan (come viene definita da Mana la location), e quello dei racconti orrorifici ambientati della Valle del Belbo (vero nome dell'Astigianistan). Si parte da un'evento di cronaca vera (il furto delle reliquie di un santo) e si segue il percorso/indagine di Buscafusco ("Solo Buscafusco. Il signor Buscafusco era mio padre") fino alla risoluzione del caso.
Non sono presenti elementi fantastici o orrorifici (magari questo può essere un pro per qualche lettore poco affine a quei generi) ma si sfiora l'esoterismo in diverse sfumature (dal satanismo alla new-age ma il tutto in salsa rigorosamente locale) e, per questi elementi, in qualche misura la storia mi ha fatto ripensare a "La morte mormora" di Fabrizio Borgio (forse anche perché ci sono anche altri elementi che legano Buscafusco a Borgio).

Sempre impietoso il giudizio di Mana sui suoi luoghi e soprattutto il ritratto delle persone che siano parte del "popolo" o dei "poteri forti" locali; in contrasto, spiccano in modo particolare i personaggi "amici" del nostro Buscafusco: non so se questo possa essere considerato propriamente un difetto ma, sicuramente, è un particolare che spinge il lettore all'affezione. 
E, infatti, dalla lettura sono emerso soddisfatto e fidelizzato da Buscafusco (ché di Mana lo sono già da un po'; in questo post potete trovare l'intervista relativa ai suoi Orrori della Valle Belbo): ora si tratta di aspettare che Davide abbia tempo e voglia di tradurre in italiano le prime due storie del nostro Buscafusco (sarebbero stato un ulteriore premio per i contributori al raggiungimento di una certa cifra del crowdfunding ma non ci si è arrivati).

E' la prima volta che mi capita di partecipare al crowdfunding per un libro e ho contribuito con la cifra ridicola di 5 euro: il giusto per un lavoro di qualità in formato digitale, poco se, alla fine, si prendono in considerazione il risultato, il gradimento, i bonus anche se non previsti inizialmente. 
Insomma mi sembra un buon modo per motivare un autore (soprattutto se un autore "di fiducia") a scrivere e penso che, dovesse esserci un altro crowdfunding di Davide, contribuirò sicuramente in modo più sostanziale.

Mi spiace un po' per tutti quelli che non hanno partecipato al crowdfunding perché "Buscafusco: Santi & Fattucchiere" per qualche tempo non sarà commercializzato in altri modi. Però, si sa, i lettori sanno essere pazienti (a volte perfino troppo ma Mana non è Martin, per nostra fortuna).

Infine vi lascio con "Alive and Well and Living In" ("Benefit", 1970) dei Jethro Tull perché sono citati nella storia ("A me piacciono i Jethro Tull.").

Nobody sees her here, her eyes are slowly closing.
If she should want some peace she sits there, without moving,
And puts a pillow over the phone.
And if she feels like dancing, no one will know it.
Giving herself a chance there's no need to show her how it should be.

She can't remember now when she was all in pieces,
She's quite content to sit there listening to what he says,
How he didn't like to be alone.
And if he feels like crying she's there to hear him,
No reason to complain and nothing to fear, they always will be.


I blog di Davide Mana 
>>> Strategie evolutive [link]
>>> Karavansara  [link]


lunedì 25 settembre 2017

Letture Uno-Due #10: Corà, Tanzilli, Maccioni

(foto di Fabio R. Crespi)
Dopo la precedente tornata completamente indie, il decimo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture) è quasi totalmente monopolizzato da lavori pubblicati da editori (quattro da Nero Press e uno da Fazi): si comincia con Simone Corà (sua l'unica autoproduzione presente nel post) e si prosegue con Maria Teresa Tanzilli e Federica Maccioni, tutte new entry su Runneapolis.


Simone Corà: "Cosmonauta"
Autoproduzione (Store vari)
Una partita di calcio tra ragazzi e la promessa di una pizza per cancellare un risultato deludente: il racconto di Corà comincia come una storia di provincia ma presto l'atmosfera cambia e la luce diventa "strana e densa, pare essere scesa lungo il cielo come sangue rappreso". Un muro di carne, che occupa tutta la strada, ferma la realtà e comincia a fagocitare qualsiasi cosa: asfalto, fango, persone. L'orrore diventa fantascienza quando la storia arriva alla sua conclusione ("Sai quanti Urania ho in soffitta? E li ho letti tutti!"): la realtà torna e restano solo le strazianti ferite a testimonianza del passaggio del Cosmonauta.

Simone Corà: "Il pozzo capovolto"
Nero Press (Store vari)
Simone Corà ci propone la versione puramente horror dell'alieno incontrato nell'altro suo racconto "Cosmonauta" e, forse per via di questa inquadratura, il risultato complessivo è più convincente. Da un pozzo costruito sul soffito emerge un orrore inconoscibile, lovecraftiano nell'origine ma carpenteriano e barkeriano nello sviluppo: la "Cosa" assorbe carne e metallo e semina parti di sé. Lo scontro finale tra il reticente protagonista e il Verticale viene intuito in precedenza da Michele: "Ho l'impressione che questa sia la fine del mondo. Dopo quello che ho visto non può esistere dell'altro". E, infatti, "il male alieno e inaccessibile" rinasce a nuova vita, liberato definitivamente dalla sua gabbia.


Maria Teresa Tanzilli: "L'ultimo viaggio"
Nero Press (Store vari)
A Roncavalle i fratelli Molinari attendono, come tutti, la fine del mondo ("E' scoppiato qualcosa nello spazio, una stella lontanissima. Tra qualche anno moriremo tutti."). Mentre la piccola comunità si riduce sempre di più perché, se proprio si deve morire, allora si può scegliere come farlo, i fratelli si barcamenano in una routine di funerali e attesa finché un terremoto che provoca la fuoriuscita di un continuo e insano fumo verdognolo dà loro una scossa. Il ritrovamento di una vecchia carcassa d'auto che viene messa accidentalmente in moto diventa una flebile speranza, se non di evitare la fine del mondo, almeno non essere costretti a farlo lì, a Roncavalle.
Il racconto procede con ritmo lento e oppressivo e rende bene l'idea di un'umanità rassegnata perché "tutto impallidiva di fronte alla prospettiva di una data di scadenza".

Maria Teresa Tanzilli: "Il patto"
Fazi Editore (Store vari)
Non è un storia insolita, nel suo genere, quella di un patto tra una comunità e un'entità infernale (Alastor, in questo caso). Lo scopriamo abbastanza in fretta leggendo le vicende di tre ragazzini che scoprono di essere il prezzo che i loro concittadini pagano per una vita perfetta e di successo ("questa ricchezza ha un prezzo"). La comunità di Villanova, paese ricostruito quasi miracolosamente sulle macerie di Vallefonda, distrutta da una slavina, deve periodicamente pagare quel prezzo ("rinneghiamo la nostra famiglia, rinneghiamo i nostri figli") e oggi il giorno del pagamento è giunto anche per Angela, Luca e il piccolo Francesco.


Federica Maccioni: "Segreti della città vecchia"
Nero Press (Store vari)
Racchiuso tra due parentesi in cui De André raffigura la città vecchia e i suoi abitanti, il racconto si sviluppa tra tempo presente e passato. Saveria, che ha ereditato dalla vecchia zia Luciana una casa, seguendo un'indicazione ricevuta dalla zia va ad incontrare e conoscere personaggi che vivono la loro vita nei carugi di Genova. E queste persone hanno storie alle spalle. E segreti che, scoperti ("le promesse fatte ai morti vanno mantenute"), possono incanalare la tua vita su percorsi mai considerati prima: "tanto, indietro, non si poteva tornare".

Federica Maccioni: "S'accabadora"
Nero Press (Store vari)
Nita, accabadora e levatrice come la nonna, vive la sua vita accompagnata dal fantasma del suo amore finché una bambina comparsa quasi dal nulla non la guida a risolvere il problema di "un nodo sciolto anzitempo". Il racconto, una storia densa di mistero e sentimenti, si dipana in una dimensione che rimescola figure del mito e della tradizione con i sapori e gli odori della vita reale: Nita vive in questa doppia dimensione finché "il bozzolo di crisalide che la Madre aveva scelto per visitarla" ristabilisce l'equilibrio "nel computo eterno del Tutto".


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

lunedì 11 settembre 2017

Mad Max in Padania

Proseguendo con l'idea di evidenziare singoli lavori che ho trovato particolarmente interessanti, oggi arriva il turno di Alessandro Girola, il quale, come Germano Hell Greco, è spesso ospite da queste parti.

Girola ritorna a mixare politica italiana e fantascienza d'azione con la solita efficacia con questo "Max: First Lady Road".

"A che credi siano serviti anni di disinformazione, di inasprimento dei toni politici, di crescente analfabetismo funzionale ed emotivo? Siamo diventati un popolo di coglioni che non capiscono un cazzo e questo è stato il risultato": l'Italia, governata (si fa per dire) dal movimento dell'Onda, ha subito la secessione padana e una fallimentare missione di peacekeping dell'ONU.

Alessandro, con ottimi precedenti nel distopico italiano (cfr. "Grexit Apocalypse" e "Vox Populi Vox Dei", ma anche la trilogia del Basilisco), ci regala un adrenalinico Mad Max italiano (come già suggerito dal titolo) in uno scenario fantapolitico che prende le mosse dall'evidente inettitudine delle forze politiche che si nutrono d'odio e predicano l'isolamento, senza avere uno straccio di idea sensata di cosa fare quando si arriva al potere.
Li troviamo tutti qui, i campioni nostrani e internazionali dell'antipolitica, dell'autoritarismo, dell'autarchia e della nostalgia mascelluta, a dimostrare la loro nullità mentre siamo costretti ad affidare le nostre speranze di rinascita a un ex-poliziotto, a un ex-attore e a una ex-velina. Una tipica storia in stile Girola, assolutamente da non perdere. Ma, in mezzo a tanto disfacimento sociale, una cosa risulta positiva fin dall'inizio della storia: Trump non è stato rieletto per un secondo mandato.

Dato che la First Lady della vicenda è Elisabetta Canalis (moglie del presidente Clooney) e che la suddetta festeggia il compleanno il 12 di questo mese, potete avere l'ebook in offerta (solo su Amazon) fino a martedì (quindi datevi una mossa).

Nel frattempo io mi sono riguardato il primo e il secondo film della serie di Mad Max ("Interceptor", 1979; "Interceptor. Il guerriero della strada", 1981) e ho già pronti da rivedere il terzo ("Mad Max oltre la sfera del tuono", 1985) e il quarto recente "Mad Max: Fury Road" (2015), con una Charlize Theron da urlo.
Tutti i film (diretti da George Miller; nei primi tre Max è interpretato da Mel Gibson e nell'ultimo da Tom Hardy) stanno in un economico cofanetto con i film in blu-ray più un dvd di contenuti speciali.


Qualche utile link:

Alessandro Girola: "Max: First Lady Road" su Amazon
[link]

"Mad Max Anthology" (4 blu-ray + dvd) su Amazon
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"Plutonia Experiment", il blog di Alessandro Girola
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Plutonia Telegram, il canale Telegram di Alessandro Girola
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La pagina Facebook di "Plutonia Experiment"
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giovedì 31 agosto 2017

Se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro

Mi sono reso conto di avere una certa tendenza ad accumulare recensioni (che metto su Amazon appena finisco una lettura) per farci dei post cumulativi (sarà sicuramente un difetto brianzolo che comprende qualche forma di risparmio, vuoi di tempo, vuoi di spazio).
A volte, però, bisogna dare il giusto spazio ad un singolo lavoro, anche se questo fa parte di un ciclo e di uno scenario più ampio.
Oggi questo spazio voglio dedicarlo a "La Signora dei Sogni" di Germano Hell Greco (autore indie ben noto da queste parti), seconda parte del ciclo "Jack & Jill" e facente parte dello scenario 2MM Darkest.

Riprendendo l'intervista fatta a Germano per presentare 2MM Darkest (la trovate per intero qui), voglio riportare le sue parole sulla saga di Jack & Jill: "è la variante dark fantasy, in cui ci si sofferma sul lato fiabesco e oscuro. È anche il più difficile da seguire, perché scritto in maniera da rispecchiare la mente disturbata della protagonista, che è una schizofrenica:  gli eventi non sono presentati in ordine cronologico e realtà e allucinazioni coesistono quasi senza distinzione. Insomma, buona fortuna".

Insomma, se il primo Jack & Jill (ne parlo qui) è una lettura impegnativa (lo sono tutte quelle dei lavori di Germano - così narra una leggenda che gira nell'ambiente indie italiano - ma se per altri è un problema, io trovo che sia, invece, uno degli aspetti più interessanti e stimolanti di Germano come autore), il seguito potrebbe sembrarvi quasi una passeggiata (se siete passati indenni dal primo, naturalmente).

Le storie di Hjuki e Bil procedono a ritroso, come nei primi due racconti raccolti nel primo volume della serie. E se la fantascienza dei superumani è stato il punto di partenza nel primo racconto, a procedere ci si addentra sempre di più nella parte fantastico/orrorifica dello scenario di 2MM Darkest e nella storia dei due fratelli. Siamo negli anni 80, in un paese sperduto nella neve svedese ai confini del mondo reale. Fratello e sorella pensano di avere trovato un rifugio per provare a vivere una vita "normale" ma là, dove non arrivano i cacciatori di superumani, stanno di casa i sopravvissuti delle mitologie nordiche.
Una storia in bilico tra realtà e mito, tra fantascienza e horror, tra ragione e irrazionalità, dove occorre essere figli di dei o avere le capacità di "sospendere l'incredulità" delle menti giovani per riuscire ad accettare una realtà inclusiva di diversi aspetti, potremmo quasi definirla "aumentata" senza nemmeno la necessità di ricorrere alla tecnologia.
"Esiste gente che è in grado di volare. Gli adulti non riescono ad accettare questo cambiamento. Non del tutto. Loro spiegano ogni cosa con la razionalità: i fantasmi non possono esistere, non esistono i lupi mannari, non esistono i mostri. Esistono solo gli esseri umani cattivi, o malati, per loro. O le bestie feroci. Però io dico che, se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro..."

Io resto pazientemente in attesa del prossimo episodio della saga (in qualsiasi tempo voglia ambientarlo l'autore).


Qualche utile link:

"Jack & Jill Saga" su Amazon
[link]

"2MM Darkest", il blog che è stato rinnovato di recente
[link]

Book and Negative, il blog di Germano Hell Greco
[link]

La pagina Facebook di "2MM Darkest"
[link]




martedì 22 agosto 2017

Letture seriali #9 - "The Expanse" di James S. A. Corey


Forse non si tratta di una "serie che ha rivoluzionato il concetto di science fiction" - come recita lo strillo sulla copertina del terzo volume dell'edizione italiana - ma, per gli appassionati del genere, sicuramente i romanzi del ciclo "The Expanse" di James S. A. Corey (nome corale di Daniel Abraham e Ty Franck) sono una gran bella lettura.

Mi ci sono immerso durante il mio breve periodo di ferie (in realtà mi manca ancora da leggere l'ultimo pubblicato in Italia) spinto anche dalla visione della prima stagione dell'omonima serie TV e posso confermare il piacere della lettura dopo il piacere della visione.
Gli autori sono bravi a mantenere il ritmo della narrazione utilizzando la tecnica della narrazione a punti di vista convergenti verso la soluzione finale: se nel primo libro i punti di vista sono due, nei successivi i punti di vista aumentano senza però generare particolari difficoltà al lettore.

In generale troviamo un'umanità "ingabbiata" nel sistema solare e abbiamo thriller, azione, astronavi (lente e meno lente), corporations, politica, guerre, ribellioni, alieni e protagonisti che hanno forse il difetto di essere un po' "piacioni" (però funzionano perché ci si affeziona in fretta e li si segue appassionatamente nelle loro vicende).
Una caratteristica della serie è una continua apertura di orizzonti (il senso di "The Expanse", la distesa, non è immediatamente comprensibile fino al terzo volume) e la capacità di rinnovare nei vecchi lettori di sf il sempre desiderabile sense of wonder.

Anche il serial TV merita di essere preso in considerazione: la prima stagione copre abbastanza fedelmente parte del primo volume della serie e la si può tranquillamente guardare anche prima di avere letto i libri.

Fanucci ha tradotto e pubblicato i primi sei romanzi (mancano all'appello l'ultimo e alcuni racconti brevi interstiziali) e si possono trovare in offerta fino al 30 agosto a 1,99 euro al pezzo (fossi in voi ne approfitterei al volo).

La serie di libri (qui il link ad Amazon)
1. "Leviathan - Il risveglio" ("Leviathan Wakes", 2011)
2. "Caliban - La guerra" ("Caliban's War", 2012)
3. "Abaddon's Gate - La fuga" ("Abaddon's Gate", 2013)
4. "Cibola Burn - La cura" ("Cibola Burn", 2014)
5. "Nemesis Games - L'esodo" ("Nemesis Games", 2015)
6. "Babylon's Ashes - Il destino" ("Babylon's Ashes", 2016)
7. "Persepolis Rising" (2017)


La serie TV è ideata da Mark Fergus e Hawk Ostby su soggetto di James S. A. Corey ed è interpretata da Thomas Jane, Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Florence Faivre, Cas Anvar, Dominique Tipper, Wes Chatham, Frankie Adams, ecc.
La prima stagione (10 episodi) è stata prodotta da Syfy nel 2015 e la serie è stata rinnovata per una seconda stagione (13 episodi trasmessi nel 2017).
In Italia la prima stagione è reperibile via Netflix dal 2016 e rimaniamo in attesa della seconda e della terza stagione (è stato ufficializzato un ulteriore rinnovo).

venerdì 18 agosto 2017

Letture Uno-Due #9: Siena, Girola, Abietti

(foto di Fabio R. Crespi)
Ritorniamo in terra totalmente indie con il nono giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture)Marco Siena e Alessandro Girola già sono nomi noti da queste parti; in aggiunta a questi loschi autori abbiamo, come new entry, Yuri Abietti con un paio di interessanti saggi su due note figure delle rappresentazioni horror, una classica e una più contemporanea.


Marco Siena: "Vecchio Flint" ("Vecchio Flint" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Si ritorna sempre volentieri nelle terre di Marco Siena: ancora una volta nel mondo rurale si nasconde un orrore e ancora una volta qualcuno va a stuzzicarlo (in questo caso l'orrore viene stuzzicato una volta all'anno). E' uno strano vampiro quello che ci propone l'autore (fortunatamente più vicino all'immagine tradizionale che alle sue recenti rivisitazioni glitterate e/o sdolcinate) ed è una strana compagine quella che lo caccia per tradizione di famiglia. Ed è inaspettata la conclusione che vede la compagine apparentemente sciogliersi mentre nella campagna, di fatto, tutto resta immutato. Sostiene l'autore di avere materiale per uno sviluppo (un buon motivo per sostenere l'autore, quindi, per dirlo con un gioco di parole) e sarebbe davvero interessante ritrovare Romeo, Serena, Mattia e Dick. E anche il vecchio Flint, naturalmente.

Marco Siena: "Due cappi per Flint" ("Vecchio Flint" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
E così Marco Siena mantiene la promessa di dare un seguito al suo "Vecchio Flint" e lo fa alla grande. Ritroviamo i protagonisti della storia precedente ("è una novelette") compreso il "cattivo" della storia, non più vampiro (interessante l'idea che si tratti di un wendingo introdotto in Italia dai soldati americani durante il secondo conflitto mondiale) e non più solitario. Nell'infuocata estate della bassa modenese si consuma la caccia tra rivalità femminili, vecchi segreti e "consigli" per come pubblicare horror rurali italiani in formato digitale come autori indipendenti. Insomma Marco Siena, ancora una volta, riesce a superare se stesso e si conferma autore di punta per la nostra narrativa di genere.


Alessandro Girola: "L'altra strada" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un grande ritorno di Girola al suo ciclo "Italia Doppelganger" e a quei luoghi dove due differenti realtà sono separate da una tenue cortina. Questa volta il protagonista, stressato dal traffico e dal lavoro, imbocca "l'altra strada" per cercare di arrivare al lavoro in orario e si ritrova in un mondo totalmente differente. "Ci sono troppe cose che escono dai binari della normalità, e lui ha un background culturale che lo sta mettendo in allerta": come in "Milano Doppelganger" abbiamo il piacere di esplorare l'inframondo e incontrare i "doppelganger" ma, questa volta, grazie alla maggiore consapevolezza del protagonista si riescono ad inquadrare meglio i particolari di questa diversa realtà e dell'organizzazione che mantiene il controllo dell'equilibrio tra i due mondi. Insomma si apre un possibile ampio scenario non dissimile da quello di "Mondo Delta" (cfr. "Il treno di Moebius") e nel quale non mi spiacerebbe tornare, prima o poi.

Alessandro Girola: "Battuta di caccia" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un killer è alla ricerca di Oksana, una escort russa scomparsa da mesi, contemporaneamente ad un imprenditore, suo cliente. Le tracce portano a Decia Luperci, nella bergamasca, "la gente del posto non vuole che i forestieri si fermino qui. Ammesso che una persona sana di mente abbia mai pensato di farlo". Un luogo che ha alle spalle una storia di sparizioni, "un posto intriso di sangue fin dalla sua creazione".
Siamo nell'orrorifica Italia Doppelganger di Alessandro Girola, dove solo un velo divide la realtà da altri mondi. Soprattutto in luoghi isolati come Decia Luperci dove "non si mettono in dubbio le tradizioni secolari", e dove, a sorpresa, cacciatori e cacciati possono perfino scambiarsi di ruolo.


Yuri Abietti: "Cthulhu: chi era costui?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
"Cthulhu è stato gradualmente trasformato in una sorta Godzilla alieno" e Yuri Abietti in questo veloce saggio prova a rimetterlo al proprio posto nell'ottica originale del suo creatore, Lovecraft, agnostico dichiarato, andando sfrondare la mitologia "spuria" (e in un certo senso, "cristianizzata") originatasi ad opera di Derleth e Wandrei, a merito dei quali va sicuramente la diffusione delle opere di HPL.
Ecco quindi, al centro del saggio, un'ottima analisi de "Il richiamo di Cthulhu" e, a conclusione, un elenco delle opere incentrate sulla figura di Cthulhu.
In ogni caso occorre sempre ricordarsi che "Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn".

Yuri Abietti: "Slenderman: mito o realtà?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Slenderman, l'Uomo Magro ("un uomo con completo e cravatta dal volto privo di lineamenti"), è un mostro nato in rete il 19 giugno 2009 (nell'ambito di un contest di manipolazione digitale) e tracimato nella realtà.
L'autore traccia il ritratto del nostro mostro che pare avere i tratti di fate e folletti e di figure archetipali quali il wendigo e che, a un certo punto, dai creepypasta e dai giochi di realtà alternativa sconfina nel mondo reale, una sorta di forma-pensiero che si trova al centro di fatti di cronaca nera in zone rurali, boschi, parchi giochi.
Un'inquietante rappresentazione del disagio, uno "spirito del suicidio", sicuramente non reale ma espressione della parte oscura dell'umanità ("non siamo in grado di creare dio, ma siamo bravissimi a creare demoni").


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".